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Shri Shiva e le qualità dello Spirito

Un altro aspetto di Shiva è quando danza. La danza per Lui significa gioia della creazione oppure della distruzione. In questa raffigurazione balla sul corpo di un demone ucciso.

Numerose raffigurazioni lo ritraggono in questo particolare aspetto: perfettamente calmo e concentrato, raccolto in sé stesso e immerso nella meditazione, gli occhi chiusi per metà, con la schiena eretta, seduto nella posizione del loto, in eterna estasi e contemplazione della Realtà ultima. Shiva è dunque per eccellenza la Deità della meditazione e dell’ascesi mistica, perfetto, eternamente immobile, eternamente beato, eternamente cosciente di sé, il simbolo stesso della trascendenza e dell’Assoluto.

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Il discorso della settimana: l’Ego

L’ego nasce dallo Swadisthan chakra, il chakra che presiede alla nostra creatività ed è direttamente in relazione con l’ego. Quando questo chakra si mette a ruotare attorno al Void e ne tocca le varie parti, raccoglie tutti i problemi che si sono fissati in questo Void. Quando perciò si scatena in noi l’azione, essa crea nel Void una catena di effetti secondari o problemi che debbono essere custoditi in qualche luogo: sono depositati nel cervello, sotto forma di ego.

Tutti i problemi che scaturiscono dalla creatività e dall’azione dei vari organi devono essere controbilanciati e l’ego si sviluppa proprio per fare da contrappeso. Si genera ogni malinteso quando si blandisce l’ego, quando siamo soddisfatti del nostro ego è il momento in cui perdiamo la bussola, ci identifichiamo con l’ego e non con il Sé.

Cosa avviene fisicamente quando questo pallone (ego) riesce ad invadere l’intera testa? Normalmente l’aura del cervello circonda il cuore, ma quando esiste un problema di ego, è quest’ultimo che circonda il cuore. Si può allora affermare che siete una persona disintegrata in quanto il cuore funziona in un senso, il cervello in un altro, il corpo in un terzo e le emozioni in un quarto senso. Sono quattro persone che montano altrettanti cavalli, in tal modo siete fatti letteralmente a pezzi.

Esaminiamo adesso come è possibile dominare questo ego, quando si comincia a prenderne coscienza. Ecco cosa capita: vediamo il signor Ego, è lì che ci fornisce idee, spesso ci sentiamo tanto depressi nel vedere quanto ci identifichiamo in lui. Nel combatterlo non fate altro che rafforzarlo, più lo affrontate e più invade il vostro capo, non combattete dunque!
Come fare per sgonfiare questo Ego? Si adotta lo stesso sistema adoperato per sgonfiare un pallone: si prende uno spillo e si fora il pallone.

Solo gli esseri umani sono in grado di prendersi in giro da soli, nessun animale sarebbe capace di fare altrettanto. Se imparate a prendervi in giro da soli imparerete a sminuire il vostro ego, altrimenti continuerà a dettarvi come dovete comportarvi e ciò a suo unico profitto.

Quando l’ego, ricopre la testa intera ed il Sahasrara chakra, è ben difficile alla Kundalini che ascende attraverso il canale centrale, perforare questa corazza. L’ego nei confronti del superego che è minuscolo ha assunto proporzioni enormi, la breccia deve essere aperta al centro, per cui occorre ridurre l’ego a più modeste proporzioni, solo allora la Kundalini può salire, oltrepassare la porta dell’Agnya chakra (la porta stretta come disse Gesù) e dirigersi verso il Sahasrara chakra. Occorre rinforzare il lato sinistro (debole) controbilanciando quello destro (eccessivamente pulsante), in tal modo si fa scendere l’ego nel canale simpatico destro.

Allorché l’ego ha perso di consistenza, la corrente può salire lungo il canale simpatico di sinistra, così operando si crea un intervallo al centro, solo allora la Kundalini può ascendere al centro e raggiungere la sommità della testa. Questo processo viene chiamato Shri Vidya, la conoscenza dello Spirito Santo, grazie al quale ponete in equilibrio l’ego ed il superego, i vostri desideri ed azioni diventano di pari consistenza.

Shri Mataji Nirmala Devi, Estratto da un discorso sull’ego – Hampstead Londra 22 ottobre 1979

Come migliorare l’Agnya chakra

Migliorare il chakra che presiede alle nostre funzioni mentali è molto più semplice di quanto uno possa…pensare!

  • Mettere il palmo della mano destra sulla fronte o sull’ego (tempia sinistra) e dire le affermazioni corrispondenti, che in parte abbiamo già visto :

Madre (Kundalini) io perdono tutto e tutti, perdono anche me stesso

Madre per favore aiutami a superare tutte le identificazioni

Madre non sono io che devo giudicare

Madre per favore assorbi tutti i miei pensieri


Per il superego invece mettere la mano destra sulla parte destra del capo, e affermare:

Madre perdonami se ho commesso errori

Madre aiutami a superare i miei condizionamenti

Madre aiutami a distaccarmi dalle abitudini, dal passato

Le affermazioni di cui sopra valgono in ogni caso, in ogni momento della giornata. Mettete l’attenzione o portate la mano sulla fronte e ditele dentro di voi, quando sentite la vostra testa appesantita. Sperimentate anche nel caso di mal di testa!

  • Abbassare i due canali, è particolarmente efficace la sera, al momento del pediluvio, si incrociano le mani a livello dell’ego e del superego e si fanno poi scendere lungo i rispettivi canali, ciò consente di dare sollievo all’ego ed al superego dopo un’intensa giornata di lavoro o di studio.
  • Camminare guardando Madre Terra
  • Poggiare la fronte su Madre Terra, così assorbirà le pesantezze dall’Agnya chakra

In più, come ultimo esperimento, da prendere quindi come tale senza credere a ciò che scrivo, potete provare questo:

guardate per diversi momenti, per quanto volete, il bindi (il punto rosso sulla fronte) di Shri Mataji nella foto qui sotto. Può sembrare assurdo, ma siccome lei non ha di questi problemi di cui abbiamo parlato (pensieri etc), il suo Agnya è perfettamente pulito, e fissandolo potreste percepire il suo silenzio. Provare per credere. Ah, se volete, portate anche i palmi delle mani aperti verso l’alto. Cosa percepite?

L’Agnya chakra – la meditazione

Cominciamo una meditazione normale.

Scarichiamo i canali con entrambe le mani a terra. Successivamente scarichiamo le negatività del canale sinistro e del canale destro con i metodi già visti.

Meditiamo un po’ sul nostro Mooladhara Chakra, come si può anche leggere sulla meditazione del canale sinistro. Possiamo chiedere di stabilizzare la nostra innocenza, purezza e saggezza.

Passiamo in seguito allo Swadhistan, poi al Nabhi,  al Cuore, e al Vishuddi.

Per pulirel’Agnya chakra, portiamo la mano destra sulla nostra fronte, e affermiamo, senza pensare a niente e nessuno in particolare: Io perdono tutto  e tutti, perdono anche me stesso

Se vengono dei pensieri, perdoniamo anche essi, e lasciamoli andare, non tratteniamoli. Possiamo chiedere anche: Madre Kundalini, perfavore, assorbi tutto il mio ego e il mio superego“.

Portiamo poi la mano destra dietro la testa, quasi sulla nuca, dove risiede il back Angya (l’Agnya di dietro). Chiediamo: Madre Kundalini, se ho commesso degli errori coscientemente o inconsciamente, perfavore perdonami.Non sentiamoci in colpa per questi errori, perché fanno parte dell’evoluzione personale. Non c’è un vero peccato nel “peccato”, ma solo un errore a cui si può rimediare, senza starci a pensare di continuo.

Portiamo infine la mano destra sull’osso della fontanella, e chiediamo alla nostra Kundalini, semplicemente, di stabilizzare la nostra Realizzazione del Sé, e di donarci lo stato di unione con il Tutto.

L’Agnya chakra

Localizzato all’incrocio dei canali sottili di destra e di sinistra, al centro della testa. L’Agnya chakra, conosciuto anche come terzo occhio, è la porta del Regno dei Cieli.
Le due ante di questa porta sono costituite dagli emisferi dell’ego e del superego. Il primo, nella tempia sinistra, si forma come risultato dell’attività del canale destro, e rappresenta quella parte della nostra mente che si proietta all’esterno, nel futuro, la parte volitiva che da vita alle nostre ambizioni.

Il secondo, il superego cioè che risiede nella tempia destra, si forma come risultato dell’attività del canale sinistro e rappresenta quella parte della nostra mente che raccoglie in se le esperienze passate, le abitudini, i dolori, le frustrazioni. In un senso molto lato si può dire che il superego corrisponde a quella che è stata chiamata la “psiche” dell’essere umano.

La porta dell’Agnya è il più delle volte, sprangata nell’essere non realizzato, poiché l’incessante attività mentale fa gonfiare l’ego ed il superego, precludendo ogni possibilità di Realizzazione.
L’intervento delle vibrazioni che fa alzare la Kundalini, permette a quest’ultima di risucchiare indietro i due emisferi e di aprirsi la strada verso il Sahasrara. E’ allora che l’Agnya si apre manifestando le sue potenzialità. Una persona con l’Agnya illuminato possiede una capacità di perdono illimitata ed un’attitudine profondamente compassionevole nei confronti di tutti gli esseri, è dotata di una saggezza profonda e di rara limpidezza di pensiero.

La persona con l’Agnya illuminato è una persona redenta, risorta, è qualcuno che è libero dalle catene del passato e dalle proiezioni del futuro. La qualità dell’umiltà è ciò che rende questa persona splendente, una umiltà che naturalmente viene dall’innocenza e dalla connessione col Divino e non dai sensi di colpa o dall’ipocrisia.