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Buon compleanno!

Oggi 21 Marzo Shri Mataji Nirmala Devi nasceva nel 1923. È il suo 90esimo anniversario di nascita.

Non è possibile riassumere in poche righe una vita straordinaria, ispirata ed esemplare come quella di Shri Mataji Nirmala Devi.

La scoperta senza precedenti di Sahaja Yoga e la possibilità di offrire a livello di massa la Realizzazione del Sé la impongono come una figura fondamentale nella storia della spiritualità. Grazie a questo rivoluzionario metodo di meditazione, lo stato di Yoga (unione con l’assoluto), che nel corso della storia era stato raggiunto solo da  pochissimi asceti, è ora accessibile a chiunque lo desideri.

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Anna Hazare: “Seguite Sahaja Yoga”

Anna Hazare é  un sociologo indiano salito alla cronaca mondiale durante il movimento non-violento che ha portato a gigantesche proteste in India contro la corruzione, nei mesi passati del 2011. I metodi adottati sono secondo gli insegnamenti del Mahatma Gandhi.

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La gioventú di Shri Mataji e la Realizzazione del Sé

Domanda: Quando era piccola L’hanno trattata come una persona speciale, Le hanno insegnato cose speciali per aiutarla a compiere la Sua missione?

Shri Mataji: No, non è stato così. Potevo esprimere in modo molto libero la mia personalità. Le altre persone lo accettavano. Ero molto amorevole, compassionevole e generosa. Ero una persona unica da avere come figlia, era tutto diverso; l’unica cosa, direi, era che mio padre mi capiva molto meglio, essendo lui un’anima realizzata. Quando diventai un po’ più grande, mi disse: “È inutile parlarne. Prima scopri un metodo affinché le persone possano ottenere la realizzazione a livello di massa. È questo il tuo lavoro. Come sai, finché non avrai scoperto questo, sarà inutile parlarne. Creeranno un altro Corano o un’altra Bibbia, a cosa servirà? Devi farlo sperimentare, diversamente non capiranno mai.”

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Gandhi su Gesù e le religioni

Ricordo che un verso del Gujarati, che da bambino avevo studiato a scuola, rimaneva fisso nella mia mente. In sostanza, esso affermava questo:
Se qualcuno ti dà da bere dell’acqua e tu gli restituisci altrettanto, non è niente. La vera grandezza consiste nel rendere bene per male”.
Nella mia fanciullezza, questo verso ebbe una forte influenza su di me ed io cercai di metterlo in pratica. Poi venne il Discorso della montagna. Ovviamente, conoscevo abbastanza bene la Bhagavad Gita in sanscrito, ma non avevo studiato a fondo il suo insegnamento proprio su quel particolare punto. Fu il Nuovo Testamento a farmi realmente capire la giustezza ed il valore della resistenza passiva.
Quando lessi nel Discorso della montagna passi come questi: “Non resistere al malvagio, ma a chi ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, porgi anche l’altra” e, “Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli”, fui semplicemente invaso da una grandissima gioia. Trovavo conferma alla mia opinione, proprio là dove meno me l’aspettavo. La Bhagavad Gita venne a rinforzare questa mia impressione, ed “Il Regno di Dio è dentro di voi” di L.Tolstoy, diede forma precisa a questa idea. Le idee che stanno alla base dell’inno del Guyjarati e del Discorso della montagna avrebbero rivoluzionato tutta la mia vita.

(…)

Devo aggiungere che non mi limitai allo studio della Bibbia, dei suoi commenti e di altri libri sul cristianesimo, fornitimi dai miei amici. Mi dissi che se dovevo trovare soddisfazione attraverso il ragionamento, dovevo studiare anche le scritture di altre religioni e così poter fare la mia scelta. Mi rivolsi al Corano. Cercai anche di capire qualcosa del giudaismo come religione distinta dal cristianesimo, studiai anche la religione di Zoroastro. Giunsi così alla conclusione che tutte le religioni sono giuste, ma che ognuna di esse è imperfetta . Imperfetta naturalmente e necessariamente, perché è interpretata con il nostro povero intelletto, a volte con i nostri poveri cuori ed il più delle volte è interpretata male.
In tutte le religioni scoprii, con dolore, che esistevano interpretazioni diverse ed anche contraddittorie di certi testi e mi dissi: “No, queste cose non fanno per me, se voglio la soddisfazione dello spirito, devo tentare la mia via, devo aspettare Dio in silenzio e chiedergli di guidarmi.” C’è un bel verso in sanscrito che dice: “Dio aiuta solo quando un uomo si sente completamente impotente ed umile.