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Aggiornamento registrazioni

Stiamo per concludere il caricamento delle registrazioni del corso online avvenuto fino a Giugno. Potete già trovare i video di Youtube fino al chakra del cuore. Nelle prossime due settimane caricheremo il resto! Le potete trovare insieme alle altre nella sezione ‘Il corso on-line’.

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Inner Peace Day in Genova

La Repubblica ha pubblicato anche oggi un video sul World Day for Inner Peace (Giornata mondiale della pace interiore), con un programma di realizzazioni in un liceo di Genova.

Qui il link: http://video.repubblica.it/edizione/genova/meditare-a-scuola-per-diventare-una-bellissima-nazione/160041?video

E qui una presentazione di questa giornata a radio Maná Maná di Sahaja Yoga:

https://soundcloud.com/fabioventura/intervista-radio-mana-mana

 

 

Il Discorso della Settimana: Programma Pubblico a Torino, 2000

Mi inchino a tutti i ricercatori della verità. Tutte le scritture e tutti i maestri, i veri maestri, hanno affermato che dovete conoscere voi stessi. Hanno anche detto che, se non conoscete voi stessi, non potete conoscere Dio. Ma il problema è come conoscere voi stessi.

Infatti hanno detto che il vostro Spirito, il vostro Sé è dentro di voi. Se è dentro di voi, allora il problema è in che modo entrare all’interno. A tal fine, il nostro Creatore deve aver predisposto qualche meccanismo. Ed esso consiste nel fatto che, nell’osso triangolare conosciuto come sacro, si trova un’energia chiamata Kundalini. È chiamata Kundalini perché kundali significa spirale, in quanto essa è avvolta in tre spire e mezzo; per questo è chiamata Kundalini.

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Le nuove puntate di Fermati a Meditare

Oggi reinizia una nuova serie di puntate su MWRadio.it, la radio web, ascoltabile esclusivamente su Internet. Una serie di appuntamenti esclusivi, unici in Italia, che vi permetterà, settimana dopo settimana, di approfondire i vari aspetti della meditazione , conoscere nuove cose riguardo a Sahaja Yoga e, soprattutto, entrare sempre più in profondità nello stato di Consapevolezza senza Pensieri.

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Alzarsi la Kundalini e darsi i bandhan

Prima di iniziare la meditazione, e prima di finirla, di solito si fa questo esercizio. Alzarsi la Kundalini e legarla con i nodi sopra la testa, per quanto appaia simbolico (si fa tre volte per i tre canali), in realtà aiuta a portare l’attenzione sopra la nostra testa, ovvero sopra il nostro ultimo chakra, quello che ci da la connessione.

Quando si comincia a percepire le vibrazioni o, ancora meglio, la Kundalini dentro di noi, ci si renderà conto che non è un gesto meccanico, anche se lo può sembrare le prime volte.

I bandhan invece, sono semicerchi di protezione. Si fanno per sette volte (per quanti sono i chakra) due semicerchi, partendo dalla mano sinistra , passando sopra la testa, finendo dall’altra parte del corpo, e ritorno. Allo stesso modo, con la percezione delle vibrazioni è possibile sentire come ce le spargiamo intorno al nostro corpo con questo gesto.

E’ importante alzarsi la Kundalini e darsi i bandhan con la maggiore consapevolezza possibile e senza fretta, perchè sono “gesti” che fanno parte della stessa meditazione. Alla fine, è sempre necessario sperimentare.

Qui sotto un video – in inglese – che mostra come farlo, e più sotto la traduzione.

Alzarsi la Kundalini e darsi dei bandhan. Facciamo questo prima della meditazione e dopo. Portiamo la mano destra alla base della spina dorsale (davanti) e portiamo la mano sinistra attraverso il canale centrale fino alla sommità della testa. Mentre facciamo ciò, la mano destra ruota attorno alla mano sinistra in questo modo. Così ci si alza la Kundalini. Quando siamo sopra la testa, facciamo un nodo. Ancora, una seconda volta, portiamo su la Kundalini e facciamo due nodi. E per la terza volta, alziamo su la Kundalini, facendo ruotare la mano destra e facciamo tre nodi

Ora facciamo dei bandhan. Il bandhan è una protezione. Portiamo la nostra energia sopra la nostra testa, dalla parte sinistra alla destra e indietro. Questo è uno, lo facciamo per sette volte. Poi portiamo le mani aperte e meditamo.

Il Mooladhara chakra

La funzione spirituale del Mooladhara Chakra

Il corpo sottile dell’essere umano è composto da vari canali o “nadi”, che veicolano la circolazione dell’energia del corpo. Di questi, due -corrispondenti al canale destro e sinistro del sistema nervoso simpatico- si intrecciano con il canale parasimpatico, che sale lungo la spina dorsale, in più punti.

In questi punti si formano dunque dei plessi chiamati chakra, la cui manifestazione materiale sono i sette principali plessi conosciuti anche dalla nostra medicina. I chakra sono dunque dei nodi di energia animati da un moto rotatorio.

La poesia indiana li paragona a fiori di loto, ciascuno dei quali possiede un diverso numero di petali, corrispondente ai sub-plessi, ovvero alle diverse funzioni svolte da ciascun centro. In Sahaja Yoga usiamo comunemente i termini ‘plesso’, ‘centro’ e ‘chakra’ come sinonimi, coinvolgendo talvolta in questa uguaglianza anche l’organo principale di un centro, per es. il fegato o il cuore, sebbene resti inteso che il termine ‘chakra’ non coincida con un plesso, un centro, un organo, ma ne rappresenti l’aspetto energetico sottile.

Il primo chakra è situato alla base della colonna vertebrale e si chiama Mooladhara Chakra. Mooladhara vuol dire sostegno (dhara) della radice (moola).

Svolge una funzione fondamentale nella protezione e nell’ascesa della Kundalini. È questo chakra, infatti, che vigila sul suo riposo finché questa risiede, addormentata ed avvolta su se stessa, nell’osso sacro. È questo chakra che ‘avverte’ la Kundalini quando è giunto il momento di ridestarsi, sostenendone l’ascesa. Chi ha la Kundalini risvegliata, può favorire lo stesso risveglio in un’altra persona, secondo un processo che assomiglia a quello di una candela accesa che trasmette la fiamma ad una candela spenta.

Questo processo assomiglia a quello della candela accesa che trasmette la fiamma alla candela spenta. Ed è su di esso che la Kundalini si appoggia quando si innalza muovendo dall’osso sacro. Se il chakra è solido e in buono stato, l’esperienza della Realizzazione del Sé sarà semplice e durevole; diversamente, senza un appoggio stabile, non potrà stabilizzarsi nel Sahasrara (il chakra posto sulla sommità della testa) e tornerà ad avvolgersi su se stessa nell’osso sacro, sino alla prossima occasione.

Si può osservare, a tale proposito, che uno degli scopi dei grandi Profeti e Maestri primordiali è stato quello di donare regole di vita destinate a conservare questo chakra integro, affinché potesse svolgere efficacemente la sua funzione nel momento del ridestarsi della Kundalini, salvaguardando il potenziale evolutivo dell’umanità. Occorre in ogni caso un certo tempo per stabilizzare convenientemente questa ‘seconda nascita‘.


Il Mooladhara Chakra si trova al di sotto della colonna vertebrale, nel nostro inguine. Sui piedi corrisponde al tallone, mentre sulle mani la base delle stesse, poco sopra il polso. Se sentiamo dei pizzicori o pesantezza in queste zone, significa che il Mooladhara non è del tutto a posto.

Per questo scaricare la negatività facendo meditazione con la mano sinistra rivolta con il palmo verso l’alto, mentre la mano destra è rivolta verso terra, o a contatto se siamo seduti su di essa. Facciamo fluire le vibrazioni dalla sinistra attraverso il corpo e scaricare a destra.