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Terzultima puntata: l’Agnya chakra

Vi aspettiamo stasera per il terzultimo incontro del corso introduttivo di Sahaja Yoga, in cui parleremo del sesto chakra, l’Agnya, che controlla i nostri pensieri – o da cui e’ controllato.
Come migliorarlo, di cosa si tratta, e cosa possiamo fare per restare piu’ a lungo senza pensieri?
A stasera alle 21!

Buddha

Buddha, uno di coloro che hanno ottenuto le Realizzazione nel passato

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Arrendo tutto

Questa canzone che pubblico qua sotto è un mantra che si usa spesso in Sahaja Yoga, in quanto insegnato da Shri Mataji Nirmala Devi, negli anni ’80, ed è molto utile per il nostro Agnya chakra, specialmente la parte destra (che ricordiamo si trova nell’emisfero sinistro della testa), corrispondente all’Ego. Questi mantra sono stati insegnati direttamente da Buddha (per questo agiscono proprio sull’Agnya destro, dov’Egli è la Deità preposta). Sono quindi molto conosciuti nel Buddhismo, dove possono essere recitati in maniera meccanica e poco utile, ma è necessario capirne il vero significato sottile.

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L’Agnya chakra (II)

Localizzazione

L’Agnya chakra è localizzato al centro del cervello, al punto di incrocio dei nervi ottici (tra le ghiandole pineale e pituitaria), in quell’area detta ipotalamo. L’Agnya destro invece chiamato anche ego, si trova sulla tempia sinistra, mentre l’Agnya sinistro chiamato anche superego, si trova sulla tempia destra. Si tratta della parte terminale dei due canali sinistro e destro che incrociano proprio all’altezza dell’Agnya chakra e perciò tutto quello che è legato al canale sinistro, ricordi, condizionamenti, passato, si accumula nel superego, nell’emisfero destro del cervello. Altrettanto dicasi per il lato destro, se lavoriamo o pensiamo troppo, quando programmiamo incessantemente, quando ci adiriamo, non facciamo altro che sovraccaricare l’ego, nell’emisfero sinistro del cervello.

Le parti che corrispondono a questo chakra sono le dita anulari.

Cause di blocco

L’Agnya centrale si blocca quando non riusciamo a perdonare. La Kundalini non riesce a passare attraverso questo centro per raggiungere il Sahsrara. Spesso il mal di testa è causato da una tensione simile, per cui la pressione sanguigna aumenta per mancanza di rilassamento di questo centro. Il perdono quindi non solo ci è utile mentalmente, ma anche fisicamente. Chi pratica regolarmente Sahaja Yoga, è molto raro che soffra di mal di testa. Altro che medicine!

L’Agnya destro (tempia sinistra) si blocca quando cominciamo a proiettarci verso il futuro, oppure con le nostre preoccupazioni o individualismo. Pensare di essere  i migliori o di aver sempre ragione, la mancanza d’umiltà, fa gonfiare il nostro ego. Il passo successivo si mostra quando diventiamo sempre più aggressivi, e avremo sempre più pensieri.

L’Agnya sinistro (tempia destra) si blocca quando rivolgiamo pensieri cupi, o facciamo del male, verso noi stessi. Quando pensiamo al passato, emozionandoci nel bene e nel male, pensiamo a qualcosa che non esiste più, e ci aggrappiamo ad esso a causa delle nostre paure, insicurezze, abitudini o condizionamenti. Inoltre, questo aspetto del chakra si blocca quando diventiamo avidi o lussuriosi: gli occhi sono una delle parti più delicate del nostro organismo, e con questi difetti si deteriorano rapidamente.

E’ bene considerare che questi “difetti“, che sono più che umani, si possono debellare con la meditazione, tramite la nostra Kundalini. Tutti questi effetti di auto-convincimento, auto-stima e così via non sono altro che sforzi mentali che servono solo a coprire certe idee, ma le lasciano sempre lì a logorare la nostra mente.

Localizzazione

L’Agnya chakra è localizzato al centro del cervello, al punto di incrocio dei nervi ottici (tra le ghiandole pineale e pituitaria), in quell’area detta ipotalamo. L’Agnya destro invece chiamato anche ego, si trova sulla tempia sinistra, mentre l’Agnya sinistro chiamato anche superego, si trova sulla tempia destra. Si tratta della parte terminale dei due canali sinistro e destro che incrociano proprio all’altezza dell’Agnya chakra e perciò tutto quello che è legato al canale sinistro, ricordi, condizionamenti, passato, si accumula nel superego, nell’emisfero destro del cervello. Altrettanto dicasi per il lato destro, se lavoriamo o pensiamo troppo, quando programmiamo incessantemente, quando ci adiriamo, non facciamo altro che sovraccaricare l’ego, nell’emisfero sinistro del cervello.

L’Agnya chakra – la meditazione

Cominciamo una meditazione normale.

Scarichiamo i canali con entrambe le mani a terra. Successivamente scarichiamo le negatività del canale sinistro e del canale destro con i metodi già visti.

Meditiamo un po’ sul nostro Mooladhara Chakra, come si può anche leggere sulla meditazione del canale sinistro. Possiamo chiedere di stabilizzare la nostra innocenza, purezza e saggezza.

Passiamo in seguito allo Swadhistan, poi al Nabhi,  al Cuore, e al Vishuddi.

Per pulirel’Agnya chakra, portiamo la mano destra sulla nostra fronte, e affermiamo, senza pensare a niente e nessuno in particolare: Io perdono tutto  e tutti, perdono anche me stesso

Se vengono dei pensieri, perdoniamo anche essi, e lasciamoli andare, non tratteniamoli. Possiamo chiedere anche: Madre Kundalini, perfavore, assorbi tutto il mio ego e il mio superego“.

Portiamo poi la mano destra dietro la testa, quasi sulla nuca, dove risiede il back Angya (l’Agnya di dietro). Chiediamo: Madre Kundalini, se ho commesso degli errori coscientemente o inconsciamente, perfavore perdonami.Non sentiamoci in colpa per questi errori, perché fanno parte dell’evoluzione personale. Non c’è un vero peccato nel “peccato”, ma solo un errore a cui si può rimediare, senza starci a pensare di continuo.

Portiamo infine la mano destra sull’osso della fontanella, e chiediamo alla nostra Kundalini, semplicemente, di stabilizzare la nostra Realizzazione del Sé, e di donarci lo stato di unione con il Tutto.

L’Agnya chakra

Localizzato all’incrocio dei canali sottili di destra e di sinistra, al centro della testa. L’Agnya chakra, conosciuto anche come terzo occhio, è la porta del Regno dei Cieli.
Le due ante di questa porta sono costituite dagli emisferi dell’ego e del superego. Il primo, nella tempia sinistra, si forma come risultato dell’attività del canale destro, e rappresenta quella parte della nostra mente che si proietta all’esterno, nel futuro, la parte volitiva che da vita alle nostre ambizioni.

Il secondo, il superego cioè che risiede nella tempia destra, si forma come risultato dell’attività del canale sinistro e rappresenta quella parte della nostra mente che raccoglie in se le esperienze passate, le abitudini, i dolori, le frustrazioni. In un senso molto lato si può dire che il superego corrisponde a quella che è stata chiamata la “psiche” dell’essere umano.

La porta dell’Agnya è il più delle volte, sprangata nell’essere non realizzato, poiché l’incessante attività mentale fa gonfiare l’ego ed il superego, precludendo ogni possibilità di Realizzazione.
L’intervento delle vibrazioni che fa alzare la Kundalini, permette a quest’ultima di risucchiare indietro i due emisferi e di aprirsi la strada verso il Sahasrara. E’ allora che l’Agnya si apre manifestando le sue potenzialità. Una persona con l’Agnya illuminato possiede una capacità di perdono illimitata ed un’attitudine profondamente compassionevole nei confronti di tutti gli esseri, è dotata di una saggezza profonda e di rara limpidezza di pensiero.

La persona con l’Agnya illuminato è una persona redenta, risorta, è qualcuno che è libero dalle catene del passato e dalle proiezioni del futuro. La qualità dell’umiltà è ciò che rende questa persona splendente, una umiltà che naturalmente viene dall’innocenza e dalla connessione col Divino e non dai sensi di colpa o dall’ipocrisia.