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Serata nº7 – Ritorniamo allo Swadhistan

Conosciamo meglio la nostra creatività e conoscenza approfondendo lo Swadhistan chakra, il plesso energetico che controlla, inoltre, la nostra attenzione.

Le qualità base le abbiamo già viste nel corso precedente. Mercoledì 25 Febbraio conosceremo i principi preposti a controllare il chakra e i suoi mantra.

Uno dei grandi artisti che ha saputo sviluppare il concetto di conoscenza, sulla spinta degli artisti (molti dei quali realizzati) Rinascimentali, fu William Blake. Qui sotto un dipinto dell’artista inglese, vissuto a cavallo tra il 18º e 19º secolo, chiamato “La scala di Giacobbe”.

Il patriarca sogna di una scala che porta al paradiso (concetto ripreso e modificato poi anche come Stairway to Heaven dai Led Zeppelin più avanti). A parte il significato biblico, è interessante notare come la scala abbia un movimento a spirale, non diritto, e siano raffigurate praticamente tre spirali e mezzo. Non ricorda in qualche modo la Kundalini?

Il significato più profondo di Blake, aggiunto in altre opere sue, era che il Paradiso è dentro di noi, e si può raggiungere attraverso l’energia a spirale avvolta in noi stessi. La Kundalini.

Connettetevi con noi mercoledì 25 Febbraio, sempre alle 21!

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La scala di Giacobbe, di William Blake

La scala di Giacobbe, di William Blake

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Aprite il cuore

Questo il secondo estratto ascoltato durante la puntata di questa settimana di Fermati a Meditare.

1985 Weggis, Svizzera

…un desiderio totale di amore. Questo desiderio è molto diverso da ogni altro tipo di amore umano che abbiamo conosciuto. Negli altri tipi di amore umano, quando intrecciamo relazioni con gli altri, nutriamo delle aspettative, ed è per questo che sono molto deludenti.

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La meditazione della settimana – lo Swadhistan

Per iniziare la meditazione, sedersi a terra a gambe incrociate oppure su una sedia con i la pianta dei piedi ben salda a terra, senza scarpe o ciabatte. Portare le mani sulle gambe con i palmi rivolti verso l’alto per ricevere le vibrazioni. Chiudere gli occhi e fare qualche profondo respiro, cercando di rallentarlo facendo qualche secondo di pausa tra inspirazione ed espirazione. Sentire le proprie sensazioni sulle mani, dei pizzicori, delle pesantezze, del calore oppure del fresco.

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Lo Swadhistan chakra

Lo Swadhistan si trova sui nostri pollici

Di colore giallo, di forma esagonale, con sei petali (sei qualità principali), il chakra dello Swadisthan, simile ad un anello intorno al Nabhi chakra, procura l’energia che consente all’essere umano di mettere in azione la propria creatività e gli fornisce la conoscenza spirituale.

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Il discorso della settimana. Lo Swadhistan e gli organi

Delhi 1981 – Lo Swadisthan e la milza

Lo Swadisthan, a livello fisico, presiede alle funzioni tra gli altri della milza, che è un organo molto importante che tendiamo a trascurare al giorno d’oggi. Dobbiamo ben afferrare qual è la funzione della milza. La milza è un controllore di velocità, essa regola la velocità al nostro interno, avrete notato come, in questo tempi moderni, la gente parla così in fretta che difficilmente si riesce a comprenderla, si cammina così in fretta che se qualcuno deve recarsi ad una stazione può ritrovarsi per sbaglio in un’altra stazione. La gente ha l’impressione di avere così poco tempo a sua disposizione che è impossibile connetterla alla realtà.

E’ dunque importante mantenere un ritmo normale e non saturare l’attenzione. Leggere perciò i giornali o guardare la televisione al mattino non è una buona cosa, perché per lo più si tratta di notizie negative o sensazionali. Tutte le situazioni di panico, di smarrimento o sensazionali si presentano come casi d’urgenza nel corso dei quali la milza produce globuli bianchi in modo eccessivo. Spinta all’estremo, la milza perde il controllo sul suo funzionamento e scatena il cancro del sangue (una delle forme di leucemia).

Delhi 1981 – Lo Swadisthan e ed il fegato

Il chakra dello Swadisthan è un centro molto importante che ruota intorno al Nabhi, il suo lavoro principale consiste nel convertire le cellule di grasso nello stomaco al fine di utilizzarle per il cervello.
Quando si pensa, si consumano cellule del cervello che devono poi essere sostituite. Questa sostituzione avviene grazie allo Swadisthan chakra, ritengo che il mondo medico non conosca le funzioni dello Swadisthan perché altrimenti un gran numero di malattie potrebbero essere guarite.

Quando dunque pensate e fate molti progetti, il lavoro dello Swadisthan aumenta a tal punto che incomincia a trascurare le altre funzioni che gli sono devolute, fra queste si deve occupare del fegato, un organo estremamente importante dentro di noi, grazie al fegato il nostro sistema si può disintossicare.

Ogni specie di veleno è neutralizzata dal fegato e quando ciò avviene, questi veleni vengono liberati sotto forma di calore. Se avete molti veleni, il corpo sviluppa una temperatura elevata che espelle attraverso la pelle. E’ un modo naturale del fegato di espellere tutti i veleni del corpo. Ciò non è possibile peraltro, quando il fegato è ammalato: i veleni del corpo non possono essere neutralizzati ed espulsi sotto forma di calore nel sangue. Il corpo non riesce a sviluppare temperature elevate, la cirrosi epatica ed il cancro adottano lo stesso principio.

Quando si è colpiti dal cancro, il corpo non riesce a sviluppare una temperatura elevata perché il calore del corpo non può essere eliminato, perciò il cancro non può essere guarito in chi ha un pessimo fegato, questa è la ragione per cui il cancro del fegato viene scoperto solo quando è ad uno stadio avanzato.

(Shri Mataji Nirmala Devi)

Lo Swadisthan sinistro, ad esempio, riveste un ruolo molto importante nel nostro organismo fisico e psichico, diciamo infatti che è la porta di ingresso delle negatività. Si tratta di un chakra molto sensibile, se nel nostro organismo penetra un’entità deleteria per la nostra evoluzione e per la nostra buona salute, immediatamente un Sahaja Yogi percepirà in meditazione un ‘catch’ ( o blocco) allo Swadisthan sinistro. La cosa più interessante è che questo è vero sia sul lato fisico sia su quello psichico, cioè mentale od emotivo, se un virus entra nell’organismo ed inizia la sua azione patogena, questo attacco verrà registrato nello Swadisthan sinistro. A livello sottile se noi riteniamo nel nostro essere delle idee o delle emozioni che sono dannose per la nostra evoluzione e per il nostro benessere, anche in quel caso il nostro Swadisthan sinistro ci manderà dei segnali di allarme.
Non a caso l’esperienza ci  dimostrerà che le persone dedite a pratiche come la parapsicologia, lo spiritismo, l’esoterismo sono quelle nelle quali maggiormente è presente il blocco allo Swadisthan sinistro. Le qualità della conoscenza, della creatività e dell’amorevolezza sono inscindibili in una persona il cui Swadisthan chakra funziona correttamente. La conoscenza senza amore è arida ed inutile, e l’amore senza conoscenza è sentimentale e cieco; la creatività senza conoscenza e senza amore è solo un’iperattività vulcanica che porta alla collera ed alla sopraffazione degli altri.
I difetti che si manifestano nella personalità quando lo Swadisthan è in cattive condizioni sono quindi la collera, la violenza, l’iperattività fisica o mentale, il coinvolgimento nell’azione.
Dal lato sinistro bloccato possono manifestarsi artificiosità nel comportamento, tendenza alla depressione o agli sbalzi di umore, influenzabilità. Fisicamente dallo Swadisthan sinistro vengono tutte le malattie, mentre dal chakra considerato nel suo insieme possono derivare cirrosi, epatite, problemi all’utero o alle ovaie, problemi intestinali, leucemia, problemi renali.

L’attenzione

In questa canzone, il santo Namdev usa il simbolismo per enfatizzare il bisogno per l’attenzione verso il Divino nella vita quotidiana. Una variante di questo poema è stata citata in diversi discorsi da Shri Mataji

Il nome Rama è entrato nel mio cuore,
e vi ha messo dentro una bilancia d’oro.

Un uomo fa un aquilone e lo lancia nel cielo.
E anche se continua a parlare agli amici,
la sua mente è sulla corda.

La principessa perfetta ha un’anfora piena d’acqua in equlibrio sulla testa.
Ridendo e scherzando batte le sue mani.
[Ma] la sua mente è sulla brocca.

C’è una casa con dieci porte [il sistema sottile]
da cui le mucche [i cinque sensi] vanno a pascolare.
Vagando, una mucca pascola per dieci miglia, [ma] la sua mente è sul vitellino.

Il bambino giace nella culla e la madre lavora nella sua stanza.
[Ma] la sua mente è sul bambino.

Ascoltami, Trilochan*,
disse Namdev.

*Trilochan era un contemporaneo di Namdev, originariamente del distretto di Sholapur, quel che è ora il Maharashtra. Poco è conosciuto di lui.