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Il Nabhi chakra – II parte

A livello fisico, il terzo chakra è correlato allo stomaco ed alla parte superiore del fegato. Se lo stomaco non è regolato, la digestione e l’assimilazione risultano compromesse e ciò causa tensione nel chakra.

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Il Nabhi chakra – I parte

Il Nabhi chakra ( o Manipur) si trova al livello del plesso solare (stomaco) e presiede tra l’altro al funzionamento del fegato, dello stomaco e della milza.

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Il Discorso della settimana – Il Nabhi

Shri Lakshmi è la dea del benessere e della ricchezza. (…)
La si chiama anche Myriam, perché è nata dall’oceano, che è la sorgente di ricchezza per eccellenza. Anche se gli esseri umani depauperano sempre più la terra, estraendone tutte le materie prime, lei nasconde ancora ricchezze infinite.

Shri Lakshmi è ritta in piedi sul loto. La mano destra protegge e quella sinistra benedice. Incarna la ricchezza ed anche il potere della ricchezza. E’ il primo spiraglio verso la ricerca spirituale. Cerchiamo, prima, i beni materiali ma ci rendiamo presto conto che questa ricchezza materiale non è sufficiente, non può procurarci la gioia completa.

Shri Lakshmi diventa allora Shri Mahalakshmi, e la ricerca si sposta verso qualcosa di più profondo, più interiore: gioire della propria generosità. Si scopre la gioia del donare.
L’avarizia è il segno della più grande meschinità. Se non siete in grado di dare, siete un poveraccio; malgrado il vostro denaro siete aggrappato all’ossessionante desiderio di maggiori possedimenti materiali.

La simbologia di Shri Lakshmi è la seguente: dona con la mano sinistra, con la destra protegge. La ricchezza ha per scopo la protezione. I più ricchi devono proteggere i più poveri. Vi sono persone materialmente ricche ma avare che si nutrono di falsi ideali.

Dopo la realizzazione, la personalità diventa divina. La difficoltà sta nel percepirla ed accettarla: accettare di assumere qualità veramente divine (come lo è chi è generoso), senza preoccuparsi, senza far calcoli, senza chiedersi che cosa succederà dopo. Se le vibrazioni circolano facilmente in noi, siamo in contatto diretto con la sorgente e diventiamo ricchi di benessere, di felicità, soddisfatti in tutte le nostre necessità materiali. L’abbondanza che ne risulta è tale che possiamo solo donare con tanta spontaneità.

Lasciate dunque che la ricchezza scorra in voi e non preoccupatevi. Le vibrazioni, il cosmo vigilano su di voi. Molti Sahaja Yogi ne hanno fatto l’esperienza nel corso della loro esistenza. Se si rimettono alle vibrazioni, l’aiuto arriva spontaneamente, ma non appena cercano di risolvere i loro problemi da soli, allora non funziona più….

(Shri Mataji Nirmala Devi)

Nabhi Chakra – la meditazione

Il Raga Todi è un tipo di musica perfetta per equlibrare Swadhistan e Nabhi chakra

Cominciamo una meditazione normale.

Scarichiamo i canali con entrambe le mani a terra. Successivamente scarichiamo le negatività del canale sinistro e del canale destro con i metodi già visti.

Meditiamo un po’ sul nostro Mooladhara Chakra, come si può anche leggere sulla meditazione del canale sinistro. Possiamo chiedere di stabilizzare la nostra innocenza, purezza e saggezza.

Passiamo in seguito allo Swadhistan.

Possiamo fare ancora la meditazione su questo chakra, oppure semplicemente portare la mano destra sul chakra al centro, nella parte bassa della pancia, e chiedere: “Madre Kundalini perfavore stabilizza la mia attenzione. Donami la pura attenzione, la pura concentrazione. Donami una pura creatività“.

Porta poi la mano destra sul nostro Nabhi sinistro, al di sotto della gabbia toracica. Qui chiedere semplicemente: “Madre Kundalini, rendimi una persona pienamente soddisfatta”. Non pensiamo per forza a qualcosa di materiale che ci manca, la soddisfazione reale è tale anche quando non abbiamo niente, perché niente ci serve realmente, al di là dei bisogni primari. Quando siamo in silenzio e connessi con questa energia onnipervadente, non ci manca niente.

Dopo essere stati quanto si vuole su questo punto, portiamo la mano destra sul Nabhi centro, dove risiedo lo stomaco. Qui chiediamo: “Madre Kundalini, perfavore, donami la pace e la serenità”. Se vogliamo, aggiungiamo: “Perfavore donami il dharma, il giusto comportamento, e stabilizza la mia evoluzione“.

Dopo aver meditato su questo chakra, portiamo la mano destra sulla gamba con il palmo aperto, e la mano sinistra sul Nabhi destro, dove risiede il fegato, appena al di sotto della gabbia toracica. Qui possiamo chiedere: “Madre Kundalini, perfavore, rinfresca il mio fegato. Assorbi tutto ciò che distrae la mia attenzione.

Continuare poi la meditazione sul cuore, sulla fronte e sull’osso della fontanella, come abbiamo spiegato finora. L’importante è riuscire anche per qualche istante a stare in consapevolezza senza pensieri. Ora che stiamo vedendo le varie qualità dei chakra, per meditare si può mettere la mano o l’attenzione su quel chakra che sentiamo bloccato o pesante, e chiedere alla Kundalini di risvegliare le qualità che sono proprie di quel centro.

La corrispondenza sulla mano del Nabhi chakra è il dito medio.

Il discorso della settimana. Il Diwali

Per prima cosa, ci inchiniamo dinanzi a Shri Ganesha, poiché Shri Ganesha è la sorgente dell’innocenza dentro di noi. Quindi, in realtà, ci inchiniamo all’innocenza che è in noi. È questa innocenza che vi dà l’illuminazione. Come vi ho detto ieri, la luce possiede innocenza, ma è un’innocenza priva di conoscenza, mentre la vostra luce è innocente ed ha conoscenza. Pensiamo sempre che le persone colme di conoscenza non possano mai essere innocenti, che non possano mai essere semplici, e l’idea che abbiamo delle persone innocenti è che possono essere sempre ingannate, possono essere beffate e date sempre per scontate.

L’innocenza, invece, è un potere, un potere che vi protegge, che vi dà la luce della conoscenza. La conoscenza che abbiamo a livello terreno consiste nello sfruttare gli altri, nell’ingannarli, nell’usarli per accumulare denaro, nel prenderli in giro, nel disprezzarli. Invece, la luce dell’innocenza è quella luce grazie alla quale comprendete che l’amore è la cosa più elevata. E vi insegna ad amare gli altri, a prendervi cura degli altri, ad essere gentili con gli altri.

Vi dà anche la luce interiore; è esattamente l’opposto della avidya che abbiamo in questo mondo. Proprio il contrario. L’avidya che esiste fuori, ci insegna la competizione, ad umiliare gli altri, poiché ha paura, è insicura, è una conoscenza assolutamente priva di sicurezza. Se avesse sicurezza, non si comporterebbe in questo modo.

Ma la luce dell’innocenza sa tutto, non teme niente. Quando diciamo che i bambini sono innocenti, intendiamo che hanno il potere dell’innocenza. Molte volte la gente ha notato che se un bambino cade da una grande altezza non muore, mentre un giovane può morire cadendo da altezze molto inferiori. Ed il bambino, mentre cade, non è impaurito, si diverte come se stesse scendendo tranquillamente con un paracadute. E poi, quando cade a terra, si rialza, ride e sorride a tutti. Non comprende perché tutti siano preoccupati; perché grazie all’innocenza egli sa di essere tutelato, sa di essere protetto, si rende conto che esiste un potere molto più grande di lui e non deve preoccuparsi.

Poi, però, iniziamo a mettere delle idee in testa ai bambini, ed è così che essi perdono il potere dell’innocenza diventando codardi, subdoli, disonesti. Potremmo tuttavia affermare che quella dei bambini sia un’innocenza derivante dall’ignoranza, poiché essi non conoscono i pericoli della vita. Ma la luce dell’innocenza conosce tutti i pericoli e sa come liberarsene. Sa anche come stare lontani da certe persone.

C’era un uomo saggio che saliva una scala e c’era uno stupido, un matto, che proveniva dalla direzione opposta. I matti sono sempre aggressivi, questo è uno dei segnali, poiché soffrono di un complesso di inferiorità. Il matto dunque disse all’altro che stava salendo: “Uno di noi deve spostarsi”. E aggiunse: “Io non mi sposto per i matti”. Allora il saggio disse: “Io sì”, e si spostò (risate).

È così che la luce dell’innocenza vi rivela fin dove spingervi con una persona, fino a che punto parlare con qualcuno, fino a che punto addentrarsi nella personalità o nei problemi di un’altra persona; diversamente (un saggio) lascia correre, capisce che quell’individuo è matto e quindi si sposterà per quel folle.

Non presta attenzione a quella persona; non se ne cura. È la luce dell’innocenza, che vi dà discriminazione su fin dove spingersi con gli altri: “Io amo quella persona, ha tanti (difetti) ma la amo comunque”. L’altro potrebbe prendervi a calci, picchiarvi, infastidirvi, diventare completamente, orribilmente posseduto….tuttavia siete ancora innamorati pazzi di lui, senza alcun rispetto di voi stessi. Ciò avviene, poiché manca…magari potreste essere innocenti in senso terreno, ma non siete illuminati ed innocenti. Quando siete illuminati ed innocenti, la vostra innocenza è un potere che vi dà, innanzi tutto, discriminazione.

Se avete in mano una luce, saprete distinguere un serpente da una corda, mentre se non l’avete, non potrete vedere. Se si tratta di un serpente, potrete scappare, ma se siete stupidi direte: “Bene, vieni a mordermi, voglio vedere come funziona (risate)”. [Shri Mataji guarda giù perché sente ridere i bambini, e ride anche Lei: “Ci sono i bambini”].

Se invece siete illuminati, direte al serpente: “Ora lasciami in pace, va bene? Ciao, ciao” (risate), ed il serpente capirà e andrà via. Oppure, se il serpente è un tipo sinistro, potreste semplicemente fissarlo e restare per cacciarlo.

Questo potere dell’innocenza è molto, molto importante, e ci viene soltanto grazie all’illuminazione. Quindi ci troviamo in uno stato di ignoranza. E di innocenza. Innocenza e ignoranza. A quel punto la gente non è né innocente né ignorante ma, non essendo illuminata, diventa subdola! Se non possiede entrambe le qualità, non è ignorante, poiché possiede la cosiddetta conoscenza: è abile in tutto, è gente nota per la propria intelligenza, perspicacia e tutto il resto, quindi in un certo senso ha conoscenza. Potremmo definirle persone che possiedono la conoscenza in senso terreno, ma sono prive di innocenza.

Allora si mettono ad escogitare metodi a causa dei quali l’innocenza che è in loro, che controlla un poco la loro mente, va perduta, poiché essi considerano stupida l’innocenza, e non la rispettano. Allora si mettono a manovrare la gente, a fare cose violente e dannose, a dire cose sgradevoli e sarcastiche….La mente si mette ad elaborare tutto questo, poiché non riesce a recuperare la propria innocenza. Così, dopo un po’ non ci piace più questa gente, non vogliamo saperne. Allora loro sviluppano l’idea di essere più grandi, di essere i prescelti, di essere migliori, sviluppano tutte queste idee, e poi formano tutti dei gruppi.

A questo si aggiunge l’ignoranza sotto forma di questa pretesa conoscenza (di tipo terreno, ndt). Dentro è un’ignoranza completa, mentre fuori sembra conoscenza. E quando queste (ignoranza e mancanza d’innocenza, ndt) si sommano, non si desidera ricercare la propria interiorità, si è soddisfatti della propria cosiddetta conoscenza esteriore. E vanno avanti così, ed una volta che si saranno rotti la testa se ne accorgeranno: “Oh, Dio, che cos’era? Dentro è tutto buio”. Non possiamo vivere con tutte le finestre chiuse ermeticamente, mentre fuori splende il sole.

Dobbiamo avere la luce interiore, capire da soli ciò che siamo, quali sono i nostri poteri, fin dove possiamo arrivare, in che modo stiamo facendo funzionare noi stessi, le nostre vite, i nostri obiettivi.

Ora, così come l’illuminazione che vedete qui è data da queste luci, l’illuminazione dentro di voi si manifesta come vibrazioni, come Chaitanya, come luce. Ma la differenza fra i due tipi di luce è che questa (materiale, ndt) vi mostrerà solo ciò che può essere visto dai vostri occhi. Questa luce vi rivelerà che questa è una pietra, o un pezzo di legno, o una casa, o il volto di un uomo, ogni cosa. Ma non sarà in grado di rivelarvi se una persona è buona o cattiva, se una casa è vibrata o no, se è di buon auspicio o no. Non vi dà buon auspicio, l’idea del buon auspicio. Noi stiamo parlando dell’innocenza di Ganesha che ci dà il senso del buon auspicio e rende di buon auspicio anche noi.

Il Chaitanya è proprio l’illuminazione. Il Chaitanya stesso è l’illuminazione. Vi rivela tutta la conoscenza che possiede. Ora, pensate all’ingranaggio microscopico che è il Chaitanya. Esso è composto di minuscole sfere, piccolissime, che possiedono l’intelligenza e la discriminazione innate per rivelarvi se una persona è buona o cattiva. Voi avete ottenuto Sahaja Yoga in un modo semplicissimo. Non ci siamo preoccupati di scoprire che cosa ha il vostro computer. Esso possiede la conoscenza, non soltanto per capire se una persona sia buona o malvagia, ma anche i problemi di quella persona.

(Shri Mataji Nirmala Devi, Lago di Como, 25 Ottobre 1987)

Lago di Como (Italia), 25 Ottobre 1987