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L’apertura del Sahsrara, 5 Maggio 1970

Nel libro “Le mie memorie” Babamama, fratello di Shri Mataji Nirmala Devi, ripercorre la vita accanto a lei e del suo rapporto particolare con la scoperta di Sahaja Yoga.  Oltre ai fatti di cui parliamo questa settimana in trasmissione, riporto degli estratti in modo che possiate cogliere una traccia della vita.

(…continua)

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Il discorso della settimana – Il Sahsrara

L’attenzione illuminata ed il cervello illuminato fanno tutt’uno….quando tutto è integrato nello Spirito, allora tutto ciò che dite è vero…è così che il cervello opera nelle tre dimensioni: prima arriva alla Verità tramite la logica…poi sapete con certezza, allora si instaura in voi una nuova dimensione.

Shri Mataji in una foto in cui si vede il suo Sahasrara illuminato

Inzialmente si  cerca di controllare i nemici interiori che sono  l’avidità, l’ira, l’orgoglio, la vanità, l’attaccamento e la lussuria.
Tutte queste limitazioni dell’attenzione scompaiono, diventate una persona libera, piena di saggezza, l’attenzione stessa diventa dharmica, diventate Satguni, ossia persone rette non perché forzate ma spontanee, diventate spontaneamente virtuosi.

Raggiungete quindi quello stato che si può descrivere solo usando il prefisso “a” ossia “senza”, un essere simile non ha pensieri, non pensa, è senza avidità, senza lussuria. Una tale persona raggiunge l’assenza totale di negatività, di aggressività, una persona simile è un essere eterno, nessuno può ucciderla, ne farle male, ne ferirla, non è influenzata ne dalla collera ne dal rispetto, non è scalfita dagli insulti, ne dall’assenza di insulti. Non si lascia lusingare dalle preghiere perché è sprovvista della capacità di godere dell’ego.

Voi sviluppate Nirananda quando siete completamente identificati con lo Spirito. In Nirananda non esistono dualità, siete totalmente integrati, non esistono ostacoli alla Gioia, essa è completa: non c’è felicità o tristezza, ma solo Gioia, la Gioia non consiste nel ridere e sorridere continuamente, no, è silenzio, la quiete del sé, la pace dell’essere, lo spirito che si manifesta nella consapevolezza vibratoria, e quando si raggiunge questa pace, ci si sente come la luce del sole, come l’intero chiarore di questa bellezza.
Il punto che dobbiamo stabilire in noi è Nirananda.

La Consapevolezza

La  consapevolezza – che è più della semplice attenzione – è tutto…La persona consapevole in modo profondo vede l’indivisibilità dell’esistenza, la ricca complessità e la connessione con tutto il creato. Da tale consapevolezza si sviluppa un rispetto profondo per il valore assoluto per tutte le cose, di ogni cosa animata e inanimata.

Philip Kapleau, Awakening to Zen

L’uomo è un essere consapevole. Ma consapevole di che cosa? Cartesio disse: “Io penso, dunque sono”. Allora l’uomo è consapevole di esistere. Questa è la base, il punto fermo su cui è stato costruito l’edificio della scienza, che da un lato ha fatto progredire l’umanità con passi da gigante ma dall’altro non ha saputo fornirle gli strumenti per superare le rivalità, l’odio, le sopraffazioni, i crimini, le guerre, e tutto il resto. Infatti, per merito della scienza –o per sua colpa?- l’uomo è diventato la misura di tutte le cose, il suo ego si è gonfiato a dismisura ed egli ne è divenuto schiavo. Egli tende ad ascoltare solo il proprio cervello, senza capire che, quando si tratta del suo “io”, la mente gli fa vedere una realtà soggettiva, dunque non obiettiva. Chi può dire di conoscere realmente il proprio sé? Sappiamo che esistiamo, ma sappiamo cosa siamo realmente? E se non sappiamo cosa siamo noi, come possiamo sapere cosa sono realmente gli altri?

La psicologia moderna, che attinge a Maslow, Adler, Jung, Frankl, Assaggioli e Rogers, per menzionarne solo alcuni dei più importanti, ha introdotto i concetti dell’inconscio collettivo, degli archetipi, dell’essere primordiale, dei vari stati di coscienza e della piena realizzazione delle potenzialità dell’uomo nelle “peak experiences”, cioè in quelle vette altissime, ma ahimè rare di consapevolezza dove l’uomo si sente realizzato. Oggi ci troviamo di fronte al risveglio collettivo di un bisogno interiore dell’uomo di superare le barriere create dal suo ego e dai suoi condizionamenti culturali e religiosi; condizionamenti legati all’epoca in cui viviamo, alle mode, alla scienza ed alle armi a doppio taglio che essa sforna in continuazione. (…)

La consapevolezza collettiva è come l'oceano: esso è uno, e formato da innumerevoli molecole d'acqua. Così noi siamo con le vibrazioni singole gocce di quest'oceano divino

La Realizzazione del Sé si manifesta come una brezza fresca che la persona risvegliata percepisce sul palmo delle mani e sulla sommità della testa. Le Sacre Scritture descrivono queste vibrazioni come il vento dello Spirito Santo, il Ruh dell’Islam, il Ruah degli ebrei, il Brahma Chaitanya degli indù.

Nello stesso tempo la persona risvegliata percepisce tutti i centri di energia del proprio corpo sottile sulle dita delle mani. Ecco perché Maometto disse: al tempo dell’ultimo giudizio “le vostre mani parleranno”. Mediante queste vibrazioni l’uomo riesce a percepire se stesso come realmente è. Ma non solo.

Le vibrazioni lo mettono in grado di “sapere” anche come è realmente qualsiasi altra persona e di percepirla come parte di se stesso. E’ sufficiente che egli metta la propria attenzione sull’altro, per percepire i suoi centri di energia ed i suoi problemi. In questo modo l’altro diventa parte di noi. E come potrebbe un dito della mano odiare un altro dito? Se una mano si fa male, l’altra corre in suo aiuto. Nello stesso modo una persona realizzata non può sentire altro che amore per il prossimo e cercare di aiutarlo tutte le volte che gli è possibile. Questa è la consapevolezza vibratoria.

La persona realizzata può anche correggere i problemi dei centri di energia sia del proprio corpo sottile sia di quello di altre persone. Ogni chakra è strettamente connesso con il sistema nervoso ed i vari organi del corpo. Se un chakra ha un problema, questo si ripercuote sugli organi che vi sono collegati e si manifesta come malattia. Perciò molte malattie, soprattutto quelle di tipo psicosomatico, che rispondono così male alle cure della medicina ufficiale dell’Occidente moderno, possono essere curate mediante la “pulizia” dei chakras. Rimuovendo i loro problemi il corpo sottile ritrova il suo equilibrio e l’organismo umano ritrova la salute.

Il Sahasrara chakra (II)

Quando il Sahasrara chakra si apre e la Kundalini raggiunge le ossa della fontanella, una specie di scintilla è lì pronta e non appena l’area della fontanella illumina il Brahmarandra (il punto da cui scaturisce la Kundalini), la grazia dello Spirito accende questo fuoco latente ed i canali si illuminano. Non tutte ma molte di esse, e non su tutta la loro lunghezza ma piuttosto sulla loro circonferenza.

L’intelletto separato dal cuore, si unisce a lui e all’attenzione: ormai ovunque si posi la vostra attenzione, voi agite in senso collettivo. Quale che sia l’attività dell’attenzione, essa riceve benedizioni, l’attenzione stessa diventa attiva, l’attenzione ha un’enorme importanza.
Il vostro desiderio è ancora più importante perché la Realizzazione fa di voi una persona così integrata che attenzione e desiderio sono un tutt’uno: desiderate tutto ciò che è proficuo per lo Spirito, l’attenzione è attratta da tutto ciò che emette un potere spirituale.

Cause di blocco

Per prima cosa occorre sgonfiare l’ego, perché finchè è gonfio comprime il Sahasrara chakra, occorre altresì ridurre il superego, anch’esso comprime il Sahasrara, quindi per mantenere in ottimo stato il Sahasrara dobbiamo modificare l’ordine delle nostre priorità, e ciò può richiedere parecchio tempo per taluni.

C’è un immenso spettro che non è ne passato ne futuro, ma è presente, questo spettro io lo chiamo materialismo, è un terribile demone che è penetrato …in tutti noi, è ridicolo, così indecente che non dovrebbe convenire ad alcun essere umano, neppure ad un cane andrebbe bene. Numerosi libri suggeriscono attività che vi portano contro Dio ed un Sahasrara illuminato non lo sopporta e si richiude su se stesso.

(Shri Mataji Nirmala Devi)

Le Kundalini durante una meditazione collettiva

Assicurarsi che si procede bene

Se sapete sorridere ai cosiddetti dispiaceri della vita, sappiate che siete sulla buona strada.
Se il vostro discernimento cresce, sappiate che il vostro progresso è buono.
Se aggrediti vi mantenete pacifici, l’ira sfuma, sappiate che il vostro progresso è corretto.

Se potete osservare una persona messa alla prova senza sentirvi coinvolti, sappiate che state progredendo .
Se i lacci della vita materiale non vi seducono più sappiate che progredite bene.

Quando rimarrete umili pur essendo riusciti in qualcosa, quando avrete poteri, quando irradierete l’innocenza, il discernimento, quando diventerete sempre più compassionevoli con una personalità sempre più umile, allora potrete credere d’essere nel cuore della vostra Madre Kundalini.

(Shri Mataji Nirmala Devi)

Assicurarsi che si procede bene

Se sapete sorridere ai cosiddetti dispiaceri della vita, sappiate che siete sulla buona strada.

Se il vostro discernimento cresce, sappiate che il vostro progresso è buono.

Se aggrediti vi mantenete pacifici, l’ira sfuma, sappiate che il vostro progresso è corretto.

Se potete osservare una persona messa alla prova senza sentirvi coinvolti, sappiate che state progredendo .

Se i lacci della vita materiale non vi seducono più sappiate che progredite bene.

Quando rimarrete umili pur essendo riusciti in qualcosa, quando avrete poteri, quando irradierete l’innocenza, il discernimento, quando diventerete sempre più compassionevoli con una personalità sempre più umile, allora potrete credere d’essere nel cuore di vostra Madre.

Il discorso della settimana – Il Sahasrara chakra

Il Sahasrara si trova nella zona limbica del cervello, la testa è fatta come una noce di cocco, è coperta di capelli, poi troviamo una corazza dura , poi una pellicola scura, all’interno c’è la polpa bianca, ed al centro spazio ed acqua; il nostro cervello è fatto allo stesso modo.

Chakra sulla testa: Arancio=1°, Giallo=2°, Verde=3°, Rosso=4°, Blu=5°

Il potere del canale centrale è la Kundalini, che deve innalzarsi e penetrare nei diversi chakra, poi entrare nella zona libica ed illuminare i sette Pithas (troni) di questi sette centri (chakra), insediati nel cervello e collocati lungo la linea mediana della zona limbica: si inizia dalla nuca con il Mooladhara chakra circondato dallo Swadisthana, poi seguono il Nabhi, il Cuore, il Vishuddhi e l’Agnya chakra. Questi sei centri si uniscono per formarne il settimo

Il Sahasrara è dunque l’unione dei sei chakra, è uno spazio vuoto circondato da mille canali (nadi).
Quando la luce  penetra nell’area  limbica, queste  nadi  ricevono l’illuminazione e si  possono vedere sotto forma di  fiammelle, belle fiamme dai  sette  colori, l’ultima fiamma si  integra a  sua  volta,  è chiara come il giorno, poi anche queste sette luci diventano chiare come il giorno (vedasi la rifrazione della luce bianca nei sette colori dell’arcobaleno).

Eccovi descritto il Sahasrara dai mille petali, se effettuate un taglio orizzontale, noterete che i nervi si irradiano attorno alla zona libica e che assomigliano a dei petali. Se effettuate un taglio verticale noterete una quantità di nervi riuniti in fasci. Quando si illumina il Sahasrara chakra perciò, appare come un fascio di fiamme.
Poiché il Sahasrara è concavo il chakra della zona della fontanella corrisponde a quello del cuore….
L’intero Sahasrara ruota, tutti i chakra spostano la loro luce (in senso orario) attorno all’asse costituito dal chakra del cuore.

(Shri Mataji Nirmala Devi)

Il Sahasrara chakra – la meditazione

Cominciamo una meditazione normale.

Scarichiamo i canali con entrambe le mani a terra. Successivamente scarichiamo le negatività del canale sinistro e del canale destro con i metodi già visti.

Meditiamo un po’ sul nostro Mooladhara Chakra, come si può anche leggere sulla meditazione del canale sinistro. Possiamo chiedere di stabilizzare la nostra innocenza, purezza e saggezza.

Passiamo in seguito allo Swadhistan, poi al Nabhi,  al Cuore,  al Vishuddi e all’Agnya.

Portiamo infine la nostra mano destra sul Sahasrara chakra, dove vi è l’osso calcificato della fontanella. Premiamo questo punto con il palmo della nostra mano, le dita devono essere abbastanza tese in modo da esercitare più pressione su questo punto.

Qui, nel momento in cui la nostra attenzione è focalizzata su questo centro, entriamo in unione (yoga) con il divino, con l’energia omnipervadente. Possiamo chiedere qualsiasi cosa sia buona per la nostra evoluzione spirituale. Per esempio: “Madre Kundalini, perfavore, stabilizza la mia realizzazione del Sé“.

Oppure: “Madre, donami lo yoga, l’unione con il Tutto. Stabilizza la mia consapevolezza senza pensieri“.

In questi momenti di silenzio, cerchiamo di arrendere alla nostra Madre Kundalini, che è dentro di noi e lavora per noi, tutto quanto ci disturba, e tutti i nostri problemi. Lasciamo che sia Lei a preoccuparsene e a prendersene cura. Che siano problemi interni o esterni non importa. E’ un esperimento, diciamo dentro di noi: “Madre, sei tu che fai tutto, io non faccio niente“.

E proviamo a sentire quale sensazioni ci pervadono, se si forma pace dentro di noi. E’ la pace dell’arresa a un’energia che circonda tutto quanto, e dopo la realizzazione si prende cura di noi in ogni modo possibile e immaginabile. L’individualità rimane, ma si fonde con il Divino. E’ così semplice.

Foto con vibrazioni in cui Shri Mataji (al centro) lavora il Sahasrara delle persone

Il Sahsrara chakra

E’ il chakra ultimo, dell’integrazione con il Tutto, con l’Energia Omnipervadente, il contatto tra il nostro microcosmo e il macrocosmo. E’ ciò che ci dona la nostra totalità, nel punto più alto dell’evoluzione.

Qualità:

Integrazione , Consapevolezza senza pensieri, vivere nel presente
Apertura della consapevolezza vibratoria, accesso alla coscienza collettiva
Capacità di sentire il soffio delle vibrazioni fresche

Cosa significa integrazione

Integrazione è il riflesso di tutte le qualità dei chakra che abbiamo visto, ma non solo.

A livello materiale, visibile, abbiamo il corpo umano, costruito secondo uno schema preciso e complesso. L’essere umano “comune” si accontenta dei limiti del corpo fisico, sostanza palpabile e primo supporto della coscienza.

L’uomo però fa parte di un tutto, di un corpo più ampio: l’Umanità. In altri termini, l’essere umano è una semplice cellula dell’uomo, ed il corpo di quest’uomo è costruito secondo le stesse linee del corpo umano, i suoi organi sono altrettanto indispensabili, ed hanno funzioni diverse.

L’uomo peraltro è solo il riflesso in Terra dell’Essere Cosmico, che non ha un’esistenza fisica palpabile. L’uomo quindi è il Microcosmo, riflesso perfetto del Virata che è il Macrocosmo, il grande Essere Cosmico da cui è scaturita l’umanità nel corso dell’evoluzione.

Il funzionamento dell’essere Collettivo è congegnato in modo che tutti gli uomini che lo compongono progrediscono contemporaneamente: il problema di uno è il problema di tutti, e tutti spontaneamente lavorano collettivamente per risolverlo. Così il progresso di uno è anche il progresso di tutti, solo l’ego può farci credere che il progresso è individuale e che qualcuno di noi sia superiore agli altri.

Non bisogna peraltro immaginarsi che tutti gli esseri realizzati, essendo cellule di un unico corpo, diventano identici gli uni agli altri, al contrario più l’uomo evolve  e più si differenzia dai suoi simili. I Sahasrara degli esseri realizzati compongono allo stesso modo, un giardino straordinario in cui Dio Padre ammira il fior fiore della creazione e se ne rallegra. La Genesi narra che Dio creò l’uomo a sua immagine (come microcosmo) e Shri Mataji aggiunge che questa immagine è lo specchio di Dio, in cui Egli si riflette per contemplare lo splendore della propria gioia.

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A livello materiale, visibile, abbiamo il corpo umano, costruito secondo uno schema preciso e complesso. L’essere umano “comune” si accontenta dei limiti del corpo fisico, sostanza palpabile e primo supporto della coscienza.

L’uomo però fa parte di un tutto, di un corpo più ampio: l’Umanità. In altri termini, l’essere umano è una semplice cellula dell’uomo, ed il corpo di quest’uomo è costruito secondo le stesse linee del corpo umano, i suoi organi sono altrettanto indispensabili, ed hanno funzioni diverse.

Gli organi dell’uomo sono correlati ad una posizione geografica determinata, ogni luogo terrestre ove gli uomini vivono, ogni Nazione ha una corrispondenza simbolica con un chakra.

L’uomo peraltro è solo il riflesso in Terra dell’Essere Cosmico, che non ha un’esistenza fisica palpabile. L’uomo quindi è il Microcosmo, riflesso perfetto del Virata che è il Macrocosmo, il grande Essere Cosmico da cui è scaturita l’umanità.

Il funzionamento dell’essere Collettivo è congegnato in modo che tutti gli uomini che lo compongono progrediscono contemporaneamente: il problema di uno è il problema di tutti, e tutti spontaneamente lavorano collettivamente per risolverlo. Così il progresso di uno è anche il progresso di tutti, solo l’ego può farci credere che il progresso è individuale e che qualcuno di noi sia superiore agli altri.

Non bisogna peraltro immaginarsi che tutti gli esseri realizzati, essendo cellule di un unico corpo, diventano identici gli uni agli altri, al contrario più l’uomo evolve  e più si differenzia dai suoi simili. I Sahasrara degli esseri realizzati compongono allo stesso modo, un giardino straordinario in cui Dio Padre ammira il fior fiore della creazione e se ne rallegra. La Genesi narra che Dio creò l’uomo a sua immagine e Shri Mataji aggiunge che questa immagine è lo specchio di Dio, in cui Egli si riflette per contemplare lo splendore della propria gioia