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Le nuove puntate di Fermati a Meditare

Oggi reinizia una nuova serie di puntate su MWRadio.it, la radio web, ascoltabile esclusivamente su Internet. Una serie di appuntamenti esclusivi, unici in Italia, che vi permetterà, settimana dopo settimana, di approfondire i vari aspetti della meditazione , conoscere nuove cose riguardo a Sahaja Yoga e, soprattutto, entrare sempre più in profondità nello stato di Consapevolezza senza Pensieri.

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Il discorso della settimana – Shri Saraswati (II)

(continua da qui…)

Shri Saraswati

Shri Saraswati, colei che ha le qualità che risiedono nel nostro Swadhistan Chakra

Di questo amore di cui parliamo, il grande amore di Dio, abbiamo la assoluta conferma attraverso le vibrazioni. La gente non ha vibrazioni, ma può sentirle in modo del tutto inconscio. Tutti i grandi dipinti del mondo posseggono vibrazioni. Tutte le grandi opere d’arte del mondo hanno delle vibrazioni. Solamente quelli dotati di vibrazioni sono stati mantenuti dal tempo, tutte le altre cose, sono invece state distrutte.

Devono essere stati creati, tanto tempo fa, monumenti, statue ed altre cose, alquanto orribili. Sono stati, però, tutti distrutti dalla natura, non avendo potuto subire l’impatto del Kala – il potere distruttivo del tempo. E così tutto ciò che sorregge, nutre e nobilita, viene da questo senso di amore che è molto sviluppato nel nostro intimo ma che c’è anche in quello di altri che non sono ancora realizzati. In definitiva, il mondo intero deve comprendere che bisogna giungere fino a quell’estremo amore di Dio, altrimenti nulla ha significato.

Avrete invece notato come, nelle arti, si ricorra a metodi diversi per attirare la gente, usando mediocrità e pura volgarità, solo per far credere che una cosa sia arte. Tutte queste cose però, sono destinate a scomparire. Non possono reggere l’impatto del tempo, come vi ho già spiegato. Devono scomparire e potete già vedere un risultato nel cambiamento che si sta operando dappertutto, persino in Occidente.

Non è necessario, quindi provare tanta delusione per il mondo occidentale ed affermare che è diventato una terra arida. (…) Ma l’unica cosa che hanno dimenticato è che si tratta di una Dea. Dio è Colui che dà, ma tutto viene trasmesso dalla Dea. Questo è ciò che hanno dimenticato ed è anche l’origine di tutti i problemi. Se lo Spirito non esiste nel vostro imparare, se non viene dalla sorgente della dea quello che apprendete, allora tutto è assolutamente inutile. Se essi avessero capito che lo Spirito è l’elemento di successo, in ogni cosa, forse non si sarebbero dispersi così lontano.

Ed è per questo che ho messo, completamente, in guardia gli Indiani: “Sebbene voi stiate ora attuando una certa rivoluzione industriale, dovete evitarne tutte le complicazioni, dovete cercare di incontrare lo Spirito. Se non riconoscete lo Spirito, avrete gli stessi problemi degli Occidentali: sono infatti esseri umani come voi. Anche voi percorrete lo stesso cammino, correrete alla cieca e ci saranno delle difficoltà, le stesse che hanno incontrato loro”.

Shri Mataji Nirmala Devi, discorso su Shri Saraswati, Dhulia (India), 1983

Alzarsi la Kundalini e darsi i bandhan

Prima di iniziare la meditazione, e prima di finirla, di solito si fa questo esercizio. Alzarsi la Kundalini e legarla con i nodi sopra la testa, per quanto appaia simbolico (si fa tre volte per i tre canali), in realtà aiuta a portare l’attenzione sopra la nostra testa, ovvero sopra il nostro ultimo chakra, quello che ci da la connessione.

Quando si comincia a percepire le vibrazioni o, ancora meglio, la Kundalini dentro di noi, ci si renderà conto che non è un gesto meccanico, anche se lo può sembrare le prime volte.

I bandhan invece, sono semicerchi di protezione. Si fanno per sette volte (per quanti sono i chakra) due semicerchi, partendo dalla mano sinistra , passando sopra la testa, finendo dall’altra parte del corpo, e ritorno. Allo stesso modo, con la percezione delle vibrazioni è possibile sentire come ce le spargiamo intorno al nostro corpo con questo gesto.

E’ importante alzarsi la Kundalini e darsi i bandhan con la maggiore consapevolezza possibile e senza fretta, perchè sono “gesti” che fanno parte della stessa meditazione. Alla fine, è sempre necessario sperimentare.

Qui sotto un video – in inglese – che mostra come farlo, e più sotto la traduzione.

Alzarsi la Kundalini e darsi dei bandhan. Facciamo questo prima della meditazione e dopo. Portiamo la mano destra alla base della spina dorsale (davanti) e portiamo la mano sinistra attraverso il canale centrale fino alla sommità della testa. Mentre facciamo ciò, la mano destra ruota attorno alla mano sinistra in questo modo. Così ci si alza la Kundalini. Quando siamo sopra la testa, facciamo un nodo. Ancora, una seconda volta, portiamo su la Kundalini e facciamo due nodi. E per la terza volta, alziamo su la Kundalini, facendo ruotare la mano destra e facciamo tre nodi

Ora facciamo dei bandhan. Il bandhan è una protezione. Portiamo la nostra energia sopra la nostra testa, dalla parte sinistra alla destra e indietro. Questo è uno, lo facciamo per sette volte. Poi portiamo le mani aperte e meditamo.

Il discorso della settimana – Il Sahsrara

L’attenzione illuminata ed il cervello illuminato fanno tutt’uno….quando tutto è integrato nello Spirito, allora tutto ciò che dite è vero…è così che il cervello opera nelle tre dimensioni: prima arriva alla Verità tramite la logica…poi sapete con certezza, allora si instaura in voi una nuova dimensione.

Shri Mataji in una foto in cui si vede il suo Sahasrara illuminato

Inzialmente si  cerca di controllare i nemici interiori che sono  l’avidità, l’ira, l’orgoglio, la vanità, l’attaccamento e la lussuria.
Tutte queste limitazioni dell’attenzione scompaiono, diventate una persona libera, piena di saggezza, l’attenzione stessa diventa dharmica, diventate Satguni, ossia persone rette non perché forzate ma spontanee, diventate spontaneamente virtuosi.

Raggiungete quindi quello stato che si può descrivere solo usando il prefisso “a” ossia “senza”, un essere simile non ha pensieri, non pensa, è senza avidità, senza lussuria. Una tale persona raggiunge l’assenza totale di negatività, di aggressività, una persona simile è un essere eterno, nessuno può ucciderla, ne farle male, ne ferirla, non è influenzata ne dalla collera ne dal rispetto, non è scalfita dagli insulti, ne dall’assenza di insulti. Non si lascia lusingare dalle preghiere perché è sprovvista della capacità di godere dell’ego.

Voi sviluppate Nirananda quando siete completamente identificati con lo Spirito. In Nirananda non esistono dualità, siete totalmente integrati, non esistono ostacoli alla Gioia, essa è completa: non c’è felicità o tristezza, ma solo Gioia, la Gioia non consiste nel ridere e sorridere continuamente, no, è silenzio, la quiete del sé, la pace dell’essere, lo spirito che si manifesta nella consapevolezza vibratoria, e quando si raggiunge questa pace, ci si sente come la luce del sole, come l’intero chiarore di questa bellezza.
Il punto che dobbiamo stabilire in noi è Nirananda.

Il Sahasrara chakra (II)

Quando il Sahasrara chakra si apre e la Kundalini raggiunge le ossa della fontanella, una specie di scintilla è lì pronta e non appena l’area della fontanella illumina il Brahmarandra (il punto da cui scaturisce la Kundalini), la grazia dello Spirito accende questo fuoco latente ed i canali si illuminano. Non tutte ma molte di esse, e non su tutta la loro lunghezza ma piuttosto sulla loro circonferenza.

L’intelletto separato dal cuore, si unisce a lui e all’attenzione: ormai ovunque si posi la vostra attenzione, voi agite in senso collettivo. Quale che sia l’attività dell’attenzione, essa riceve benedizioni, l’attenzione stessa diventa attiva, l’attenzione ha un’enorme importanza.
Il vostro desiderio è ancora più importante perché la Realizzazione fa di voi una persona così integrata che attenzione e desiderio sono un tutt’uno: desiderate tutto ciò che è proficuo per lo Spirito, l’attenzione è attratta da tutto ciò che emette un potere spirituale.

Cause di blocco

Per prima cosa occorre sgonfiare l’ego, perché finchè è gonfio comprime il Sahasrara chakra, occorre altresì ridurre il superego, anch’esso comprime il Sahasrara, quindi per mantenere in ottimo stato il Sahasrara dobbiamo modificare l’ordine delle nostre priorità, e ciò può richiedere parecchio tempo per taluni.

C’è un immenso spettro che non è ne passato ne futuro, ma è presente, questo spettro io lo chiamo materialismo, è un terribile demone che è penetrato …in tutti noi, è ridicolo, così indecente che non dovrebbe convenire ad alcun essere umano, neppure ad un cane andrebbe bene. Numerosi libri suggeriscono attività che vi portano contro Dio ed un Sahasrara illuminato non lo sopporta e si richiude su se stesso.

(Shri Mataji Nirmala Devi)

Le Kundalini durante una meditazione collettiva

Assicurarsi che si procede bene

Se sapete sorridere ai cosiddetti dispiaceri della vita, sappiate che siete sulla buona strada.
Se il vostro discernimento cresce, sappiate che il vostro progresso è buono.
Se aggrediti vi mantenete pacifici, l’ira sfuma, sappiate che il vostro progresso è corretto.

Se potete osservare una persona messa alla prova senza sentirvi coinvolti, sappiate che state progredendo .
Se i lacci della vita materiale non vi seducono più sappiate che progredite bene.

Quando rimarrete umili pur essendo riusciti in qualcosa, quando avrete poteri, quando irradierete l’innocenza, il discernimento, quando diventerete sempre più compassionevoli con una personalità sempre più umile, allora potrete credere d’essere nel cuore della vostra Madre Kundalini.

(Shri Mataji Nirmala Devi)

Assicurarsi che si procede bene

Se sapete sorridere ai cosiddetti dispiaceri della vita, sappiate che siete sulla buona strada.

Se il vostro discernimento cresce, sappiate che il vostro progresso è buono.

Se aggrediti vi mantenete pacifici, l’ira sfuma, sappiate che il vostro progresso è corretto.

Se potete osservare una persona messa alla prova senza sentirvi coinvolti, sappiate che state progredendo .

Se i lacci della vita materiale non vi seducono più sappiate che progredite bene.

Quando rimarrete umili pur essendo riusciti in qualcosa, quando avrete poteri, quando irradierete l’innocenza, il discernimento, quando diventerete sempre più compassionevoli con una personalità sempre più umile, allora potrete credere d’essere nel cuore di vostra Madre.

Il discorso della settimana – Il Sahasrara chakra

Il Sahasrara si trova nella zona limbica del cervello, la testa è fatta come una noce di cocco, è coperta di capelli, poi troviamo una corazza dura , poi una pellicola scura, all’interno c’è la polpa bianca, ed al centro spazio ed acqua; il nostro cervello è fatto allo stesso modo.

Chakra sulla testa: Arancio=1°, Giallo=2°, Verde=3°, Rosso=4°, Blu=5°

Il potere del canale centrale è la Kundalini, che deve innalzarsi e penetrare nei diversi chakra, poi entrare nella zona libica ed illuminare i sette Pithas (troni) di questi sette centri (chakra), insediati nel cervello e collocati lungo la linea mediana della zona limbica: si inizia dalla nuca con il Mooladhara chakra circondato dallo Swadisthana, poi seguono il Nabhi, il Cuore, il Vishuddhi e l’Agnya chakra. Questi sei centri si uniscono per formarne il settimo

Il Sahasrara è dunque l’unione dei sei chakra, è uno spazio vuoto circondato da mille canali (nadi).
Quando la luce  penetra nell’area  limbica, queste  nadi  ricevono l’illuminazione e si  possono vedere sotto forma di  fiammelle, belle fiamme dai  sette  colori, l’ultima fiamma si  integra a  sua  volta,  è chiara come il giorno, poi anche queste sette luci diventano chiare come il giorno (vedasi la rifrazione della luce bianca nei sette colori dell’arcobaleno).

Eccovi descritto il Sahasrara dai mille petali, se effettuate un taglio orizzontale, noterete che i nervi si irradiano attorno alla zona libica e che assomigliano a dei petali. Se effettuate un taglio verticale noterete una quantità di nervi riuniti in fasci. Quando si illumina il Sahasrara chakra perciò, appare come un fascio di fiamme.
Poiché il Sahasrara è concavo il chakra della zona della fontanella corrisponde a quello del cuore….
L’intero Sahasrara ruota, tutti i chakra spostano la loro luce (in senso orario) attorno all’asse costituito dal chakra del cuore.

(Shri Mataji Nirmala Devi)

Gandhi su Gesù e le religioni

Ricordo che un verso del Gujarati, che da bambino avevo studiato a scuola, rimaneva fisso nella mia mente. In sostanza, esso affermava questo:
Se qualcuno ti dà da bere dell’acqua e tu gli restituisci altrettanto, non è niente. La vera grandezza consiste nel rendere bene per male”.
Nella mia fanciullezza, questo verso ebbe una forte influenza su di me ed io cercai di metterlo in pratica. Poi venne il Discorso della montagna. Ovviamente, conoscevo abbastanza bene la Bhagavad Gita in sanscrito, ma non avevo studiato a fondo il suo insegnamento proprio su quel particolare punto. Fu il Nuovo Testamento a farmi realmente capire la giustezza ed il valore della resistenza passiva.
Quando lessi nel Discorso della montagna passi come questi: “Non resistere al malvagio, ma a chi ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, porgi anche l’altra” e, “Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli”, fui semplicemente invaso da una grandissima gioia. Trovavo conferma alla mia opinione, proprio là dove meno me l’aspettavo. La Bhagavad Gita venne a rinforzare questa mia impressione, ed “Il Regno di Dio è dentro di voi” di L.Tolstoy, diede forma precisa a questa idea. Le idee che stanno alla base dell’inno del Guyjarati e del Discorso della montagna avrebbero rivoluzionato tutta la mia vita.

(…)

Devo aggiungere che non mi limitai allo studio della Bibbia, dei suoi commenti e di altri libri sul cristianesimo, fornitimi dai miei amici. Mi dissi che se dovevo trovare soddisfazione attraverso il ragionamento, dovevo studiare anche le scritture di altre religioni e così poter fare la mia scelta. Mi rivolsi al Corano. Cercai anche di capire qualcosa del giudaismo come religione distinta dal cristianesimo, studiai anche la religione di Zoroastro. Giunsi così alla conclusione che tutte le religioni sono giuste, ma che ognuna di esse è imperfetta . Imperfetta naturalmente e necessariamente, perché è interpretata con il nostro povero intelletto, a volte con i nostri poveri cuori ed il più delle volte è interpretata male.
In tutte le religioni scoprii, con dolore, che esistevano interpretazioni diverse ed anche contraddittorie di certi testi e mi dissi: “No, queste cose non fanno per me, se voglio la soddisfazione dello spirito, devo tentare la mia via, devo aspettare Dio in silenzio e chiedergli di guidarmi.” C’è un bel verso in sanscrito che dice: “Dio aiuta solo quando un uomo si sente completamente impotente ed umile.