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Riassunto: il Mooladhara chakra

Questo Mercoledì passato abbiamo introdotto il primo centro energetico, il Mooladhara.

Qui sotto pubblico un riassunto schematico, ma potete scaricare la presentazione che abbiamo visto qui.

nome: Mool  = radice; Adhara = sostegno, supporto

posizione: sotto l’osso sacro nel sistema sottile; alla base del palmo sulla mano; tallone sul piede; nuca sulla testa

qualità principali: innocenza, purezza, spontaneità, saggezza (durante la meditazione, possiamo affermare: “Madre Kundalini, per favore, donami…” )

plesso nervoso: pelvico

organi controllati: organi concernenti escrezione e riproduzione nel plesso

trattamenti: meditare con la mano sinitra appoggiata sulla gamba, la mano destra rivolta verso terra, o sulla terra; meditare direttamente seduti sulla terra; pronunciare lungamente la sillaba AUM (OM) in meditazione

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I petali e le qualità del Mooladhara chakra

Il simbolo del Mooladhara chakra è la Svastica.

Shri Mataji ha spiegato che la svastica rappresenta le quattro dimensioni della consapevolezza, e il punto di incontro la quinta dimensione.  La parola chakra significa ‘ruota’, o anche ‘rotazione’, che puó essere in senso orario o anti-orario. La direzione della rotazione ha un significato di costruzione o distruzione.

I quattro petali del Mooladhara irradiano qualità come  equilibrio, saggezza, dharma, innocenza etc. Shri Matji ha spiegato che ‘i petali del chakra hanno frecce, come linee, che appaiono come increspature. Gradualmente crescono con la purezza“.

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Il Diwali nel 2012

Alcune dei tanti lumini accesi durante la festa

Diwali o Deepavali è la festa delle luci che si svolge quando spunta la luna nuova 3 settimane dopo la festa di Dussehra.
Celebra il ritorno di Rama ( incarnazione del dio Vishnu) dall’esilio. Oltre al significato religioso, il Diwali segna l’inizio dell’anno finanziario e commerciale propiziato da Lakshmi, dea della ricchezza.

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Il Mooladhara chakra

La funzione spirituale del Mooladhara Chakra

Il corpo sottile dell’essere umano è composto da vari canali o “nadi”, che veicolano la circolazione dell’energia del corpo. Di questi, due -corrispondenti al canale destro e sinistro del sistema nervoso simpatico- si intrecciano con il canale parasimpatico, che sale lungo la spina dorsale, in più punti.

In questi punti si formano dunque dei plessi chiamati chakra, la cui manifestazione materiale sono i sette principali plessi conosciuti anche dalla nostra medicina. I chakra sono dunque dei nodi di energia animati da un moto rotatorio.

La poesia indiana li paragona a fiori di loto, ciascuno dei quali possiede un diverso numero di petali, corrispondente ai sub-plessi, ovvero alle diverse funzioni svolte da ciascun centro. In Sahaja Yoga usiamo comunemente i termini ‘plesso’, ‘centro’ e ‘chakra’ come sinonimi, coinvolgendo talvolta in questa uguaglianza anche l’organo principale di un centro, per es. il fegato o il cuore, sebbene resti inteso che il termine ‘chakra’ non coincida con un plesso, un centro, un organo, ma ne rappresenti l’aspetto energetico sottile.

Il primo chakra è situato alla base della colonna vertebrale e si chiama Mooladhara Chakra. Mooladhara vuol dire sostegno (dhara) della radice (moola).

Svolge una funzione fondamentale nella protezione e nell’ascesa della Kundalini. È questo chakra, infatti, che vigila sul suo riposo finché questa risiede, addormentata ed avvolta su se stessa, nell’osso sacro. È questo chakra che ‘avverte’ la Kundalini quando è giunto il momento di ridestarsi, sostenendone l’ascesa. Chi ha la Kundalini risvegliata, può favorire lo stesso risveglio in un’altra persona, secondo un processo che assomiglia a quello di una candela accesa che trasmette la fiamma ad una candela spenta.

Questo processo assomiglia a quello della candela accesa che trasmette la fiamma alla candela spenta. Ed è su di esso che la Kundalini si appoggia quando si innalza muovendo dall’osso sacro. Se il chakra è solido e in buono stato, l’esperienza della Realizzazione del Sé sarà semplice e durevole; diversamente, senza un appoggio stabile, non potrà stabilizzarsi nel Sahasrara (il chakra posto sulla sommità della testa) e tornerà ad avvolgersi su se stessa nell’osso sacro, sino alla prossima occasione.

Si può osservare, a tale proposito, che uno degli scopi dei grandi Profeti e Maestri primordiali è stato quello di donare regole di vita destinate a conservare questo chakra integro, affinché potesse svolgere efficacemente la sua funzione nel momento del ridestarsi della Kundalini, salvaguardando il potenziale evolutivo dell’umanità. Occorre in ogni caso un certo tempo per stabilizzare convenientemente questa ‘seconda nascita‘.


Il Mooladhara Chakra si trova al di sotto della colonna vertebrale, nel nostro inguine. Sui piedi corrisponde al tallone, mentre sulle mani la base delle stesse, poco sopra il polso. Se sentiamo dei pizzicori o pesantezza in queste zone, significa che il Mooladhara non è del tutto a posto.

Per questo scaricare la negatività facendo meditazione con la mano sinistra rivolta con il palmo verso l’alto, mentre la mano destra è rivolta verso terra, o a contatto se siamo seduti su di essa. Facciamo fluire le vibrazioni dalla sinistra attraverso il corpo e scaricare a destra.

La meditazione – il Mooladhara

Per iniziare la meditazione, sedersi a terra a gambe incrociate oppure su una sedia con i la pianta dei piedi ben salda a terra, senza scarpe o ciabatte. Portare le mani sulle gambe con i palmi rivolti verso l’alto per ricevere le vibrazioni. Chiudere gli occhi e fare qualche profondo respiro, cercando di rallentarlo facendo qualche secondo di pausa tra inspirazione ed espirazione. Sentire le proprie sensazioni sulle mani, dei pizzicori, delle pesantezze, del calore oppure del fresco.

Portare le mani sulla terra o verso la terra, anche se si è a casa verso il pavimento.  Portare il più possibile l’attenzione dentro di sé e lasciare fluire tutto ciò che è pesante verso il basso, lasciare che la terra eserciti la sua attrazione attraverso la gravità e assorba tutto ciò che ci appesantisce. Possiamo chiedere dentro di noi:

MADRE TERRA, PER FAVORE, ASSORBI TUTTA LA MIA PESANTEZZA, TUTTA LA MIA STANCHEZZA

PER FAVORE ASSORBI TUTTO CIO’ CHE IMPEDISCE LA MIA CRESCITA

ASSORBI TUTTI I MIEI CONDIZIONAMENTI,  LA MIA LETARGIA E PIGRIZIA

Dopodiché, per mettere a posto il nostro Mooladhara chakra, teniamo la mano destra per terra e riportiamo la mano sinistra sulla gamba. In questo modo riceviamo le vibrazioni con la mano sinistra (il canale sinistro parte dal Mooladhara) e scarichiamo le pesantezze sulla terra. Chiediamo dentro di noi:

MADRE KUNDALINI, PER FAVORE, VIENI NEL MIO MOOLADHARA

PERFAVORE RISVEGLIA IN ME LE SUE QUALITA’: L’INNOCENZA, LA PUREZZA, LA SPONTANEITA’, LA SAGGEZZA

Poi si può procedere per una meditazione normale si può fare una meditazione semplice, portando la mano destra sul cuore, a sinistra nel nostro petto (la mano sinistra resta aperta sulla gamba) e affermando dentro di noi:

MADRE KUNDALINI, PER FAVORE, VIENI NEL MIO CUORE

IO SONO PURO SPIRITO

Portare poi la mano destra sulla fronte, e affermare dentro di noi senza pensare a niente o nessuno in particolare, ma con tutto il cuore dire:

IO PERDONO TUTTO E TUTTI, PERDONO ANCHE ME STESSO

Infine portare il palmo della mano destra sulla fontanella sopra la testa, con le dita bene tese per fare pressione, e affermare dentro di sé:

PERFAVORE, MADRE KUNDALINI, VIENI NELLA MIA FONTANELLA

STABILIZZA LA MIA REALIZZAZIONE

DONAMI LA PACE, LO STATO DI YOGA, DI UNIONE CON IL TUTTO

Successivamente sempre con gli occhi chiusi riportiamo la mano destra sulla gamba col palmo aperto e percepiamo le nostre sensazioni sulle mani. Stiamo in meditazione, in questo stato di consapevolezza senza pensieri, completa o parziale, per qualche minuto.

Se si ha difficoltà a ricordarsi cosa dire dentro di sé, basta portare la propria attenzione con la mano sui punti che abbiamo detto e chiedere semplicemente alla Kundalini di venire lì. Oppure di tanto in tanto si possono aprire gli occhi, leggere le affermazioni e richiuderli. La cosa più importante è che non perdiamo l’attenzione dentro di noi.

Il discorso della settimana. Il Diwali

Per prima cosa, ci inchiniamo dinanzi a Shri Ganesha, poiché Shri Ganesha è la sorgente dell’innocenza dentro di noi. Quindi, in realtà, ci inchiniamo all’innocenza che è in noi. È questa innocenza che vi dà l’illuminazione. Come vi ho detto ieri, la luce possiede innocenza, ma è un’innocenza priva di conoscenza, mentre la vostra luce è innocente ed ha conoscenza. Pensiamo sempre che le persone colme di conoscenza non possano mai essere innocenti, che non possano mai essere semplici, e l’idea che abbiamo delle persone innocenti è che possono essere sempre ingannate, possono essere beffate e date sempre per scontate.

L’innocenza, invece, è un potere, un potere che vi protegge, che vi dà la luce della conoscenza. La conoscenza che abbiamo a livello terreno consiste nello sfruttare gli altri, nell’ingannarli, nell’usarli per accumulare denaro, nel prenderli in giro, nel disprezzarli. Invece, la luce dell’innocenza è quella luce grazie alla quale comprendete che l’amore è la cosa più elevata. E vi insegna ad amare gli altri, a prendervi cura degli altri, ad essere gentili con gli altri.

Vi dà anche la luce interiore; è esattamente l’opposto della avidya che abbiamo in questo mondo. Proprio il contrario. L’avidya che esiste fuori, ci insegna la competizione, ad umiliare gli altri, poiché ha paura, è insicura, è una conoscenza assolutamente priva di sicurezza. Se avesse sicurezza, non si comporterebbe in questo modo.

Ma la luce dell’innocenza sa tutto, non teme niente. Quando diciamo che i bambini sono innocenti, intendiamo che hanno il potere dell’innocenza. Molte volte la gente ha notato che se un bambino cade da una grande altezza non muore, mentre un giovane può morire cadendo da altezze molto inferiori. Ed il bambino, mentre cade, non è impaurito, si diverte come se stesse scendendo tranquillamente con un paracadute. E poi, quando cade a terra, si rialza, ride e sorride a tutti. Non comprende perché tutti siano preoccupati; perché grazie all’innocenza egli sa di essere tutelato, sa di essere protetto, si rende conto che esiste un potere molto più grande di lui e non deve preoccuparsi.

Poi, però, iniziamo a mettere delle idee in testa ai bambini, ed è così che essi perdono il potere dell’innocenza diventando codardi, subdoli, disonesti. Potremmo tuttavia affermare che quella dei bambini sia un’innocenza derivante dall’ignoranza, poiché essi non conoscono i pericoli della vita. Ma la luce dell’innocenza conosce tutti i pericoli e sa come liberarsene. Sa anche come stare lontani da certe persone.

C’era un uomo saggio che saliva una scala e c’era uno stupido, un matto, che proveniva dalla direzione opposta. I matti sono sempre aggressivi, questo è uno dei segnali, poiché soffrono di un complesso di inferiorità. Il matto dunque disse all’altro che stava salendo: “Uno di noi deve spostarsi”. E aggiunse: “Io non mi sposto per i matti”. Allora il saggio disse: “Io sì”, e si spostò (risate).

È così che la luce dell’innocenza vi rivela fin dove spingervi con una persona, fino a che punto parlare con qualcuno, fino a che punto addentrarsi nella personalità o nei problemi di un’altra persona; diversamente (un saggio) lascia correre, capisce che quell’individuo è matto e quindi si sposterà per quel folle.

Non presta attenzione a quella persona; non se ne cura. È la luce dell’innocenza, che vi dà discriminazione su fin dove spingersi con gli altri: “Io amo quella persona, ha tanti (difetti) ma la amo comunque”. L’altro potrebbe prendervi a calci, picchiarvi, infastidirvi, diventare completamente, orribilmente posseduto….tuttavia siete ancora innamorati pazzi di lui, senza alcun rispetto di voi stessi. Ciò avviene, poiché manca…magari potreste essere innocenti in senso terreno, ma non siete illuminati ed innocenti. Quando siete illuminati ed innocenti, la vostra innocenza è un potere che vi dà, innanzi tutto, discriminazione.

Se avete in mano una luce, saprete distinguere un serpente da una corda, mentre se non l’avete, non potrete vedere. Se si tratta di un serpente, potrete scappare, ma se siete stupidi direte: “Bene, vieni a mordermi, voglio vedere come funziona (risate)”. [Shri Mataji guarda giù perché sente ridere i bambini, e ride anche Lei: “Ci sono i bambini”].

Se invece siete illuminati, direte al serpente: “Ora lasciami in pace, va bene? Ciao, ciao” (risate), ed il serpente capirà e andrà via. Oppure, se il serpente è un tipo sinistro, potreste semplicemente fissarlo e restare per cacciarlo.

Questo potere dell’innocenza è molto, molto importante, e ci viene soltanto grazie all’illuminazione. Quindi ci troviamo in uno stato di ignoranza. E di innocenza. Innocenza e ignoranza. A quel punto la gente non è né innocente né ignorante ma, non essendo illuminata, diventa subdola! Se non possiede entrambe le qualità, non è ignorante, poiché possiede la cosiddetta conoscenza: è abile in tutto, è gente nota per la propria intelligenza, perspicacia e tutto il resto, quindi in un certo senso ha conoscenza. Potremmo definirle persone che possiedono la conoscenza in senso terreno, ma sono prive di innocenza.

Allora si mettono ad escogitare metodi a causa dei quali l’innocenza che è in loro, che controlla un poco la loro mente, va perduta, poiché essi considerano stupida l’innocenza, e non la rispettano. Allora si mettono a manovrare la gente, a fare cose violente e dannose, a dire cose sgradevoli e sarcastiche….La mente si mette ad elaborare tutto questo, poiché non riesce a recuperare la propria innocenza. Così, dopo un po’ non ci piace più questa gente, non vogliamo saperne. Allora loro sviluppano l’idea di essere più grandi, di essere i prescelti, di essere migliori, sviluppano tutte queste idee, e poi formano tutti dei gruppi.

A questo si aggiunge l’ignoranza sotto forma di questa pretesa conoscenza (di tipo terreno, ndt). Dentro è un’ignoranza completa, mentre fuori sembra conoscenza. E quando queste (ignoranza e mancanza d’innocenza, ndt) si sommano, non si desidera ricercare la propria interiorità, si è soddisfatti della propria cosiddetta conoscenza esteriore. E vanno avanti così, ed una volta che si saranno rotti la testa se ne accorgeranno: “Oh, Dio, che cos’era? Dentro è tutto buio”. Non possiamo vivere con tutte le finestre chiuse ermeticamente, mentre fuori splende il sole.

Dobbiamo avere la luce interiore, capire da soli ciò che siamo, quali sono i nostri poteri, fin dove possiamo arrivare, in che modo stiamo facendo funzionare noi stessi, le nostre vite, i nostri obiettivi.

Ora, così come l’illuminazione che vedete qui è data da queste luci, l’illuminazione dentro di voi si manifesta come vibrazioni, come Chaitanya, come luce. Ma la differenza fra i due tipi di luce è che questa (materiale, ndt) vi mostrerà solo ciò che può essere visto dai vostri occhi. Questa luce vi rivelerà che questa è una pietra, o un pezzo di legno, o una casa, o il volto di un uomo, ogni cosa. Ma non sarà in grado di rivelarvi se una persona è buona o cattiva, se una casa è vibrata o no, se è di buon auspicio o no. Non vi dà buon auspicio, l’idea del buon auspicio. Noi stiamo parlando dell’innocenza di Ganesha che ci dà il senso del buon auspicio e rende di buon auspicio anche noi.

Il Chaitanya è proprio l’illuminazione. Il Chaitanya stesso è l’illuminazione. Vi rivela tutta la conoscenza che possiede. Ora, pensate all’ingranaggio microscopico che è il Chaitanya. Esso è composto di minuscole sfere, piccolissime, che possiedono l’intelligenza e la discriminazione innate per rivelarvi se una persona è buona o cattiva. Voi avete ottenuto Sahaja Yoga in un modo semplicissimo. Non ci siamo preoccupati di scoprire che cosa ha il vostro computer. Esso possiede la conoscenza, non soltanto per capire se una persona sia buona o malvagia, ma anche i problemi di quella persona.

(Shri Mataji Nirmala Devi, Lago di Como, 25 Ottobre 1987)

Lago di Como (Italia), 25 Ottobre 1987

L’innocenza

L’innocenza

Il potere dell’innocenza è immenso. Innanzi tutto elimina in voi la paura, ma il suo più grande potere consiste nel rendervi persone degne e rispettabili. E” grazie a questa qualità di innocenza che voi potete ricevere le vibrazioni.

L’innocenza ha la capacità di rendere le persone molto pacifiche. Una persona che non è innocente non sarà mai saggia; la saggezza è un dono dell’innocenza. Nel crescere, questa innocenza emana il profumo della compassione. Quando ricevete le vibrazioni acquisite fermezza e calcate la retta via, perché possedete quella innocenza esente da invidia e lussuria!

Vi rende belli. I vostri occhi brillano e ovunque li volgete un solo sguardo è sufficiente per alzare la Kundalini.
È la maturità della vostra innocenza che deve essere sviluppata. Essa vi farà diventare persone profonde, rispettose delle leggi divine.

Si confonde spesso l’innocenza con la stupidità, ma un uomo stupido cade subito in comportamenti egoici, mentre l’innocenza conferisce saggezza. Non potete ingannare l’innocenza. Una persona innocente non fa male a nessuno, non si mette in testa di risolvere tutti i problemi, ma abbandona ogni cosa a Dio.

L’innocenza vi da la concentrazione: osservate il neonato che succhia il latte dalla madre, come è concentrato su ciò che fa….L’innocenza vi mantiene nel presente: una persona innocente è sempre distesa… Sviluppate dunque la vostra innocenza, è un’ottima occasione per vivere nel presente. Perché lo sapete, quando siete nel presente, stabilite un contatto con il potere Divino. Più siete innocenti, più parteciperete allo stato di beatitudine.
L’innocenza dona la saggezza. Tutte le sciocchezze commesse dall’ego provengono dalla mancanza di innocenza.

(Shri Mataji Nirmala Devi)