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Arrendo tutto

Questa canzone che pubblico qua sotto è un mantra che si usa spesso in Sahaja Yoga, in quanto insegnato da Shri Mataji Nirmala Devi, negli anni ’80, ed è molto utile per il nostro Agnya chakra, specialmente la parte destra (che ricordiamo si trova nell’emisfero sinistro della testa), corrispondente all’Ego. Questi mantra sono stati insegnati direttamente da Buddha (per questo agiscono proprio sull’Agnya destro, dov’Egli è la Deità preposta). Sono quindi molto conosciuti nel Buddhismo, dove possono essere recitati in maniera meccanica e poco utile, ma è necessario capirne il vero significato sottile.

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Il Cuore centro e destro

Cuore centro

Il cuore centro è il chakra che ci dà la sicurezza e la fiducia nel Sé, nel cuore centro risiede la Madre dell’universo. A livello fisico, il cuore centro è associato agli anticorpi che ci difendono da intrusioni nocive ed al timo.

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Il Discorso della settimana. Lo Swadhistan e l’ego

In Italia è stato pubblicato Meta Modern Era, l'unico libro che ha scritto Shri Mataji, in cui affronta tutte le tematiche dei nostri tempi con la chiave di Sahaja Yoga. Clicca sopra l'immagine per andare al sito.

Estratto di discorso tenuto a Dhulia, India – 1983

Gli occidentali, per esempio, amano molto il sole perché non ce l’hanno, ma ne abusano e si creano complicazioni solari all’interno di loro stessi, in verità la cosa importante da realizzare attraverso il sole è la luce che risiede all’interno di noi stessi, perciò è molto importante la purezza della vita, della moralità, attualmente la moralità stessa è piuttosto messa in discussione in occidente, soprattutto la gente non ha il senso della moralità assoluta.

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Il discorso della settimana – Il Sahsrara

L’attenzione illuminata ed il cervello illuminato fanno tutt’uno….quando tutto è integrato nello Spirito, allora tutto ciò che dite è vero…è così che il cervello opera nelle tre dimensioni: prima arriva alla Verità tramite la logica…poi sapete con certezza, allora si instaura in voi una nuova dimensione.

Shri Mataji in una foto in cui si vede il suo Sahasrara illuminato

Inzialmente si  cerca di controllare i nemici interiori che sono  l’avidità, l’ira, l’orgoglio, la vanità, l’attaccamento e la lussuria.
Tutte queste limitazioni dell’attenzione scompaiono, diventate una persona libera, piena di saggezza, l’attenzione stessa diventa dharmica, diventate Satguni, ossia persone rette non perché forzate ma spontanee, diventate spontaneamente virtuosi.

Raggiungete quindi quello stato che si può descrivere solo usando il prefisso “a” ossia “senza”, un essere simile non ha pensieri, non pensa, è senza avidità, senza lussuria. Una tale persona raggiunge l’assenza totale di negatività, di aggressività, una persona simile è un essere eterno, nessuno può ucciderla, ne farle male, ne ferirla, non è influenzata ne dalla collera ne dal rispetto, non è scalfita dagli insulti, ne dall’assenza di insulti. Non si lascia lusingare dalle preghiere perché è sprovvista della capacità di godere dell’ego.

Voi sviluppate Nirananda quando siete completamente identificati con lo Spirito. In Nirananda non esistono dualità, siete totalmente integrati, non esistono ostacoli alla Gioia, essa è completa: non c’è felicità o tristezza, ma solo Gioia, la Gioia non consiste nel ridere e sorridere continuamente, no, è silenzio, la quiete del sé, la pace dell’essere, lo spirito che si manifesta nella consapevolezza vibratoria, e quando si raggiunge questa pace, ci si sente come la luce del sole, come l’intero chiarore di questa bellezza.
Il punto che dobbiamo stabilire in noi è Nirananda.

Il Sahasrara chakra – la meditazione

Cominciamo una meditazione normale.

Scarichiamo i canali con entrambe le mani a terra. Successivamente scarichiamo le negatività del canale sinistro e del canale destro con i metodi già visti.

Meditiamo un po’ sul nostro Mooladhara Chakra, come si può anche leggere sulla meditazione del canale sinistro. Possiamo chiedere di stabilizzare la nostra innocenza, purezza e saggezza.

Passiamo in seguito allo Swadhistan, poi al Nabhi,  al Cuore,  al Vishuddi e all’Agnya.

Portiamo infine la nostra mano destra sul Sahasrara chakra, dove vi è l’osso calcificato della fontanella. Premiamo questo punto con il palmo della nostra mano, le dita devono essere abbastanza tese in modo da esercitare più pressione su questo punto.

Qui, nel momento in cui la nostra attenzione è focalizzata su questo centro, entriamo in unione (yoga) con il divino, con l’energia omnipervadente. Possiamo chiedere qualsiasi cosa sia buona per la nostra evoluzione spirituale. Per esempio: “Madre Kundalini, perfavore, stabilizza la mia realizzazione del Sé“.

Oppure: “Madre, donami lo yoga, l’unione con il Tutto. Stabilizza la mia consapevolezza senza pensieri“.

In questi momenti di silenzio, cerchiamo di arrendere alla nostra Madre Kundalini, che è dentro di noi e lavora per noi, tutto quanto ci disturba, e tutti i nostri problemi. Lasciamo che sia Lei a preoccuparsene e a prendersene cura. Che siano problemi interni o esterni non importa. E’ un esperimento, diciamo dentro di noi: “Madre, sei tu che fai tutto, io non faccio niente“.

E proviamo a sentire quale sensazioni ci pervadono, se si forma pace dentro di noi. E’ la pace dell’arresa a un’energia che circonda tutto quanto, e dopo la realizzazione si prende cura di noi in ogni modo possibile e immaginabile. L’individualità rimane, ma si fonde con il Divino. E’ così semplice.

Foto con vibrazioni in cui Shri Mataji (al centro) lavora il Sahasrara delle persone