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Il Discorso della Settimana: Programma Pubblico a Torino, 2000

Mi inchino a tutti i ricercatori della verità. Tutte le scritture e tutti i maestri, i veri maestri, hanno affermato che dovete conoscere voi stessi. Hanno anche detto che, se non conoscete voi stessi, non potete conoscere Dio. Ma il problema è come conoscere voi stessi.

Infatti hanno detto che il vostro Spirito, il vostro Sé è dentro di voi. Se è dentro di voi, allora il problema è in che modo entrare all’interno. A tal fine, il nostro Creatore deve aver predisposto qualche meccanismo. Ed esso consiste nel fatto che, nell’osso triangolare conosciuto come sacro, si trova un’energia chiamata Kundalini. È chiamata Kundalini perché kundali significa spirale, in quanto essa è avvolta in tre spire e mezzo; per questo è chiamata Kundalini.

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La Kundalini – II parte

La Kundalini, quando si desta, è un’ Energia estremamente mobile e, dall’osso sacro, ascende lungo il canale centrale (Sushumna Nadi), all’interno della colonna vertebrale; giunge all’altezza delle ghiandole pituitaria e pineale, ridiscende lungo i canali laterali e infine, percorrendo di nuovo verso l’alto il canale centrale, giunge alla parte superiore del cervello, sulla sommità del capo, nel Sahasrara.

Di lì poi, dopo aver irrorato i circa mille nervi cerebrali (Sahasrara  è un numero, e vuol dire ‘mille’) si connette con il Tutto, con l’Energia Divina Onnipervadente, con l’Assoluto.

Il puro desiderio di Dio

Risveglio della kundalini in un centro di comunità in Canada

Risveglio della kundalini in un centro di comunità in Canada

La Kundalini rappresenta in noi il Puro desiderio di ascesa e unione con Dio. Prima della Realizzazione del Sé, questo desiderio è ancora assopito. Per questo l’uomo è sempre attraversato da una sensazione di vuoto che lo spinge a correre, a cercare sempre di più, fino ad arrivare finalmente, con la Realizzazione, all’appagamento ed alla soddisfazione interiore.

Per propiziare il risveglio della Kundalini sono oggi sufficienti due condizioni: l’intervento di una persona Realizzata ed il nostro desiderio di ottenere questa seconda nascita, questo Yoga. Come una candela accesa ha bisogno di ossigeno per bruciare, così noi dobbiamo alimentarci con l’ossigeno del desiderio per far sì che la Kundalini si desti. Essa è, in ultima analisi, Colei che ci consente di percepire l’essenza universale ed assoluta del nostro essere, manifestando le qualità sublimi dello Spirito nella nostra attenzione.

Shri Mataji afferma: “La Kundalini è il desiderio di Dio. Non è soltanto il desiderio che ci spinge verso Dio, ma il desiderio di evoluzione che Dio stesso nutre nei nostri confronti. E il desiderio di Dio è la Shakti, il potere del Suo Amore”.

La qualità purifiatrice del fuoco

La Kundalini, simbolicamente, è rappresentata anche come un serpente. Nella genesi, il serpente che fa commettere il peccato originale, in realtà è la Kundalini che dona la conoscenza agli uomini, togliendoli dalla cecità. Lepisodio, dunque, è positivo. La Chiesa ha cercato di farci sembrare tutti peccatori

La Kundalini, simbolicamente, è rappresentata anche come un serpente. Nella Genesi, il serpente che fa "commettere" il peccato originale, in realtà è la Kundalini che dona la conoscenza agli uomini, togliendoli dalla cecità. L'episodio, dunque, è positivo. La Chiesa ha cercato di farci sembrare tutti peccatori instillando il senso di colpa, e bloccando l'evoluzione.

“La Kundalini brucia tutto ciò ché è impuro e lo riduce in ceneri. Ciò che rimane è l’oro Puro dello Spirito in noi”
(Shri Mataji).
La Kundalini brucia tutto ciò che è impuro in noi, i nostri desideri inutili, le nostre errate identificazioni, le nostre idee superflue, ciò che abbiamo di stagnante e di ammalato, ciò che pone ostacoli tra la Consapevolezza ed il vero Sé, lo Spirito.

Nel corso di questo processo di purificazione, è possibile che si verifichi un certo surriscaldamento dei chakra con emissione di calore sulle mani e sulla testa; la Kundalini brucia tutto ciò che è indesiderabile e contaminato. In seguito, il calore si trasforma in brezza fresca che percepiamo sulla sommità del capo (Sahasrara) e sulle mani, e talvolta anche lungo la colonna vertebrale. Il risultato dell’ascesa è comunque una grande pace interiore unita a una piacevole sensazione di serenità e gioia, che è avvertibile anche da chi non percepisce ancora sensazioni ‘tattili’.

La purezza assoluta

La Kundalini è conosciuta anche come Shri Gauri (letteralmente la Vergine), quindi rappresenta la purezza assoluta che non può essere contaminata da nulla, perché brucia tutto ciò che è impuro. Non assorbe la nostra negatività, la distrugge. Se mettiamo dell’oro grezzo nell’acqua, riusciremo a lavarlo solo superficialmente, ma se lo mettiamo sul fuoco, esso si trasformerà in oro puro. Allo stesso modo la Kundalini ci purifica integralmente dal di dentro.

L’amore della Madre

La Kundalini ci ha seguito lungo il corso delle nostre vite precedenti ‘registrando’ tutte le nostre buone e cattive azioni e, al momento  opportuno, quando siamo pronti, Essa ci offre la chiave del Regno dei Cieli che è in noi.
Shri Mataji dice: “Il desiderio di Dio è di aprirvi le porte del Suo Regno. E lo deve fare per poter dare un senso alla Sua creazione”. La Kundalini è la quintessenza dell’ amore materno e sa esattamente come dare la realizzazione al proprio figlio.

È vostra Madre, piena di tenerezza. Siete il suo unico figlio. Potrebbe mai nuocervi? Non fa altro che indicarvi la strada”.
L’energia della Creazione è l’essenza fondamentale presente in tutte le cose e in tutti gli elementi. Così si presta facilmente ad essere rappresentata dalla floridezza della Madre Terra, ma anche dall’aria, dall’acqua, dal fuoco.

Nel Corano, così si esprime Allah parlando di Adamo: “Abbiamo soffiato la nostra anima in lui”. E, nella tradizione cristiana, lo Spirito si manifesta come ‘vento’ (anche se la corretta traduzione dovrebbe essere ‘Santa Brezza’).
Il battesimo giudaico-cristiano all’origine simbolicamente ricordava l’immersione (in greco – la lingua allora usata nella comunicazione internazionale – baptizo vuol dire immergere) nella “Grande Acqua”, il tornare ad essere immersi nel liquido amniotico della Madre Primordiale, insomma il nascere per la seconda volta, nascere allo Spirito.

E della necessità della seconda nascita Gesù parla a Niccodemo (vedi Vangelo di Giovanni, 3). La stessa dizione di ‘osso della fontanella’, che la nostra medicina conserva, è forse traccia dell’idea della Kundalini (la portatrice d’acqua dell’ Era dell’Acquario) che sgorga come pura sorgente dalla sommità del capo, rinfrescando tutto il nostro essere. Nella stessa direzione, anche l’espressione ‘Osso Sacro’ sembra essere traccia di questa cultura dimenticata.

Il Beato Angelico rappresenta spesso, nei suoi dipinti ed affreschi, una fiammella che fuoriesce dal capo degli angeli (e degli apostoli).
Alcuni mistici cristiani, quali Santa Teresa d’Avila si sono sforzati di descrivere l’unione che avviene tra la creatura ed il suo Creatore nel momento della Realizzazione del Sé.
Tutto è chiaramente espresso nel buddismo: il Nirvana (il Satori dello Zen) è lo stato di perfetta pace che deve essere raggiunto dalla coscienza dell’aspirante.
La Kundalini, in India, è conosciuta sin dalla più remota antichità. Assieme ai chakra (centri d’energia) e alle nadi (canali d’energia) costituisce il Tantra, lo strumento che consente alla coscienza individuale di purificarsi e di raggiungere lo yoga, l’unione col Divino.

In origine, il tantrismo era sinonimo di pura conoscenza e di ascesi purificatrice. Splendido esempio ne resta, tra gli altri, il “Saundaraya Lahari”, in cui Shankaracharya, uno dei più ispirati santi dell’India, canta le lodi della Grande Madre, descrivendone con pura ammirazione filiale tutte le molteplici qualità.

Solo in seguito, nel Medio Evo, il nome di Tantra è stato completamente stravolto nel suo significato più sacro e tradizionale con l’impiego di pratiche demoniache e perverse, aberranti, contraddicendo ogni regola di pura spiritualità.

Una delle molte foto in cui sono fotografate tutte le Kundalini di chi medita

Una delle molte foto in cui sono fotografate le Kundalini di chi medita

La Consapevolezza

La  consapevolezza – che è più della semplice attenzione – è tutto…La persona consapevole in modo profondo vede l’indivisibilità dell’esistenza, la ricca complessità e la connessione con tutto il creato. Da tale consapevolezza si sviluppa un rispetto profondo per il valore assoluto per tutte le cose, di ogni cosa animata e inanimata.

Philip Kapleau, Awakening to Zen

L’uomo è un essere consapevole. Ma consapevole di che cosa? Cartesio disse: “Io penso, dunque sono”. Allora l’uomo è consapevole di esistere. Questa è la base, il punto fermo su cui è stato costruito l’edificio della scienza, che da un lato ha fatto progredire l’umanità con passi da gigante ma dall’altro non ha saputo fornirle gli strumenti per superare le rivalità, l’odio, le sopraffazioni, i crimini, le guerre, e tutto il resto. Infatti, per merito della scienza –o per sua colpa?- l’uomo è diventato la misura di tutte le cose, il suo ego si è gonfiato a dismisura ed egli ne è divenuto schiavo. Egli tende ad ascoltare solo il proprio cervello, senza capire che, quando si tratta del suo “io”, la mente gli fa vedere una realtà soggettiva, dunque non obiettiva. Chi può dire di conoscere realmente il proprio sé? Sappiamo che esistiamo, ma sappiamo cosa siamo realmente? E se non sappiamo cosa siamo noi, come possiamo sapere cosa sono realmente gli altri?

La psicologia moderna, che attinge a Maslow, Adler, Jung, Frankl, Assaggioli e Rogers, per menzionarne solo alcuni dei più importanti, ha introdotto i concetti dell’inconscio collettivo, degli archetipi, dell’essere primordiale, dei vari stati di coscienza e della piena realizzazione delle potenzialità dell’uomo nelle “peak experiences”, cioè in quelle vette altissime, ma ahimè rare di consapevolezza dove l’uomo si sente realizzato. Oggi ci troviamo di fronte al risveglio collettivo di un bisogno interiore dell’uomo di superare le barriere create dal suo ego e dai suoi condizionamenti culturali e religiosi; condizionamenti legati all’epoca in cui viviamo, alle mode, alla scienza ed alle armi a doppio taglio che essa sforna in continuazione. (…)

La consapevolezza collettiva è come l'oceano: esso è uno, e formato da innumerevoli molecole d'acqua. Così noi siamo con le vibrazioni singole gocce di quest'oceano divino

La Realizzazione del Sé si manifesta come una brezza fresca che la persona risvegliata percepisce sul palmo delle mani e sulla sommità della testa. Le Sacre Scritture descrivono queste vibrazioni come il vento dello Spirito Santo, il Ruh dell’Islam, il Ruah degli ebrei, il Brahma Chaitanya degli indù.

Nello stesso tempo la persona risvegliata percepisce tutti i centri di energia del proprio corpo sottile sulle dita delle mani. Ecco perché Maometto disse: al tempo dell’ultimo giudizio “le vostre mani parleranno”. Mediante queste vibrazioni l’uomo riesce a percepire se stesso come realmente è. Ma non solo.

Le vibrazioni lo mettono in grado di “sapere” anche come è realmente qualsiasi altra persona e di percepirla come parte di se stesso. E’ sufficiente che egli metta la propria attenzione sull’altro, per percepire i suoi centri di energia ed i suoi problemi. In questo modo l’altro diventa parte di noi. E come potrebbe un dito della mano odiare un altro dito? Se una mano si fa male, l’altra corre in suo aiuto. Nello stesso modo una persona realizzata non può sentire altro che amore per il prossimo e cercare di aiutarlo tutte le volte che gli è possibile. Questa è la consapevolezza vibratoria.

La persona realizzata può anche correggere i problemi dei centri di energia sia del proprio corpo sottile sia di quello di altre persone. Ogni chakra è strettamente connesso con il sistema nervoso ed i vari organi del corpo. Se un chakra ha un problema, questo si ripercuote sugli organi che vi sono collegati e si manifesta come malattia. Perciò molte malattie, soprattutto quelle di tipo psicosomatico, che rispondono così male alle cure della medicina ufficiale dell’Occidente moderno, possono essere curate mediante la “pulizia” dei chakras. Rimuovendo i loro problemi il corpo sottile ritrova il suo equilibrio e l’organismo umano ritrova la salute.