Archivi tag: equilibrio

Confucio. La via di Mezzo (I)

Ecco alcuni stralci di un testo di Confucio chiamato “Il costante mezzo”. La via da seguire ora è più facile grazie al lavoro che la Kundalini fa per noi in Sahaja Yoga, ma i princìpi sono gli stessi del grande Maestro passato, il cui principio risiede nel nostro Void. Automaticamente raggiungiamo il ‘mezzo’, l’equilibrio, meditando, senza sforzi.

1

Confucio, il maestro della via di mezzo

Confucio, il maestro della via di mezzo

Chiamiamo natura la legge dell’universo.  Chiamiamo norma il seguire questa legge.  Chiamiamo educazione la pratica della norma.  A noi non è possibile allontanarci neppure per un attimo dalla norma.  Se potessimo farlo, non sarebbe la norma.  E per questo che il signore ha un atteggiamento prudente e attento verso tutto ciò che ancora non è possibile vedere, ed è timoroso e si preoccupa per tutto ciò che ancora non è possibile udire.  Nulla è più evidente di ciò che è nascosto, nulla risalta più chiaramente di ciò che è molto piccolo.  Ecco perché il signore si comporta in modo assai prudente anche quando è solo.

Si è in una posizione di mezzo, ovvero di centro, quando non si è preda della collera o della gioia, della malinconia o del piacere.  Quando invece si provano queste emozioni però senza oltrepassare il giusto equilibrio, allora si è in una situazione di armonia.  Il mezzo è la grande origine di ogni cosa che esiste, e l’armonia ne rappresenta l’aspetto favorevole e positivo.

Giunti nella posizione di mezzo e conseguita l’armonia, allora Cielo e terra sono al loro posto ed è così che ogni cosa sotto il cielo può svilupparsi.

6

Il maestro disse: Sciun, l’imperatore, era molto sapiente.  Gli piaceva formulare delle domande e poi soppesare le parole anche più semplici.  Non svelava il lato negativo delle parole; divulgava piuttosto le parole che scaturivano dall’esperienza.  Dovendo agire nei confronti del popolo, teneva conto dei due estremi e applicava il giusto mezzo.  Grazie a questo comportamento è diventato Sciun, l’imperatore.

7

Il maestro disse: Ogni uomo sostiene di sapere. Così facendo finisce in una rete, in una trappola che non sa come evitare.  Ogni uomo sostiene di sapere.  Se però ogni uomo si attiene al costante mezzo, lo fa per un mese appena.

9

Il maestro disse: Tutto si può governare – la famiglia, il regno, ogni cosa esistente sotto il cielo.  A tutto si può rinunciare – a onorificenze, a prestigiosi incarichi.  Si può anche camminare su lame taglienti e ciò nonostante, si può non essere capaci di praticare il costante mezzo.

11

Il maestro disse: Mai indagherò l’arcano o compierò gesta singolari allo scopo di essere ricordato dalle generazioni future.  Il signore pratica la norma e nell’azione vi si adegua. Mai potrò seguire una stradale abbandonarla prima di averla percorsa tutta. L’uomo elevato pratica il costante mezzo.  Solo l’uomo elevato riesce a distaccarsi dal mondo, a non perseguire notorietà, a non avere attaccamenti e quindi rimpianti.

Continua ->

Annunci

Le qualità dello Spirito: l’Innocenza e l’Equilibrio

Quando la Kundalini comincia a stabilizzarsi dentro di noi, attraverso la meditazione quotidiana, cominciamo a sviluppare diverse qualità. Le qualità sono il riflesso dei nostri chakra, dei nostri centri d’energia. Alcune sono già manifeste in noi mentre altre sono oscurate. Sahaja Yoga e la meditazione permettono a tutte le qualità innate, riflesso del nostro puro Spirito, di risvegliarsi.

L’innocenza

Qualità delle qualità. Significa ‘non nuocere’, cioè sentirsi completi in sè stessi e non aver bisogno urgente e pressante di qualcosa che dovrebbe renderci felici e appagati.

Se ci sentiamo incompleti ci daremo da fare in tutti i modi per ottenere ciò che crediamo ci manchi: cominceremo ad interferire con l’ambiente per procurarci l’oggetto del nostro desiderio; non saremo più estatici e giocosi, come sarebbe la nostra natura, ma diventeremo malinconici e passionali nella ricerca di una soddisfazione esterna a noi stessi.

L’equilibrio

E’ la qualità del Nabhi e del canale centrale. E’ quello stato di sospensione che ci permette di godere di tutte le increspature della vita, sul lato destro e sul lato sinistro, senza precipitare in stati d’animo dolorosi ed estremi. E’ la porta magica all’intensità della gioia più vera.

Chi però sta al di fuori di questa porta avrà la sensazione che l’equilibrio sia monotono, e cercherà magari soddisfazione in stati d’animo violenti, pieni di effetti collaterali. Chi però sa attraversare questa porta trova il mondo del Sè, una gioia estatica e durevole.

L’equilibrio non deve essere monotonia: quando ciò avviene significa che si vive in un mondo di abitudini e di ritualismi, che certamente appare equilibrato, ma che in realtà è soltanto stagnante. L’equilibrio, per non essere stagnante, deve quindi essere sempre ascendente, accogliere cioè dentro di sè elementi sempre nuovi ed armonizzarli in una situazione di pace e di benessere.

Qualità delle qualità. Significa ‘non nuocere’, cioè sentirsi completi in sè stessi e non aver bisogno urgente e pressante di qualcosa che dovrebbe renderci felici e appagati. Se ci sentiamo incompleti ci daremo da fare in tutti i modi per ottenere ciò che crediamo ci manchi: cominceremo ad interferire con l’ambiente per procurarci l’oggetto del nostro desiderio; non saremo più estatici e giocosi, come sarebbe la nostra natura, ma diventeremo malinconici e passionali nella ricerca di una soddisfazione esterna a noi stessi.