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Confucio. La via di Mezzo (II)

Confucio nacque in Cina nello stato di Lu intorno al 551 AC.  Vivendo in un periodo in cui la corruzione, le guerre e l’anarchia erano alla base della vita politica, egli decise di dedicarsi allo studio dei classici, per riscoprire gli antichi valori.

Siccome la sua vocazione era l’insegnamento, fondò una scuola in cui erano ammessi tutti quelli che dimostravano di avere intelligenza, buona volontà e dai quali si faceva pagare a seconda delle possibilità. Leggi la prima parte.

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L'insegnamento di Confucio risiede all'interno del Void

L'insegnamento di Confucio risiede all'interno del Void

L’uomo elevato persegue una norma sottile e ardua.

Uomini e donne, sebbene limitati, possono attingere alla sua sapienza.  Ma neppure l’uomo elevato può raggiungere il vertice della sapienza.  Sebbene limitati, uomini e donne possono conformarsi a essa, ma nemmeno l’uomo elevato può raggiungerne il vertice. Pur grandi, il cielo e la terra non bastano e l’uomo elevato, se parla della norma, parla di una grandezza che non può essere racchiusa da tutto quanto esiste sotto il cielo.  La sottigliezza di cui parla, parlando della norma, é più sottile della più sottile cosa che esiste sotto il cielo.

“Il libro dei canti” afferma: Il falco si innalza al cielo, il pesce discende nell’abisso.  Dunque la norma si esprime sia in alto sia in basso.  La norma dell’uomo elevato ha le radici negli uomini e nelle donne comuni, poi si estende fino ad abbracciare il cielo e la terra.

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Il maestro disse: La norma non è lontana dall’uomo.  Se gli fosse lontana, che norma sarebbe?

“Il libro dei canti” dice: Quando si fa il manico di un ascia, -il modello è li accanto.  Si osserva il manico del modello e si taglia l’altro.  Guardando entrambi in prospettiva, ci sembra di vederli lontani l’uno dall’altro.  Allo stesso modo, il signore, governa l’uomo tenendo a modello l’uomo.

Chi rispetta i principi della propria natura non è lontano dalla norma.  Né è lontano dalla norma  chi non si comporta con gli altri come non vorrebbe che gli altri si comportino con lui.

Il signore mette in pratica quattro norme, delle quali neppure una io so praticare.  Non so rispettare mio padre come desidero faccia mio figlio con me.  Non so servire il signore come desidero faccia un mio suddito con me.  Non so rispettare il mio fratello più anziano come desidero che il mio fratello più giovane faccia con me.  Non so agire per primo verso un amico come voglio che lui faccia con me.

Chi si applica con costanza all’azione e presta costante attenzione alle parole che pronuncia, si sforza allora di colmare le proprie lacune e di eliminare i propri eccessi, cosicché le parole sono come l’azione, e l’azione corrisponde alle parole. É questa coerenza che distingue il signore.

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Il signore si comporta secondo il suo proprio rango e non desidera nulla di ciò che appartiene a un rango superiore.  Se è giusto onorare la ricchezza, occorre comportarsi onorandola.  Se è giusto appartenere a un basso rango, occorre comportarsi secondo tale basso rango.  Se è giusto appartenere a una tribù selvaggia, occorre comportarsi secondo i canoni della tribù selvaggia.  Se dolore e disastri sono giusti, occorre comportarsi secondo dolore e disastri.

Il signore deve essere se stesso in ogni circostanza. Appartenendo ad un rango elevato, non bisogna offendere gli inferiori. Appartenendo ad un rango inferiore, bisogna lasciarsi guidare dai superiori.

Chi è sufficiente a se stesso e non chiede ad altri, non avrà a risentirsi di nulla.

Il superiore non si irrita con il Cielo, non si lamenta degli inferiori – il signore rimane calmo e attende il destino.  L’uomo comune corre pericoli perché ricerca la prosperità.

Il maestro disse: Il signore è come l’arciere – se manca il bersaglio ricerca la causa in se stesso.

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Cos’è Sahaja Yoga

Sahaja Yoga visto da un bambino, dopo una delle meditazioni nelle scuole

…dovete chiedervi e scoprire: “Che cosa sono io?”

Cristo ha detto: “Conosci te stesso”.

Maometto ha detto:”Conosci te stesso”.

Tutti loro hanno detto: “Conosci te  stesso“.

Ciò significa che siete qualcosa di grande.

Interiormente avete tesori nascosti di cui non vi rendete conto.

Quando vi conoscerete, avrete rispetto di voi stessi, non farete cose sbagliate, non avrete collera, ma sarete un oceano d’amore.

Questo è ciò che deve essere, ciò che e Sahaja Yoga.

Shri Mataji Nirmala Devi – Delhi, 20 Marzo 2001

Ricominciamo le puntate di Fermati a Meditare, per insegnarvi a meditare con le tecniche di Sahaja Yoga. Niente di più facile. Come in trasmissione, pubblicherò a breve il primo esercizio di meditazione per ottenere la Realizzazione del Sé. Ovvero il risveglio della propria energia interiore, infinita e molto dolce, chiamata Kundalini, che permette di curarci e trovare il silenzio in maniera totalmente spontanea.

La parola Sahaja significa spontaneo, o innato, mentre la parola Yoga significa unione con il Divino.
In SahajaYoga, il risveglio della Kundalini ha luogo senza sforzo, come tutto avviene in natura. Come un seme germoglia, cosi la Realizzazione è un processo naturale: è il processo vivente della crescita della nostra consapevolezza.

Non è richiesto denaro per questa conoscenza di natura così intima. Come Shri Mataji ci ricorda: “Dio non comprende il denaro. Dopo tutto, quale prezzo abbiamo pagato per nascere?

Nuovo palinsesto!!!

Da questa settimana MWRadio.it ha un palinsesto tutto nuovo, provare per credere!

Fermati a Meditare andrà in onda per ben sei volte alla settimana! Dal 1° Marzo, inoltre, la mezz’ora che precede la trasmissione sarà occupata da una selezione musicale curata, propriamente, da Fermati a Meditare!

I nuovi orari sono:

lunedì: 13.30

martedì: 9.30

giovedì: 21.30

venerdì: 17.30

sabato: 13.30

domenica: 17.30

Come detto, basta sintonizzarsi 30 minuti prima per ascoltare altra bella musica! Ora sì che non avete più scuse per non ascoltarci ;-))