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Il Sole24Ore: Sahaja Yoga aiuta le aziende

Il giornale nazionale Sole24Ore ha pubblicato un interessante articolo riguardo Sahaja Yoga e le aziende. È il riassunto di una ricerca scientifica portata avanti dall’Università Bocconi e dalla Fondazione Cariplo sull’effetto della meditazione, specialmente la vera meditazione di Sahaja Yoga, sul cervello, la psiche e il comportamento dei manager aziendali.

Un estratto: “Nell’esperimento, 16 ore di meditazione profonda (Sahaja Yoga) in un mese sono riuscite a stravolgere il modo in cui i partecipanti hanno preso le decisioni, il modo in cui hanno risposto alle domande e addirittura il profilo caratteriale dal punto di vista emotivo.”

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Un programma di Sahaja Yoga

Un programma di Sahaja Yoga

Lo Swadhistan Chakra – II parte

Lo Swadisthan sinistro  riveste un ruolo molto importante nel nostro organismo fisico e psichico, diciamo infatti che è la porta di ingresso di ciò che ci può attaccare dall’esterno. Si tratta di un chakra molto sensibile, se nel nostro organismo entra qualcosa che ci fa star male e deleteria per la nostra evoluzione e per la nostra buona salute, immediatamente una persona che medita con Sahaja Yoga percepirà un ‘catch’ ( o blocco) allo Swadisthan sinistro (come una pesantezza o un pizzicore sul dito in questione, il pollice).

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Meditazione sul lato destro

Guardare

Guardare la terra e i fiori sono anche per il canale destro un "trattamento" utile per scaricare i pensieri e le preoccupazioni

Per bilanciare il nostro canale destro: si può integrare in una normale meditazione. E’ ancora meglio integrare gli elementi che incontriamo pian piano in una meditazione completa, o ispirata dal momento.

Chiudiamo gli occhi e facciamo qualche profondo respiro.

Per caricare il nostro lato sinistro, è sufficiente muovere la mano lungo il canale (senza toccare il corpo, provate a sentire qualche sensazione sulla mano mentre fate questo movimento), dal basso intestino alla tempia destra.

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Il discorso della settimana. Lo Swadhistan e gli organi

Delhi 1981 – Lo Swadisthan e la milza

Lo Swadisthan, a livello fisico, presiede alle funzioni tra gli altri della milza, che è un organo molto importante che tendiamo a trascurare al giorno d’oggi. Dobbiamo ben afferrare qual è la funzione della milza. La milza è un controllore di velocità, essa regola la velocità al nostro interno, avrete notato come, in questo tempi moderni, la gente parla così in fretta che difficilmente si riesce a comprenderla, si cammina così in fretta che se qualcuno deve recarsi ad una stazione può ritrovarsi per sbaglio in un’altra stazione. La gente ha l’impressione di avere così poco tempo a sua disposizione che è impossibile connetterla alla realtà.

E’ dunque importante mantenere un ritmo normale e non saturare l’attenzione. Leggere perciò i giornali o guardare la televisione al mattino non è una buona cosa, perché per lo più si tratta di notizie negative o sensazionali. Tutte le situazioni di panico, di smarrimento o sensazionali si presentano come casi d’urgenza nel corso dei quali la milza produce globuli bianchi in modo eccessivo. Spinta all’estremo, la milza perde il controllo sul suo funzionamento e scatena il cancro del sangue (una delle forme di leucemia).

Delhi 1981 – Lo Swadisthan e ed il fegato

Il chakra dello Swadisthan è un centro molto importante che ruota intorno al Nabhi, il suo lavoro principale consiste nel convertire le cellule di grasso nello stomaco al fine di utilizzarle per il cervello.
Quando si pensa, si consumano cellule del cervello che devono poi essere sostituite. Questa sostituzione avviene grazie allo Swadisthan chakra, ritengo che il mondo medico non conosca le funzioni dello Swadisthan perché altrimenti un gran numero di malattie potrebbero essere guarite.

Quando dunque pensate e fate molti progetti, il lavoro dello Swadisthan aumenta a tal punto che incomincia a trascurare le altre funzioni che gli sono devolute, fra queste si deve occupare del fegato, un organo estremamente importante dentro di noi, grazie al fegato il nostro sistema si può disintossicare.

Ogni specie di veleno è neutralizzata dal fegato e quando ciò avviene, questi veleni vengono liberati sotto forma di calore. Se avete molti veleni, il corpo sviluppa una temperatura elevata che espelle attraverso la pelle. E’ un modo naturale del fegato di espellere tutti i veleni del corpo. Ciò non è possibile peraltro, quando il fegato è ammalato: i veleni del corpo non possono essere neutralizzati ed espulsi sotto forma di calore nel sangue. Il corpo non riesce a sviluppare temperature elevate, la cirrosi epatica ed il cancro adottano lo stesso principio.

Quando si è colpiti dal cancro, il corpo non riesce a sviluppare una temperatura elevata perché il calore del corpo non può essere eliminato, perciò il cancro non può essere guarito in chi ha un pessimo fegato, questa è la ragione per cui il cancro del fegato viene scoperto solo quando è ad uno stadio avanzato.

(Shri Mataji Nirmala Devi)

Lo Swadisthan sinistro, ad esempio, riveste un ruolo molto importante nel nostro organismo fisico e psichico, diciamo infatti che è la porta di ingresso delle negatività. Si tratta di un chakra molto sensibile, se nel nostro organismo penetra un’entità deleteria per la nostra evoluzione e per la nostra buona salute, immediatamente un Sahaja Yogi percepirà in meditazione un ‘catch’ ( o blocco) allo Swadisthan sinistro. La cosa più interessante è che questo è vero sia sul lato fisico sia su quello psichico, cioè mentale od emotivo, se un virus entra nell’organismo ed inizia la sua azione patogena, questo attacco verrà registrato nello Swadisthan sinistro. A livello sottile se noi riteniamo nel nostro essere delle idee o delle emozioni che sono dannose per la nostra evoluzione e per il nostro benessere, anche in quel caso il nostro Swadisthan sinistro ci manderà dei segnali di allarme.
Non a caso l’esperienza ci  dimostrerà che le persone dedite a pratiche come la parapsicologia, lo spiritismo, l’esoterismo sono quelle nelle quali maggiormente è presente il blocco allo Swadisthan sinistro. Le qualità della conoscenza, della creatività e dell’amorevolezza sono inscindibili in una persona il cui Swadisthan chakra funziona correttamente. La conoscenza senza amore è arida ed inutile, e l’amore senza conoscenza è sentimentale e cieco; la creatività senza conoscenza e senza amore è solo un’iperattività vulcanica che porta alla collera ed alla sopraffazione degli altri.
I difetti che si manifestano nella personalità quando lo Swadisthan è in cattive condizioni sono quindi la collera, la violenza, l’iperattività fisica o mentale, il coinvolgimento nell’azione.
Dal lato sinistro bloccato possono manifestarsi artificiosità nel comportamento, tendenza alla depressione o agli sbalzi di umore, influenzabilità. Fisicamente dallo Swadisthan sinistro vengono tutte le malattie, mentre dal chakra considerato nel suo insieme possono derivare cirrosi, epatite, problemi all’utero o alle ovaie, problemi intestinali, leucemia, problemi renali.

Il Vishuddi chakra – III parte

Il Vishuddhi sinistro


Il Vishuddhi sinistro è quell’aspetto in cui si raccolgono i problemi emotivi del lato sinistro, legati ai rapporti sociali ed al nostro rapporto con il mondo in generale.Una persona con un blocco al Vishuddhi sinistro tenderà a lasciarsi dominare dagli altri e a non aver rispetto di se stessa, di conseguenza si lascia andare, si autocommisera in continuazione e non si ha cura della propria persona anche dal punto di vista meramente fisico.

Nel modo di parlare difficilmente sarà schietta e sincera, mentre avrà la tendenza a mentire e a nascondere i suoi veri sentimenti. Se parliamo male di qualcuno in sua assenza, se siamo dediti al pettegolezzo, se cerchiamo di ferire gli altri con l’ironia, dobbiamo sapere che questi atteggiamenti minano la salute del Vishuddhi sinistro.

C’è poi il problema dei sensi di colpa, l’attitudine a sentirsi colpevoli ad ogni più piccolo pretesto, o a rifugiarsi nei sensi di colpa per diciamo, mettere a posto la coscienza, si è sviluppata oltremisura specialmente in Occidente, a causa di un infelice tradizione cattolica che ha recitato per secoli “mea culpa mea culpa” distorcendo l’originario messaggio del pentimento cristiano.

Shri Mataji ebbe occasione di dire una volta che il Cristo non disse mai che bisogna sentirsi colpevoli, ma esortò a pentirsi, che significa rendersi conto degli errori commessi ed essere risoluti ed evitarli d’ora in avanti. I sensi di colpa hanno un effetto deleterio, attraverso il Vishuddhi, su tutto il nostro essere interiore e ci rendono deboli, lamentosi, favoriscono l’insorgere di malattie come l’angina, l’artrosi cervicale e ci impediscono di esprimere pienamente le qualità positive che possediamo. I sensi di colpa inoltre alimentano un atteggiamento ipocrita perché, costituiscono una scappatoia per evitare di affrontare i propri difetti.

Il Vishuddhi destro

Nel suo aspetto di lato destro, esprime le qualità regali del Vishuddhi, la magnanimità, l’essere di larghe vedute, la capacità di vedere gli aspetti della vita come una più grande totalità. Dal punto di vista del linguaggio questa magnanimità si esprime con la dolcezza nel modo di parlare e col rispetto degli altri, della loro personalità e delle loro idee. Mentre il Vishuddhi sinistro esprime la qualità del rispetto di se stessi, il destro ci da il rispetto degli altri.

I difetti di questo centro sono alquanto plateali perché si manifestano nella vita sociale. Il blocco a questo centro ci rende arroganti, egocentrici, ci da la tendenza a dominare gli altri, a soffocare la loro personalità per poter emergere, si parlerà spesso a voce alta e si pretenderà di avere sempre l’ultima parola; può anche accadere che questo tipo di carattere non si esprima apertamente all’esterno, ma ciò che accade è dentro di noi, nei pensieri e nei sentimenti ci si sente pieni di astio e di aggressività verso gli altri.

Un modo di parlare sarcastico, sempre pronto allo scherzo pesante o materiale è pure indice di un blocco al Vishuddhi destro. Le persone che svolgono un lavoro in cui devono usare molto la voce, o che rivestono un ruolo di comando, avranno la tendenza a sviluppare un problema in questo chakra.

Il principio dominante di questo chakra è l’integrazione col Tutto, con la collettività, la sensazione di far parte dell’insieme. E’ anche il potere dell’eloquenza, è per così dire l’altoparlante del cuore, se è utilizzato per altri scopi, nuocere al prossimo per esempio, significa che pervertiamo il potere che ci è stato conferito

L’attenzione

In questa canzone, il santo Namdev usa il simbolismo per enfatizzare il bisogno per l’attenzione verso il Divino nella vita quotidiana. Una variante di questo poema è stata citata in diversi discorsi da Shri Mataji

Il nome Rama è entrato nel mio cuore,
e vi ha messo dentro una bilancia d’oro.

Un uomo fa un aquilone e lo lancia nel cielo.
E anche se continua a parlare agli amici,
la sua mente è sulla corda.

La principessa perfetta ha un’anfora piena d’acqua in equlibrio sulla testa.
Ridendo e scherzando batte le sue mani.
[Ma] la sua mente è sulla brocca.

C’è una casa con dieci porte [il sistema sottile]
da cui le mucche [i cinque sensi] vanno a pascolare.
Vagando, una mucca pascola per dieci miglia, [ma] la sua mente è sul vitellino.

Il bambino giace nella culla e la madre lavora nella sua stanza.
[Ma] la sua mente è sul bambino.

Ascoltami, Trilochan*,
disse Namdev.

*Trilochan era un contemporaneo di Namdev, originariamente del distretto di Sholapur, quel che è ora il Maharashtra. Poco è conosciuto di lui.

Il discorso della settimana. Il lato destro (I)

Il lato destro, Pingala Nadi; è una energia che dà energia, la quale ci permette di agire; è formato dai cinque elementi che hanno dato origine al nostro essere fisico e mentale. Per questo ci aiuta a risolvere tutti i problemi fisici e mentali, a compiere la nostra attività mentale a svilup­pare la crescita fisica ed intellettuale.

Il lato destro è detto anche Surja nadi (canale solare): la nadi attraverso la quale gli esseri umani preservano il loro prana. Vi dà quindi il pra­na-shakti, cioè l’energia della forza vitale dentro di voi, che oggi manca.

A questa mancanza si aggiunge quella del vostro cuore. Per lo meno un uomo che ha esaurito il proprio prana-shakti, ma che ha cuore, potrà utilizzare in maniera reale quel potere che si sta accumulando nel suo cervello ed esaurirlo, come se liberasse tutto il suo cervello; se vi è cuore in lui.

Con l’amore possiamo fare ogni tipo di azione creativa. Infatti la base di tutta la creatività è l’amore. Se non c’è amore non c’è creatività.
Questo è vero in un senso ancora più profondo:
osservate come le persone responsabili delle scoperte scientifiche non le abbiano realizzate tanto per sé, quanto per amore verso il genere umano.
Nessuno ha mai prodotto qualcosa per sé: Se gli scienziati fanno qualcosa spinti da motivazioni personali, quello che hanno fatto  deve diventare di uso universale, altrimenti non avrebbe significato.
Le cose che non vengono usate per l’amore, cessano di esistere.

Tutti i grandi dipinti del mondo posseggono vibrazioni. Tutte le grandi opere d’arte del mondo hanno delle vibrazioni. Solamente quelli dotati di vibrazioni sono stati mantenuti dal tempo; tutte le altre cose sono invece state distrutte.
Oscurità dello spirito, oscurità della propria conoscenza  e  oscurità dell’amore: queste tre cose hanno preso il sopravvento proprio nei luoghi dove si dovrebbe amare la luce.

Luce non significa affatto quello che vedete con i vostri semplici occhi. Si tratta della luce interiore ….. la luce dell’amore. Ed è così dolce, così piacevole, così meravigliosa, così affascinante e così ricca, che finché non sentirete questa luce in voi stessi, questa luce fatta di amore puro, castità, amicizia e comprensione pura, finché non svilupperete questo genere di luce interiore, non potrete essere purificati completamente.

(Shri Mataji Nirmala Devi)

Il lato destro, Pingala Nadi; è una energia che dà energia, la quale ci permette di agire; è formato dai cinque elementi che hanno dato origine al nostro essere fisico e mentale. Per questo ci aiuta a risolvere tutti i problemi fisici e mentali, a compiere la nostra attività mentale a svilup­pare la crescita fisica ed intellettuale.