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Il discorso della settimana. Il Diwali

Per prima cosa, ci inchiniamo dinanzi a Shri Ganesha, poiché Shri Ganesha è la sorgente dell’innocenza dentro di noi. Quindi, in realtà, ci inchiniamo all’innocenza che è in noi. È questa innocenza che vi dà l’illuminazione. Come vi ho detto ieri, la luce possiede innocenza, ma è un’innocenza priva di conoscenza, mentre la vostra luce è innocente ed ha conoscenza. Pensiamo sempre che le persone colme di conoscenza non possano mai essere innocenti, che non possano mai essere semplici, e l’idea che abbiamo delle persone innocenti è che possono essere sempre ingannate, possono essere beffate e date sempre per scontate.

L’innocenza, invece, è un potere, un potere che vi protegge, che vi dà la luce della conoscenza. La conoscenza che abbiamo a livello terreno consiste nello sfruttare gli altri, nell’ingannarli, nell’usarli per accumulare denaro, nel prenderli in giro, nel disprezzarli. Invece, la luce dell’innocenza è quella luce grazie alla quale comprendete che l’amore è la cosa più elevata. E vi insegna ad amare gli altri, a prendervi cura degli altri, ad essere gentili con gli altri.

Vi dà anche la luce interiore; è esattamente l’opposto della avidya che abbiamo in questo mondo. Proprio il contrario. L’avidya che esiste fuori, ci insegna la competizione, ad umiliare gli altri, poiché ha paura, è insicura, è una conoscenza assolutamente priva di sicurezza. Se avesse sicurezza, non si comporterebbe in questo modo.

Ma la luce dell’innocenza sa tutto, non teme niente. Quando diciamo che i bambini sono innocenti, intendiamo che hanno il potere dell’innocenza. Molte volte la gente ha notato che se un bambino cade da una grande altezza non muore, mentre un giovane può morire cadendo da altezze molto inferiori. Ed il bambino, mentre cade, non è impaurito, si diverte come se stesse scendendo tranquillamente con un paracadute. E poi, quando cade a terra, si rialza, ride e sorride a tutti. Non comprende perché tutti siano preoccupati; perché grazie all’innocenza egli sa di essere tutelato, sa di essere protetto, si rende conto che esiste un potere molto più grande di lui e non deve preoccuparsi.

Poi, però, iniziamo a mettere delle idee in testa ai bambini, ed è così che essi perdono il potere dell’innocenza diventando codardi, subdoli, disonesti. Potremmo tuttavia affermare che quella dei bambini sia un’innocenza derivante dall’ignoranza, poiché essi non conoscono i pericoli della vita. Ma la luce dell’innocenza conosce tutti i pericoli e sa come liberarsene. Sa anche come stare lontani da certe persone.

C’era un uomo saggio che saliva una scala e c’era uno stupido, un matto, che proveniva dalla direzione opposta. I matti sono sempre aggressivi, questo è uno dei segnali, poiché soffrono di un complesso di inferiorità. Il matto dunque disse all’altro che stava salendo: “Uno di noi deve spostarsi”. E aggiunse: “Io non mi sposto per i matti”. Allora il saggio disse: “Io sì”, e si spostò (risate).

È così che la luce dell’innocenza vi rivela fin dove spingervi con una persona, fino a che punto parlare con qualcuno, fino a che punto addentrarsi nella personalità o nei problemi di un’altra persona; diversamente (un saggio) lascia correre, capisce che quell’individuo è matto e quindi si sposterà per quel folle.

Non presta attenzione a quella persona; non se ne cura. È la luce dell’innocenza, che vi dà discriminazione su fin dove spingersi con gli altri: “Io amo quella persona, ha tanti (difetti) ma la amo comunque”. L’altro potrebbe prendervi a calci, picchiarvi, infastidirvi, diventare completamente, orribilmente posseduto….tuttavia siete ancora innamorati pazzi di lui, senza alcun rispetto di voi stessi. Ciò avviene, poiché manca…magari potreste essere innocenti in senso terreno, ma non siete illuminati ed innocenti. Quando siete illuminati ed innocenti, la vostra innocenza è un potere che vi dà, innanzi tutto, discriminazione.

Se avete in mano una luce, saprete distinguere un serpente da una corda, mentre se non l’avete, non potrete vedere. Se si tratta di un serpente, potrete scappare, ma se siete stupidi direte: “Bene, vieni a mordermi, voglio vedere come funziona (risate)”. [Shri Mataji guarda giù perché sente ridere i bambini, e ride anche Lei: “Ci sono i bambini”].

Se invece siete illuminati, direte al serpente: “Ora lasciami in pace, va bene? Ciao, ciao” (risate), ed il serpente capirà e andrà via. Oppure, se il serpente è un tipo sinistro, potreste semplicemente fissarlo e restare per cacciarlo.

Questo potere dell’innocenza è molto, molto importante, e ci viene soltanto grazie all’illuminazione. Quindi ci troviamo in uno stato di ignoranza. E di innocenza. Innocenza e ignoranza. A quel punto la gente non è né innocente né ignorante ma, non essendo illuminata, diventa subdola! Se non possiede entrambe le qualità, non è ignorante, poiché possiede la cosiddetta conoscenza: è abile in tutto, è gente nota per la propria intelligenza, perspicacia e tutto il resto, quindi in un certo senso ha conoscenza. Potremmo definirle persone che possiedono la conoscenza in senso terreno, ma sono prive di innocenza.

Allora si mettono ad escogitare metodi a causa dei quali l’innocenza che è in loro, che controlla un poco la loro mente, va perduta, poiché essi considerano stupida l’innocenza, e non la rispettano. Allora si mettono a manovrare la gente, a fare cose violente e dannose, a dire cose sgradevoli e sarcastiche….La mente si mette ad elaborare tutto questo, poiché non riesce a recuperare la propria innocenza. Così, dopo un po’ non ci piace più questa gente, non vogliamo saperne. Allora loro sviluppano l’idea di essere più grandi, di essere i prescelti, di essere migliori, sviluppano tutte queste idee, e poi formano tutti dei gruppi.

A questo si aggiunge l’ignoranza sotto forma di questa pretesa conoscenza (di tipo terreno, ndt). Dentro è un’ignoranza completa, mentre fuori sembra conoscenza. E quando queste (ignoranza e mancanza d’innocenza, ndt) si sommano, non si desidera ricercare la propria interiorità, si è soddisfatti della propria cosiddetta conoscenza esteriore. E vanno avanti così, ed una volta che si saranno rotti la testa se ne accorgeranno: “Oh, Dio, che cos’era? Dentro è tutto buio”. Non possiamo vivere con tutte le finestre chiuse ermeticamente, mentre fuori splende il sole.

Dobbiamo avere la luce interiore, capire da soli ciò che siamo, quali sono i nostri poteri, fin dove possiamo arrivare, in che modo stiamo facendo funzionare noi stessi, le nostre vite, i nostri obiettivi.

Ora, così come l’illuminazione che vedete qui è data da queste luci, l’illuminazione dentro di voi si manifesta come vibrazioni, come Chaitanya, come luce. Ma la differenza fra i due tipi di luce è che questa (materiale, ndt) vi mostrerà solo ciò che può essere visto dai vostri occhi. Questa luce vi rivelerà che questa è una pietra, o un pezzo di legno, o una casa, o il volto di un uomo, ogni cosa. Ma non sarà in grado di rivelarvi se una persona è buona o cattiva, se una casa è vibrata o no, se è di buon auspicio o no. Non vi dà buon auspicio, l’idea del buon auspicio. Noi stiamo parlando dell’innocenza di Ganesha che ci dà il senso del buon auspicio e rende di buon auspicio anche noi.

Il Chaitanya è proprio l’illuminazione. Il Chaitanya stesso è l’illuminazione. Vi rivela tutta la conoscenza che possiede. Ora, pensate all’ingranaggio microscopico che è il Chaitanya. Esso è composto di minuscole sfere, piccolissime, che possiedono l’intelligenza e la discriminazione innate per rivelarvi se una persona è buona o cattiva. Voi avete ottenuto Sahaja Yoga in un modo semplicissimo. Non ci siamo preoccupati di scoprire che cosa ha il vostro computer. Esso possiede la conoscenza, non soltanto per capire se una persona sia buona o malvagia, ma anche i problemi di quella persona.

(Shri Mataji Nirmala Devi, Lago di Como, 25 Ottobre 1987)

Lago di Como (Italia), 25 Ottobre 1987

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