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Discorso di Shri Mataji a Firenze, 1991

…Per prima cosa, devo dirvi che la Verità è ciò che è. Non possiamo concettualizzarla, non possiamo conoscerla mediante voli dell’immaginazione. Sfortunatamente, non possiamo neanche conoscerla a questo livello di consapevolezza umana, poiché è più sottile della consapevolezza umana.

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La meditazione – Madre Terra

Per iniziare la meditazione, sedersi a terra a gambe incrociate oppure su una sedia con i la pianta dei piedi ben salda a terra, senza scarpe o ciabatte. Portare le mani sulle gambe con i palmi rivolti verso l’alto per ricevere le vibrazioni. Chiudere gli occhi e fare qualche profondo respiro, cercando di rallentarlo facendo qualche secondo di pausa tra inspirazione ed espirazione. Sentire le proprie sensazioni sulle mani, dei pizzicori, delle pesantezze, del calore oppure del fresco.

Portare le mani sulla terra o verso la terra, anche se si è a casa verso il pavimento.  Portare il più possibile l’attenzione dentro di sé e lasciare fluire tutto ciò che è pesante verso il basso, lasciare che la terra eserciti la sua attrazione attraverso la gravità e assorba tutto ciò che ci appesantisce. Possiamo chiedere dentro di noi:

MADRE TERRA, PER FAVORE, ASSORBI TUTTA LA MIA PESANTEZZA, TUTTA LA MIA STANCHEZZA

PER FAVORE ASSORBI TUTTO CIO’ CHE IMPEDISCE LA MIA CRESCITA

ASSORBI TUTTI I MIEI CONDIZIONAMENTI,  LA MIA LETARGIA E PIGRIZIA

Dopodiché si può procedere per una meditazione normale, come già facciamo in trasmissione e che trovate qui, oppure si può fare una meditazione più semplice, portando la mano destra sul cuore, a sinistra nel nostro petto (la mano sinistra resta aperta sulla gamba) e affermando dentro di noi:

MADRE KUNDALINI, PER FAVORE, VIENI NEL MIO CUORE

IO SONO PURO SPIRITO

Portare poi la mano destra sulla fronte, e affermare dentro di noi senza pensare a niente o nessuno in particolare, ma con tutto il cuore dire:

IO PERDONO TUTTO E TUTTI, PERDONO ANCHE ME STESSO

Infine portare il palmo della mano destra sulla fontanella sopra la testa, con le dita bene tese per fare pressione, e affermare dentro di sé:

PERFAVORE, MADRE KUNDALINI, VIENI NELLA MIA FONTANELLA

STABILIZZA LA MIA REALIZZAZIONE

DONAMI LA PACE, LO STATO DI YOGA, DI UNIONE CON IL TUTTO

Successivamente sempre con gli occhi chiusi riportiamo la mano destra sulla gamba col palmo aperto e percepiamo le nostre sensazioni sulle mani. Stiamo in meditazione, in questo stato di consapevolezza senza pensieri, completa o parziale, per qualche minuto.

Se si ha difficoltà a ricordarsi cosa dire dentro di sé, basta portare la propria attenzione con la mano sui punti che abbiamo detto e chiedere semplicemente alla Kundalini di venire lì. Oppure di tanto in tanto si possono aprire gli occhi, leggere le affermazioni e richiuderli. La cosa più importante è che non perdiamo l’attenzione dentro di noi.

Il discorso della settimana: la Kundalini (II parte)

(continua da qui)

Sahaja yogis alzano la Kundalini, che viene catturata in fotografia, ad alcune persone

Questi poteri erano disponibili ad alcune anime realizzate di un tempo, anche ai rishi (i grandi saggi e meditatori indiani, ndr), ai grandi muni. Ma i loro poteri non erano basati sull’amore e sulla compassione. Questo è il vostro campo specifico, poichè voi dovete lavorare per il bene della gente. Loro dovevano proteggere se stessi o distruggere, così svilupparono il potere di maledire. Voi non possedete questo potere, non potete maledire nessuno, con piacere questo potere è stato cancellato…neanch’ilo faccio; potrei, ma non mando mai maledizioni a nessuno, perchè la nostra base è l’amore, la compassione, la dolcezza.

La maggior parte di essi aveva un terribile carattere, estremamente iroso e spesso usavano parole durissime quando parlavano delle persone non realizzate o di coloro che causavano problemi. Era molto buffo vedere quanto erano arrabbiati con la società; alcuni di essi non guardavano la società, non la denunciavano o ne parlavano male: erano solamente soddisfatti di se stessi, oppure scrivevano delle benedizioni ricevute.

Voi siete in un’altra dimensione: dovete usare i vostri poteri per il bene della gente. Anche per questo la vostra Kundalini è stata risvegliata in modo così sahaj; è stato grazie all’amore e alla compassione di vostra Madre. Per cui ora, l’unico modo in cui potete nutrire la Kundalini è sviluppare in voi il senso dell’Amore Puro e della Pura Compassione. Ho usato la parola ‘puro’, che è anche il mio nome: ciò significa che dovete essere innocenti, per cominciare. Se non siete innocenti, probabilmente avete problemi con la lussuria, forse il vostro amore è diretto verso alcune persone, solamente.
La Kundalini non agisce così: ascende, passa da tutti i chakra, non è coinvolta da niente, cerca di curare tutti i chakra, di nutrirli, e si preoccupa solo della propria ascesa.

ESTRATTO DA DISCORSO SULLA KUNDALINI (trasmissione del 10-05-10 e repliche)
21 Giugno 1992 – Cabella Ligure

Shri Mataji Nirmala Devi

La Kundalini – II parte

La Kundalini, quando si desta, è un’ Energia estremamente mobile e, dall’osso sacro, ascende lungo il canale centrale (Sushumna Nadi), all’interno della colonna vertebrale; giunge all’altezza delle ghiandole pituitaria e pineale, ridiscende lungo i canali laterali e infine, percorrendo di nuovo verso l’alto il canale centrale, giunge alla parte superiore del cervello, sulla sommità del capo, nel Sahasrara.

Di lì poi, dopo aver irrorato i circa mille nervi cerebrali (Sahasrara  è un numero, e vuol dire ‘mille’) si connette con il Tutto, con l’Energia Divina Onnipervadente, con l’Assoluto.

Il puro desiderio di Dio

Risveglio della kundalini in un centro di comunità in Canada

Risveglio della kundalini in un centro di comunità in Canada

La Kundalini rappresenta in noi il Puro desiderio di ascesa e unione con Dio. Prima della Realizzazione del Sé, questo desiderio è ancora assopito. Per questo l’uomo è sempre attraversato da una sensazione di vuoto che lo spinge a correre, a cercare sempre di più, fino ad arrivare finalmente, con la Realizzazione, all’appagamento ed alla soddisfazione interiore.

Per propiziare il risveglio della Kundalini sono oggi sufficienti due condizioni: l’intervento di una persona Realizzata ed il nostro desiderio di ottenere questa seconda nascita, questo Yoga. Come una candela accesa ha bisogno di ossigeno per bruciare, così noi dobbiamo alimentarci con l’ossigeno del desiderio per far sì che la Kundalini si desti. Essa è, in ultima analisi, Colei che ci consente di percepire l’essenza universale ed assoluta del nostro essere, manifestando le qualità sublimi dello Spirito nella nostra attenzione.

Shri Mataji afferma: “La Kundalini è il desiderio di Dio. Non è soltanto il desiderio che ci spinge verso Dio, ma il desiderio di evoluzione che Dio stesso nutre nei nostri confronti. E il desiderio di Dio è la Shakti, il potere del Suo Amore”.

La qualità purifiatrice del fuoco

La Kundalini, simbolicamente, è rappresentata anche come un serpente. Nella genesi, il serpente che fa commettere il peccato originale, in realtà è la Kundalini che dona la conoscenza agli uomini, togliendoli dalla cecità. Lepisodio, dunque, è positivo. La Chiesa ha cercato di farci sembrare tutti peccatori

La Kundalini, simbolicamente, è rappresentata anche come un serpente. Nella Genesi, il serpente che fa "commettere" il peccato originale, in realtà è la Kundalini che dona la conoscenza agli uomini, togliendoli dalla cecità. L'episodio, dunque, è positivo. La Chiesa ha cercato di farci sembrare tutti peccatori instillando il senso di colpa, e bloccando l'evoluzione.

“La Kundalini brucia tutto ciò ché è impuro e lo riduce in ceneri. Ciò che rimane è l’oro Puro dello Spirito in noi”
(Shri Mataji).
La Kundalini brucia tutto ciò che è impuro in noi, i nostri desideri inutili, le nostre errate identificazioni, le nostre idee superflue, ciò che abbiamo di stagnante e di ammalato, ciò che pone ostacoli tra la Consapevolezza ed il vero Sé, lo Spirito.

Nel corso di questo processo di purificazione, è possibile che si verifichi un certo surriscaldamento dei chakra con emissione di calore sulle mani e sulla testa; la Kundalini brucia tutto ciò che è indesiderabile e contaminato. In seguito, il calore si trasforma in brezza fresca che percepiamo sulla sommità del capo (Sahasrara) e sulle mani, e talvolta anche lungo la colonna vertebrale. Il risultato dell’ascesa è comunque una grande pace interiore unita a una piacevole sensazione di serenità e gioia, che è avvertibile anche da chi non percepisce ancora sensazioni ‘tattili’.

La purezza assoluta

La Kundalini è conosciuta anche come Shri Gauri (letteralmente la Vergine), quindi rappresenta la purezza assoluta che non può essere contaminata da nulla, perché brucia tutto ciò che è impuro. Non assorbe la nostra negatività, la distrugge. Se mettiamo dell’oro grezzo nell’acqua, riusciremo a lavarlo solo superficialmente, ma se lo mettiamo sul fuoco, esso si trasformerà in oro puro. Allo stesso modo la Kundalini ci purifica integralmente dal di dentro.

L’amore della Madre

La Kundalini ci ha seguito lungo il corso delle nostre vite precedenti ‘registrando’ tutte le nostre buone e cattive azioni e, al momento  opportuno, quando siamo pronti, Essa ci offre la chiave del Regno dei Cieli che è in noi.
Shri Mataji dice: “Il desiderio di Dio è di aprirvi le porte del Suo Regno. E lo deve fare per poter dare un senso alla Sua creazione”. La Kundalini è la quintessenza dell’ amore materno e sa esattamente come dare la realizzazione al proprio figlio.

È vostra Madre, piena di tenerezza. Siete il suo unico figlio. Potrebbe mai nuocervi? Non fa altro che indicarvi la strada”.
L’energia della Creazione è l’essenza fondamentale presente in tutte le cose e in tutti gli elementi. Così si presta facilmente ad essere rappresentata dalla floridezza della Madre Terra, ma anche dall’aria, dall’acqua, dal fuoco.

Nel Corano, così si esprime Allah parlando di Adamo: “Abbiamo soffiato la nostra anima in lui”. E, nella tradizione cristiana, lo Spirito si manifesta come ‘vento’ (anche se la corretta traduzione dovrebbe essere ‘Santa Brezza’).
Il battesimo giudaico-cristiano all’origine simbolicamente ricordava l’immersione (in greco – la lingua allora usata nella comunicazione internazionale – baptizo vuol dire immergere) nella “Grande Acqua”, il tornare ad essere immersi nel liquido amniotico della Madre Primordiale, insomma il nascere per la seconda volta, nascere allo Spirito.

E della necessità della seconda nascita Gesù parla a Niccodemo (vedi Vangelo di Giovanni, 3). La stessa dizione di ‘osso della fontanella’, che la nostra medicina conserva, è forse traccia dell’idea della Kundalini (la portatrice d’acqua dell’ Era dell’Acquario) che sgorga come pura sorgente dalla sommità del capo, rinfrescando tutto il nostro essere. Nella stessa direzione, anche l’espressione ‘Osso Sacro’ sembra essere traccia di questa cultura dimenticata.

Il Beato Angelico rappresenta spesso, nei suoi dipinti ed affreschi, una fiammella che fuoriesce dal capo degli angeli (e degli apostoli).
Alcuni mistici cristiani, quali Santa Teresa d’Avila si sono sforzati di descrivere l’unione che avviene tra la creatura ed il suo Creatore nel momento della Realizzazione del Sé.
Tutto è chiaramente espresso nel buddismo: il Nirvana (il Satori dello Zen) è lo stato di perfetta pace che deve essere raggiunto dalla coscienza dell’aspirante.
La Kundalini, in India, è conosciuta sin dalla più remota antichità. Assieme ai chakra (centri d’energia) e alle nadi (canali d’energia) costituisce il Tantra, lo strumento che consente alla coscienza individuale di purificarsi e di raggiungere lo yoga, l’unione col Divino.

In origine, il tantrismo era sinonimo di pura conoscenza e di ascesi purificatrice. Splendido esempio ne resta, tra gli altri, il “Saundaraya Lahari”, in cui Shankaracharya, uno dei più ispirati santi dell’India, canta le lodi della Grande Madre, descrivendone con pura ammirazione filiale tutte le molteplici qualità.

Solo in seguito, nel Medio Evo, il nome di Tantra è stato completamente stravolto nel suo significato più sacro e tradizionale con l’impiego di pratiche demoniache e perverse, aberranti, contraddicendo ogni regola di pura spiritualità.

Una delle molte foto in cui sono fotografate tutte le Kundalini di chi medita

Una delle molte foto in cui sono fotografate le Kundalini di chi medita

La Kundalini

La Kundalini risiede nel nostro osso sacro, appena sopra il Mooladhara chakra, che ha la funzione di reggere la sua ascesa attraverso il nostro sistema sottile. Per questo, stabilizzare il Mooladhara significa stabilizzare la nostra ascesa o evoluzione. Non è possibile altrimenti. Le qualità della Kundalini sono infatti la purificazione, l’ascesa spirituale, anche se continuiamo a vivere la nostra vita quotidiana.

La Kundalini, poco conosciuta nella tradizione occidentale, era peraltro venerata dagli gnostici e dai templari come Acqua Viva. E’ scritto nel Nuovo Testamento (Giovanni 4, 14) che Gesù disse alla Samaritana: “…ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi l’acqua che io gli darò, diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna“.

E’ specialmente in Oriente, senza alcun dubbio, che la conoscenza della Kundalini ebbe il suo massimo sviluppo (in Cina, il drago che unisce la terra al cielo). Molti santi indiani la conoscevano e l’avevano introdotta nei loro canti: Adishankaracharya, Kabir, Guru Nanak, Gyaneshwara.

Kundal, in sanscrito, significa “avvolta su se stessa“, e la Kundalini si presenta come un serpente avvolto su se stesso in tre spire e mezzo. Essa risiede addormentata, come si usa dire in linguaggio figurato, nell’osso sacro di ogni essere umano, in attesa di venire risvegliata consentendo così all’uomo di ottenere la realizzazione del Sé, l’unione (yoga) con il Tutto.

La Kundalini, secondo la tradizione indiana, è il riflesso in noi della Madre Divina, dell’Energia Primordiale (Adi Shakti) che, nella nostra tradizione, corrisponde allo Spirito Santo. Giovanni da Fiore, in pieno XIII° secolo, affermava che dopo l’era del Padre e del Figlio avremmo incontrato anche quella della Madre. E’ naturale dedurre che assieme al Padre, per esserci un Figlio, debba esserci anche una Madre. La Kundalini è dunque il riflesso in noi dell’aspetto femminile della Trinità.

 La pentecoste, o discesa dello Spirito Santo, è la fiamma fresca che anche noi possiamo sentire sopra la nostra testa dopo la meditazione

La pentecoste (dipinta da El Greco), o discesa dello Spirito Santo, è la fiamma fresca che anche noi possiamo sentire sopra la nostra testa dopo la meditazione

La Consapevolezza

La  consapevolezza – che è più della semplice attenzione – è tutto…La persona consapevole in modo profondo vede l’indivisibilità dell’esistenza, la ricca complessità e la connessione con tutto il creato. Da tale consapevolezza si sviluppa un rispetto profondo per il valore assoluto per tutte le cose, di ogni cosa animata e inanimata.

Philip Kapleau, Awakening to Zen

L’uomo è un essere consapevole. Ma consapevole di che cosa? Cartesio disse: “Io penso, dunque sono”. Allora l’uomo è consapevole di esistere. Questa è la base, il punto fermo su cui è stato costruito l’edificio della scienza, che da un lato ha fatto progredire l’umanità con passi da gigante ma dall’altro non ha saputo fornirle gli strumenti per superare le rivalità, l’odio, le sopraffazioni, i crimini, le guerre, e tutto il resto. Infatti, per merito della scienza –o per sua colpa?- l’uomo è diventato la misura di tutte le cose, il suo ego si è gonfiato a dismisura ed egli ne è divenuto schiavo. Egli tende ad ascoltare solo il proprio cervello, senza capire che, quando si tratta del suo “io”, la mente gli fa vedere una realtà soggettiva, dunque non obiettiva. Chi può dire di conoscere realmente il proprio sé? Sappiamo che esistiamo, ma sappiamo cosa siamo realmente? E se non sappiamo cosa siamo noi, come possiamo sapere cosa sono realmente gli altri?

La psicologia moderna, che attinge a Maslow, Adler, Jung, Frankl, Assaggioli e Rogers, per menzionarne solo alcuni dei più importanti, ha introdotto i concetti dell’inconscio collettivo, degli archetipi, dell’essere primordiale, dei vari stati di coscienza e della piena realizzazione delle potenzialità dell’uomo nelle “peak experiences”, cioè in quelle vette altissime, ma ahimè rare di consapevolezza dove l’uomo si sente realizzato. Oggi ci troviamo di fronte al risveglio collettivo di un bisogno interiore dell’uomo di superare le barriere create dal suo ego e dai suoi condizionamenti culturali e religiosi; condizionamenti legati all’epoca in cui viviamo, alle mode, alla scienza ed alle armi a doppio taglio che essa sforna in continuazione. (…)

La consapevolezza collettiva è come l'oceano: esso è uno, e formato da innumerevoli molecole d'acqua. Così noi siamo con le vibrazioni singole gocce di quest'oceano divino

La Realizzazione del Sé si manifesta come una brezza fresca che la persona risvegliata percepisce sul palmo delle mani e sulla sommità della testa. Le Sacre Scritture descrivono queste vibrazioni come il vento dello Spirito Santo, il Ruh dell’Islam, il Ruah degli ebrei, il Brahma Chaitanya degli indù.

Nello stesso tempo la persona risvegliata percepisce tutti i centri di energia del proprio corpo sottile sulle dita delle mani. Ecco perché Maometto disse: al tempo dell’ultimo giudizio “le vostre mani parleranno”. Mediante queste vibrazioni l’uomo riesce a percepire se stesso come realmente è. Ma non solo.

Le vibrazioni lo mettono in grado di “sapere” anche come è realmente qualsiasi altra persona e di percepirla come parte di se stesso. E’ sufficiente che egli metta la propria attenzione sull’altro, per percepire i suoi centri di energia ed i suoi problemi. In questo modo l’altro diventa parte di noi. E come potrebbe un dito della mano odiare un altro dito? Se una mano si fa male, l’altra corre in suo aiuto. Nello stesso modo una persona realizzata non può sentire altro che amore per il prossimo e cercare di aiutarlo tutte le volte che gli è possibile. Questa è la consapevolezza vibratoria.

La persona realizzata può anche correggere i problemi dei centri di energia sia del proprio corpo sottile sia di quello di altre persone. Ogni chakra è strettamente connesso con il sistema nervoso ed i vari organi del corpo. Se un chakra ha un problema, questo si ripercuote sugli organi che vi sono collegati e si manifesta come malattia. Perciò molte malattie, soprattutto quelle di tipo psicosomatico, che rispondono così male alle cure della medicina ufficiale dell’Occidente moderno, possono essere curate mediante la “pulizia” dei chakras. Rimuovendo i loro problemi il corpo sottile ritrova il suo equilibrio e l’organismo umano ritrova la salute.

Il Vishuddi chakra – III parte

Il Vishuddhi sinistro


Il Vishuddhi sinistro è quell’aspetto in cui si raccolgono i problemi emotivi del lato sinistro, legati ai rapporti sociali ed al nostro rapporto con il mondo in generale.Una persona con un blocco al Vishuddhi sinistro tenderà a lasciarsi dominare dagli altri e a non aver rispetto di se stessa, di conseguenza si lascia andare, si autocommisera in continuazione e non si ha cura della propria persona anche dal punto di vista meramente fisico.

Nel modo di parlare difficilmente sarà schietta e sincera, mentre avrà la tendenza a mentire e a nascondere i suoi veri sentimenti. Se parliamo male di qualcuno in sua assenza, se siamo dediti al pettegolezzo, se cerchiamo di ferire gli altri con l’ironia, dobbiamo sapere che questi atteggiamenti minano la salute del Vishuddhi sinistro.

C’è poi il problema dei sensi di colpa, l’attitudine a sentirsi colpevoli ad ogni più piccolo pretesto, o a rifugiarsi nei sensi di colpa per diciamo, mettere a posto la coscienza, si è sviluppata oltremisura specialmente in Occidente, a causa di un infelice tradizione cattolica che ha recitato per secoli “mea culpa mea culpa” distorcendo l’originario messaggio del pentimento cristiano.

Shri Mataji ebbe occasione di dire una volta che il Cristo non disse mai che bisogna sentirsi colpevoli, ma esortò a pentirsi, che significa rendersi conto degli errori commessi ed essere risoluti ed evitarli d’ora in avanti. I sensi di colpa hanno un effetto deleterio, attraverso il Vishuddhi, su tutto il nostro essere interiore e ci rendono deboli, lamentosi, favoriscono l’insorgere di malattie come l’angina, l’artrosi cervicale e ci impediscono di esprimere pienamente le qualità positive che possediamo. I sensi di colpa inoltre alimentano un atteggiamento ipocrita perché, costituiscono una scappatoia per evitare di affrontare i propri difetti.

Il Vishuddhi destro

Nel suo aspetto di lato destro, esprime le qualità regali del Vishuddhi, la magnanimità, l’essere di larghe vedute, la capacità di vedere gli aspetti della vita come una più grande totalità. Dal punto di vista del linguaggio questa magnanimità si esprime con la dolcezza nel modo di parlare e col rispetto degli altri, della loro personalità e delle loro idee. Mentre il Vishuddhi sinistro esprime la qualità del rispetto di se stessi, il destro ci da il rispetto degli altri.

I difetti di questo centro sono alquanto plateali perché si manifestano nella vita sociale. Il blocco a questo centro ci rende arroganti, egocentrici, ci da la tendenza a dominare gli altri, a soffocare la loro personalità per poter emergere, si parlerà spesso a voce alta e si pretenderà di avere sempre l’ultima parola; può anche accadere che questo tipo di carattere non si esprima apertamente all’esterno, ma ciò che accade è dentro di noi, nei pensieri e nei sentimenti ci si sente pieni di astio e di aggressività verso gli altri.

Un modo di parlare sarcastico, sempre pronto allo scherzo pesante o materiale è pure indice di un blocco al Vishuddhi destro. Le persone che svolgono un lavoro in cui devono usare molto la voce, o che rivestono un ruolo di comando, avranno la tendenza a sviluppare un problema in questo chakra.

Il principio dominante di questo chakra è l’integrazione col Tutto, con la collettività, la sensazione di far parte dell’insieme. E’ anche il potere dell’eloquenza, è per così dire l’altoparlante del cuore, se è utilizzato per altri scopi, nuocere al prossimo per esempio, significa che pervertiamo il potere che ci è stato conferito