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L’Agnya chakra – la meditazione

Cominciamo una meditazione normale.

Scarichiamo i canali con entrambe le mani a terra. Successivamente scarichiamo le negatività del canale sinistro e del canale destro con i metodi già visti.

Meditiamo un po’ sul nostro Mooladhara Chakra, come si può anche leggere sulla meditazione del canale sinistro. Possiamo chiedere di stabilizzare la nostra innocenza, purezza e saggezza.

Passiamo in seguito allo Swadhistan, poi al Nabhi,  al Cuore, e al Vishuddi.

Per pulirel’Agnya chakra, portiamo la mano destra sulla nostra fronte, e affermiamo, senza pensare a niente e nessuno in particolare: Io perdono tutto  e tutti, perdono anche me stesso

Se vengono dei pensieri, perdoniamo anche essi, e lasciamoli andare, non tratteniamoli. Possiamo chiedere anche: Madre Kundalini, perfavore, assorbi tutto il mio ego e il mio superego“.

Portiamo poi la mano destra dietro la testa, quasi sulla nuca, dove risiede il back Angya (l’Agnya di dietro). Chiediamo: Madre Kundalini, se ho commesso degli errori coscientemente o inconsciamente, perfavore perdonami.Non sentiamoci in colpa per questi errori, perché fanno parte dell’evoluzione personale. Non c’è un vero peccato nel “peccato”, ma solo un errore a cui si può rimediare, senza starci a pensare di continuo.

Portiamo infine la mano destra sull’osso della fontanella, e chiediamo alla nostra Kundalini, semplicemente, di stabilizzare la nostra Realizzazione del Sé, e di donarci lo stato di unione con il Tutto.

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L’Agnya chakra

Localizzato all’incrocio dei canali sottili di destra e di sinistra, al centro della testa. L’Agnya chakra, conosciuto anche come terzo occhio, è la porta del Regno dei Cieli.
Le due ante di questa porta sono costituite dagli emisferi dell’ego e del superego. Il primo, nella tempia sinistra, si forma come risultato dell’attività del canale destro, e rappresenta quella parte della nostra mente che si proietta all’esterno, nel futuro, la parte volitiva che da vita alle nostre ambizioni.

Il secondo, il superego cioè che risiede nella tempia destra, si forma come risultato dell’attività del canale sinistro e rappresenta quella parte della nostra mente che raccoglie in se le esperienze passate, le abitudini, i dolori, le frustrazioni. In un senso molto lato si può dire che il superego corrisponde a quella che è stata chiamata la “psiche” dell’essere umano.

La porta dell’Agnya è il più delle volte, sprangata nell’essere non realizzato, poiché l’incessante attività mentale fa gonfiare l’ego ed il superego, precludendo ogni possibilità di Realizzazione.
L’intervento delle vibrazioni che fa alzare la Kundalini, permette a quest’ultima di risucchiare indietro i due emisferi e di aprirsi la strada verso il Sahasrara. E’ allora che l’Agnya si apre manifestando le sue potenzialità. Una persona con l’Agnya illuminato possiede una capacità di perdono illimitata ed un’attitudine profondamente compassionevole nei confronti di tutti gli esseri, è dotata di una saggezza profonda e di rara limpidezza di pensiero.

La persona con l’Agnya illuminato è una persona redenta, risorta, è qualcuno che è libero dalle catene del passato e dalle proiezioni del futuro. La qualità dell’umiltà è ciò che rende questa persona splendente, una umiltà che naturalmente viene dall’innocenza e dalla connessione col Divino e non dai sensi di colpa o dall’ipocrisia.