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Il Discorso della Settimana: Programma Pubblico a Torino, 2000

Mi inchino a tutti i ricercatori della verità. Tutte le scritture e tutti i maestri, i veri maestri, hanno affermato che dovete conoscere voi stessi. Hanno anche detto che, se non conoscete voi stessi, non potete conoscere Dio. Ma il problema è come conoscere voi stessi.

Infatti hanno detto che il vostro Spirito, il vostro Sé è dentro di voi. Se è dentro di voi, allora il problema è in che modo entrare all’interno. A tal fine, il nostro Creatore deve aver predisposto qualche meccanismo. Ed esso consiste nel fatto che, nell’osso triangolare conosciuto come sacro, si trova un’energia chiamata Kundalini. È chiamata Kundalini perché kundali significa spirale, in quanto essa è avvolta in tre spire e mezzo; per questo è chiamata Kundalini.

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Il Mooladhara chakra

La funzione spirituale del Mooladhara Chakra

Il corpo sottile dell’essere umano è composto da vari canali o “nadi”, che veicolano la circolazione dell’energia del corpo. Di questi, due -corrispondenti al canale destro e sinistro del sistema nervoso simpatico- si intrecciano con il canale parasimpatico, che sale lungo la spina dorsale, in più punti.

In questi punti si formano dunque dei plessi chiamati chakra, la cui manifestazione materiale sono i sette principali plessi conosciuti anche dalla nostra medicina. I chakra sono dunque dei nodi di energia animati da un moto rotatorio.

La poesia indiana li paragona a fiori di loto, ciascuno dei quali possiede un diverso numero di petali, corrispondente ai sub-plessi, ovvero alle diverse funzioni svolte da ciascun centro. In Sahaja Yoga usiamo comunemente i termini ‘plesso’, ‘centro’ e ‘chakra’ come sinonimi, coinvolgendo talvolta in questa uguaglianza anche l’organo principale di un centro, per es. il fegato o il cuore, sebbene resti inteso che il termine ‘chakra’ non coincida con un plesso, un centro, un organo, ma ne rappresenti l’aspetto energetico sottile.

Il primo chakra è situato alla base della colonna vertebrale e si chiama Mooladhara Chakra. Mooladhara vuol dire sostegno (dhara) della radice (moola).

Svolge una funzione fondamentale nella protezione e nell’ascesa della Kundalini. È questo chakra, infatti, che vigila sul suo riposo finché questa risiede, addormentata ed avvolta su se stessa, nell’osso sacro. È questo chakra che ‘avverte’ la Kundalini quando è giunto il momento di ridestarsi, sostenendone l’ascesa. Chi ha la Kundalini risvegliata, può favorire lo stesso risveglio in un’altra persona, secondo un processo che assomiglia a quello di una candela accesa che trasmette la fiamma ad una candela spenta.

Questo processo assomiglia a quello della candela accesa che trasmette la fiamma alla candela spenta. Ed è su di esso che la Kundalini si appoggia quando si innalza muovendo dall’osso sacro. Se il chakra è solido e in buono stato, l’esperienza della Realizzazione del Sé sarà semplice e durevole; diversamente, senza un appoggio stabile, non potrà stabilizzarsi nel Sahasrara (il chakra posto sulla sommità della testa) e tornerà ad avvolgersi su se stessa nell’osso sacro, sino alla prossima occasione.

Si può osservare, a tale proposito, che uno degli scopi dei grandi Profeti e Maestri primordiali è stato quello di donare regole di vita destinate a conservare questo chakra integro, affinché potesse svolgere efficacemente la sua funzione nel momento del ridestarsi della Kundalini, salvaguardando il potenziale evolutivo dell’umanità. Occorre in ogni caso un certo tempo per stabilizzare convenientemente questa ‘seconda nascita‘.


Il Mooladhara Chakra si trova al di sotto della colonna vertebrale, nel nostro inguine. Sui piedi corrisponde al tallone, mentre sulle mani la base delle stesse, poco sopra il polso. Se sentiamo dei pizzicori o pesantezza in queste zone, significa che il Mooladhara non è del tutto a posto.

Per questo scaricare la negatività facendo meditazione con la mano sinistra rivolta con il palmo verso l’alto, mentre la mano destra è rivolta verso terra, o a contatto se siamo seduti su di essa. Facciamo fluire le vibrazioni dalla sinistra attraverso il corpo e scaricare a destra.

La Kundalini – II parte

La Kundalini, quando si desta, è un’ Energia estremamente mobile e, dall’osso sacro, ascende lungo il canale centrale (Sushumna Nadi), all’interno della colonna vertebrale; giunge all’altezza delle ghiandole pituitaria e pineale, ridiscende lungo i canali laterali e infine, percorrendo di nuovo verso l’alto il canale centrale, giunge alla parte superiore del cervello, sulla sommità del capo, nel Sahasrara.

Di lì poi, dopo aver irrorato i circa mille nervi cerebrali (Sahasrara  è un numero, e vuol dire ‘mille’) si connette con il Tutto, con l’Energia Divina Onnipervadente, con l’Assoluto.

Il puro desiderio di Dio

Risveglio della kundalini in un centro di comunità in Canada

Risveglio della kundalini in un centro di comunità in Canada

La Kundalini rappresenta in noi il Puro desiderio di ascesa e unione con Dio. Prima della Realizzazione del Sé, questo desiderio è ancora assopito. Per questo l’uomo è sempre attraversato da una sensazione di vuoto che lo spinge a correre, a cercare sempre di più, fino ad arrivare finalmente, con la Realizzazione, all’appagamento ed alla soddisfazione interiore.

Per propiziare il risveglio della Kundalini sono oggi sufficienti due condizioni: l’intervento di una persona Realizzata ed il nostro desiderio di ottenere questa seconda nascita, questo Yoga. Come una candela accesa ha bisogno di ossigeno per bruciare, così noi dobbiamo alimentarci con l’ossigeno del desiderio per far sì che la Kundalini si desti. Essa è, in ultima analisi, Colei che ci consente di percepire l’essenza universale ed assoluta del nostro essere, manifestando le qualità sublimi dello Spirito nella nostra attenzione.

Shri Mataji afferma: “La Kundalini è il desiderio di Dio. Non è soltanto il desiderio che ci spinge verso Dio, ma il desiderio di evoluzione che Dio stesso nutre nei nostri confronti. E il desiderio di Dio è la Shakti, il potere del Suo Amore”.

La qualità purifiatrice del fuoco

La Kundalini, simbolicamente, è rappresentata anche come un serpente. Nella genesi, il serpente che fa commettere il peccato originale, in realtà è la Kundalini che dona la conoscenza agli uomini, togliendoli dalla cecità. Lepisodio, dunque, è positivo. La Chiesa ha cercato di farci sembrare tutti peccatori

La Kundalini, simbolicamente, è rappresentata anche come un serpente. Nella Genesi, il serpente che fa "commettere" il peccato originale, in realtà è la Kundalini che dona la conoscenza agli uomini, togliendoli dalla cecità. L'episodio, dunque, è positivo. La Chiesa ha cercato di farci sembrare tutti peccatori instillando il senso di colpa, e bloccando l'evoluzione.

“La Kundalini brucia tutto ciò ché è impuro e lo riduce in ceneri. Ciò che rimane è l’oro Puro dello Spirito in noi”
(Shri Mataji).
La Kundalini brucia tutto ciò che è impuro in noi, i nostri desideri inutili, le nostre errate identificazioni, le nostre idee superflue, ciò che abbiamo di stagnante e di ammalato, ciò che pone ostacoli tra la Consapevolezza ed il vero Sé, lo Spirito.

Nel corso di questo processo di purificazione, è possibile che si verifichi un certo surriscaldamento dei chakra con emissione di calore sulle mani e sulla testa; la Kundalini brucia tutto ciò che è indesiderabile e contaminato. In seguito, il calore si trasforma in brezza fresca che percepiamo sulla sommità del capo (Sahasrara) e sulle mani, e talvolta anche lungo la colonna vertebrale. Il risultato dell’ascesa è comunque una grande pace interiore unita a una piacevole sensazione di serenità e gioia, che è avvertibile anche da chi non percepisce ancora sensazioni ‘tattili’.

La purezza assoluta

La Kundalini è conosciuta anche come Shri Gauri (letteralmente la Vergine), quindi rappresenta la purezza assoluta che non può essere contaminata da nulla, perché brucia tutto ciò che è impuro. Non assorbe la nostra negatività, la distrugge. Se mettiamo dell’oro grezzo nell’acqua, riusciremo a lavarlo solo superficialmente, ma se lo mettiamo sul fuoco, esso si trasformerà in oro puro. Allo stesso modo la Kundalini ci purifica integralmente dal di dentro.

L’amore della Madre

La Kundalini ci ha seguito lungo il corso delle nostre vite precedenti ‘registrando’ tutte le nostre buone e cattive azioni e, al momento  opportuno, quando siamo pronti, Essa ci offre la chiave del Regno dei Cieli che è in noi.
Shri Mataji dice: “Il desiderio di Dio è di aprirvi le porte del Suo Regno. E lo deve fare per poter dare un senso alla Sua creazione”. La Kundalini è la quintessenza dell’ amore materno e sa esattamente come dare la realizzazione al proprio figlio.

È vostra Madre, piena di tenerezza. Siete il suo unico figlio. Potrebbe mai nuocervi? Non fa altro che indicarvi la strada”.
L’energia della Creazione è l’essenza fondamentale presente in tutte le cose e in tutti gli elementi. Così si presta facilmente ad essere rappresentata dalla floridezza della Madre Terra, ma anche dall’aria, dall’acqua, dal fuoco.

Nel Corano, così si esprime Allah parlando di Adamo: “Abbiamo soffiato la nostra anima in lui”. E, nella tradizione cristiana, lo Spirito si manifesta come ‘vento’ (anche se la corretta traduzione dovrebbe essere ‘Santa Brezza’).
Il battesimo giudaico-cristiano all’origine simbolicamente ricordava l’immersione (in greco – la lingua allora usata nella comunicazione internazionale – baptizo vuol dire immergere) nella “Grande Acqua”, il tornare ad essere immersi nel liquido amniotico della Madre Primordiale, insomma il nascere per la seconda volta, nascere allo Spirito.

E della necessità della seconda nascita Gesù parla a Niccodemo (vedi Vangelo di Giovanni, 3). La stessa dizione di ‘osso della fontanella’, che la nostra medicina conserva, è forse traccia dell’idea della Kundalini (la portatrice d’acqua dell’ Era dell’Acquario) che sgorga come pura sorgente dalla sommità del capo, rinfrescando tutto il nostro essere. Nella stessa direzione, anche l’espressione ‘Osso Sacro’ sembra essere traccia di questa cultura dimenticata.

Il Beato Angelico rappresenta spesso, nei suoi dipinti ed affreschi, una fiammella che fuoriesce dal capo degli angeli (e degli apostoli).
Alcuni mistici cristiani, quali Santa Teresa d’Avila si sono sforzati di descrivere l’unione che avviene tra la creatura ed il suo Creatore nel momento della Realizzazione del Sé.
Tutto è chiaramente espresso nel buddismo: il Nirvana (il Satori dello Zen) è lo stato di perfetta pace che deve essere raggiunto dalla coscienza dell’aspirante.
La Kundalini, in India, è conosciuta sin dalla più remota antichità. Assieme ai chakra (centri d’energia) e alle nadi (canali d’energia) costituisce il Tantra, lo strumento che consente alla coscienza individuale di purificarsi e di raggiungere lo yoga, l’unione col Divino.

In origine, il tantrismo era sinonimo di pura conoscenza e di ascesi purificatrice. Splendido esempio ne resta, tra gli altri, il “Saundaraya Lahari”, in cui Shankaracharya, uno dei più ispirati santi dell’India, canta le lodi della Grande Madre, descrivendone con pura ammirazione filiale tutte le molteplici qualità.

Solo in seguito, nel Medio Evo, il nome di Tantra è stato completamente stravolto nel suo significato più sacro e tradizionale con l’impiego di pratiche demoniache e perverse, aberranti, contraddicendo ogni regola di pura spiritualità.

Una delle molte foto in cui sono fotografate tutte le Kundalini di chi medita

Una delle molte foto in cui sono fotografate le Kundalini di chi medita