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Il discorso della settimana: l’Ego

L’ego nasce dallo Swadisthan chakra, il chakra che presiede alla nostra creatività ed è direttamente in relazione con l’ego. Quando questo chakra si mette a ruotare attorno al Void e ne tocca le varie parti, raccoglie tutti i problemi che si sono fissati in questo Void. Quando perciò si scatena in noi l’azione, essa crea nel Void una catena di effetti secondari o problemi che debbono essere custoditi in qualche luogo: sono depositati nel cervello, sotto forma di ego.

Tutti i problemi che scaturiscono dalla creatività e dall’azione dei vari organi devono essere controbilanciati e l’ego si sviluppa proprio per fare da contrappeso. Si genera ogni malinteso quando si blandisce l’ego, quando siamo soddisfatti del nostro ego è il momento in cui perdiamo la bussola, ci identifichiamo con l’ego e non con il Sé.

Cosa avviene fisicamente quando questo pallone (ego) riesce ad invadere l’intera testa? Normalmente l’aura del cervello circonda il cuore, ma quando esiste un problema di ego, è quest’ultimo che circonda il cuore. Si può allora affermare che siete una persona disintegrata in quanto il cuore funziona in un senso, il cervello in un altro, il corpo in un terzo e le emozioni in un quarto senso. Sono quattro persone che montano altrettanti cavalli, in tal modo siete fatti letteralmente a pezzi.

Esaminiamo adesso come è possibile dominare questo ego, quando si comincia a prenderne coscienza. Ecco cosa capita: vediamo il signor Ego, è lì che ci fornisce idee, spesso ci sentiamo tanto depressi nel vedere quanto ci identifichiamo in lui. Nel combatterlo non fate altro che rafforzarlo, più lo affrontate e più invade il vostro capo, non combattete dunque!
Come fare per sgonfiare questo Ego? Si adotta lo stesso sistema adoperato per sgonfiare un pallone: si prende uno spillo e si fora il pallone.

Solo gli esseri umani sono in grado di prendersi in giro da soli, nessun animale sarebbe capace di fare altrettanto. Se imparate a prendervi in giro da soli imparerete a sminuire il vostro ego, altrimenti continuerà a dettarvi come dovete comportarvi e ciò a suo unico profitto.

Quando l’ego, ricopre la testa intera ed il Sahasrara chakra, è ben difficile alla Kundalini che ascende attraverso il canale centrale, perforare questa corazza. L’ego nei confronti del superego che è minuscolo ha assunto proporzioni enormi, la breccia deve essere aperta al centro, per cui occorre ridurre l’ego a più modeste proporzioni, solo allora la Kundalini può salire, oltrepassare la porta dell’Agnya chakra (la porta stretta come disse Gesù) e dirigersi verso il Sahasrara chakra. Occorre rinforzare il lato sinistro (debole) controbilanciando quello destro (eccessivamente pulsante), in tal modo si fa scendere l’ego nel canale simpatico destro.

Allorché l’ego ha perso di consistenza, la corrente può salire lungo il canale simpatico di sinistra, così operando si crea un intervallo al centro, solo allora la Kundalini può ascendere al centro e raggiungere la sommità della testa. Questo processo viene chiamato Shri Vidya, la conoscenza dello Spirito Santo, grazie al quale ponete in equilibrio l’ego ed il superego, i vostri desideri ed azioni diventano di pari consistenza.

Shri Mataji Nirmala Devi, Estratto da un discorso sull’ego – Hampstead Londra 22 ottobre 1979

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Il Discorso della settimana – il Vishuddi

Io penso che sia importante per i Francesi, acquisire un comportamento che sia veramente dignitoso. La loro cultura ha sviluppato un’atmosfera in cui le persone parlano in modo molto disinvolto, parlano solo perché vogliono parlare sempre loro, è un modo aggressivo quello di voler sempre parlare senza consentire agli altri di replicare, è come se avessimo cose talmente importanti che l’opinione altrui non ha alcun valore….Suggerisco, dunque di parlare meno, quando tornate dal lavoro siete snervati, eccitati; i vostri nervi non sono sotto il vostro controllo perché non avete mai imparato a controllarli, e così cominciate a parlare, parlare dicendo un sacco di assurdità.

E’ meglio meditare silenziosamente, nel silenzio assoluto, un’ora al giorno. Non vogliamo la serietà degli Inglesi ma neppure la frivolezza dei francesi, tra i due estremi c’è la serenità, lo stato di beatitudine e per acquisirli occorre praticare il silenzio.
Perciò un’ora di meditazione silenziosa, forse vi può sembrare difficile, ma fatelo per 15 giorni, poi gradualmente fate mezz’ora ed ascoltate i miei discorsi senza far rumore.
Cercate di ascoltare anziché parlare, non dovete fantasticare su ciò che ascoltate, ma ascoltate e traetene l’essenza; se cercate di ascoltare e riflettere contemporaneamente, nulla giungerà allo Spirito, perché sarà troppo occupato alle risposte…

Volere ad ogni costo dire l’ultima parola, rivela un temperamento aggressivo che danneggia enormemente il Vishuddhi. Dal Vishuddhi destro si influenza quello sinistro ed il Nabhi sinistro, perché siete completamente eccitati. Ogni cosa deve avere un ritmo, un ritmo corretto, ci deve essere ritmo nel modo di parlare, di muoversi, di camminare, in ogni azione. Perciò quando parlate fate in modo che le vostre parole non siano frivole, ma profonde, che scaturiscano dal cuore, e non con tono frivolo e tagliente che siete soliti usare. Quando parlate con qualcuno, guardate in faccia la persona, non guardate né a destra né a sinistra, cercate preferibilmente di ascoltare anziché parlare.

La malizia deriva da un comportamento grossolano, da persone che vedono le cose dall’esterno, le persone leali non dicono mai cose che possono ferire gli altri, fanno attenzione generalmente a non dire cose che urtano perché sono sinceri con se stessi e dunque veritieri anche con gli altri. Capiscono che potrebbero ferire, non saprete mai quanto male si può fare con maniere brusche, stuzzicate continuamente la gente, è una pessima abitudine, è una forma di sadismo.

Vi debbo dire che è molto importante sviluppare la dignità che dovete esprimere nel parlare, nel camminare, nei movimenti delle mani, non agitate continuamente le mani,e siate anche umili
Non fa assolutamente bene al Vishuddhi  se invece di rispondere alzate le spalle, anche digrignare i denti è una cattiva abitudine.

Il Vishuddhi è un centro molto sensibile e per ben conservarlo dobbiamo essere vigili, ben desti, il viso non deve essere né troppo serio né troppo gaio, né troppo avanti né troppo indietro, la testa deve rimanere ben centrata, in modo dignitoso. Vi sono persone che abbassano il capo quando parlano, o troppo indietro o troppo avanti, dobbiamo conservare un atteggiamento equilibrato; non fa bene abbassare troppo il capo: se lo si fa bisogna subito correggersi, dobbiamo capire qual è la posizione che colpisce favorevolmente la gente.

Fate in modo che chi vi sta di fronte capisca che siete rilassati, così bisogna comportarsi. Mutando il comportamento sicuramente migliorate il vostro stato interiore, cercate di migliorare e di capire. Per qualsiasi cosa, anche per un semplice si, non scuotete la testa in segno di accondiscendimento.

da un discorso di Shri Mataji a Ginevra nell’agosto 1982