Archivi categoria: Mooladhara

Riassunto: il Mooladhara chakra

Questo Mercoledì passato abbiamo introdotto il primo centro energetico, il Mooladhara.

Qui sotto pubblico un riassunto schematico, ma potete scaricare la presentazione che abbiamo visto qui.

nome: Mool  = radice; Adhara = sostegno, supporto

posizione: sotto l’osso sacro nel sistema sottile; alla base del palmo sulla mano; tallone sul piede; nuca sulla testa

qualità principali: innocenza, purezza, spontaneità, saggezza (durante la meditazione, possiamo affermare: “Madre Kundalini, per favore, donami…” )

plesso nervoso: pelvico

organi controllati: organi concernenti escrezione e riproduzione nel plesso

trattamenti: meditare con la mano sinitra appoggiata sulla gamba, la mano destra rivolta verso terra, o sulla terra; meditare direttamente seduti sulla terra; pronunciare lungamente la sillaba AUM (OM) in meditazione

Annunci

3º serata – Il Mooladhara chakra

Vi aspettiamo domani sera per parlare del Mooladhara chakra, giacché la volta scorsa abbiamo avuto alcuni inconvenienti tecnici…ma la meditazione con i Bija mantras è stata registrata e verrà pubblicata al più presto 🙂

Questo mercoledì mediteremo sui 4 petali del primo chakra. Non mancate, alle 21!

Il simbolo del Mooladhara chakra

Il simbolo del Mooladhara chakra

I petali e le qualità del Mooladhara chakra

Il simbolo del Mooladhara chakra è la Svastica.

Shri Mataji ha spiegato che la svastica rappresenta le quattro dimensioni della consapevolezza, e il punto di incontro la quinta dimensione.  La parola chakra significa ‘ruota’, o anche ‘rotazione’, che puó essere in senso orario o anti-orario. La direzione della rotazione ha un significato di costruzione o distruzione.

I quattro petali del Mooladhara irradiano qualità come  equilibrio, saggezza, dharma, innocenza etc. Shri Matji ha spiegato che ‘i petali del chakra hanno frecce, come linee, che appaiono come increspature. Gradualmente crescono con la purezza“.

Continua a leggere

I segreti spirituali dell’atomo di carbonio

Molti di noi hanno studiato al liceo o all’università come è fatto un atomo, composto da elettroni, protoni e neutroni. Gli elettroni sono gli unici che si muovono intorno al nucleo composto dalle altre due particelle, in uno spazio vuoto.

Heisenberg con il principio di indeterminazione ha dimostrato che non si può sapere l’esatta posizione o velocità di un elettrone, ma solo un percorso probabile che percorre intorno al nucleo, formando una specie di nube.

Continua a leggere

Le tecniche di pulizia del Mooladhara e del canale sinistro

Come migliorare il Mooladhara chakra

Mediante la meditazione

Shri Mataji ricorda spesso che non si può ‘fare’ della meditazione ma che bisogna ‘essere’ in meditazione. Durante la meditazione dobbiamo arrenderci completamente al potere della Kundalini. È la nostra madre spirituale e, perciò, conosce la nostra vera natura, i nostri lati deboli e le nostre necessità.
Dobbiamo avere piena fiducia in lei, ne avremo in cambio serenità e pace, e diverremo più ricettivi alle vibrazioni, capaci di gioia e silenzio nella meditazione.

Provate ad entrare in meditazione e portate le mani in direzione di questa fotografia: Ayer’s Rock, in Australia. Cosa sentite?

Per mezzo della Terra

La natura è dotata di un enorme potere di assorbimento che possiamo adoperare in diversi modi:

• si può camminare guardando per terra; il potere di assorbimento della terra purifica in tal modo lo sguardo; ciò ci consente, inoltre, di non essere invasi dalla sequela di immagini perverse che disturbano il nostro senso di armonia e di bellezza – “La lampada del corpo è l’occhio. Se dunque l’occhio tuo è sano, tutto il tuo corpo sarà illuminato; ma se l’occhio tuo è viziato, tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre” (Matteo – 6, 22);

• quando ne abbiamo l’opportunità, possiamo sederci su Madre Terra chiedendole di voler assorbire tutto ciò che è impuro in noi. È importante sedersi correttamente, con la schiena dritta ma non rigida, trovando il contatto ottimale tra il Mooladhara chakra e Madre Terra. Su cui si può appoggiare pure il palmo delle mani.

Per mezzo del fuoco

II fuoco è sinonimo di luce. Se si utilizza il fuoco contemporaneamente alle vibrazioni emesse dalla foto di Shri Mataji, per esempio, esso ha il potere di distruggere l’oscurità che c’è in noi e di liberarci dai condizionamenti che ostacolano l’essere sottile:

• durante la meditazione collocare una candela accesa davanti alla mano sinistra, mentre la mano destra è posata o rivolta verso terra, in modo che la negatività bruciata nel canale sinistro ( tramite la mano sinistra) sia assorbita dalla terra ( tramite la mano destra);

• per pulire il canale simpatico di sinistra: durante il pediluvio (vedi più sotto) si possono fare dei bandhan (vedremo più avanti cosa sono) con una candela accesa lungo tutto il lato sinistro. Alcuni trovano meno efficace l’uso contemporaneo dei due elementi, ognuno può sperimentare su di sé

• per purificarsi dalle incrostazioni dei condizionamenti del Canale sinistro e del superego: chiedere a qualcuno di farci dei bandhan con una candela accesa attorno alla nuca (regione del cervelletto); questo punto della testa è, infatti, in relazione diretta con il Mooladhara perché qui risiede Shri Ganesha (come qualità di questo chakra), a livello di chakra terminale o Sahasrara.

ATTENZIONE: l’elemento Fuoco può essere utilizzato solo sul lato sinistro, mai sul destro, perché il lato sinistro è in relazione con l’elemento Acqua. Quando questa “acqua” è troppo abbondante o sporca, il “fuoco” e la “terra” possono purificarla. Il canale destro è in relazione con l’elemento fuoco, ragione per cui il “Fuoco” non è utile per purificarlo ma rischierebbe, al contrario, di eccitarlo maggiormente. E’ per mezzo della “acqua” (pediluvio) e della “aria” che possiamo riequilibrare il canale destro.

Per mezzo dell’acqua

La tecnica essenziale che possiamo adoperare è il pediluvio che ha la proprietà di pulire i canali simpatici di destra e di sinistra nonché i primi chakra (Mooladhara, Swadisthan, Nabhi e Void).
I canali laterali, in effetti, non si fermano al Mooladhara, ma sì prolungano nelle gambe e nei piedi. La negatività accumulata dal sistema sottile durante la giornata può essere così eliminata mediante il pediluvio che svolge nei confronti dei corpo sottile la stessa funzione della doccia quotidiana rispetto al corpo fisico. I bagni di mare hanno la stessa proprietà dei pediluvi.

Come procedere? La sera, al rientro dal lavoro o prima di andare a letto, ci si può sedere, volendo, di fronte alla foto di Shri Mataji. Si immergono i piedi in una bacinella colma d’acqua e sale (il sale rappresenta l’elemento Terra). Si adopera acqua calda se siamo raffreddati o se ci si sente stanchi o “rammolliti”, acqua fredda se siamo eccitati o se il nostro mentale funziona senza tregua. Acqua tiepida negli altri casi. Fare il bandhan, alzarsi la Kundalini (come fare vedremo più avanti) e meditare per un quarto d’ora circa. Sciacquare i piedi con acqua pulita, asciugarli e gettare l’acqua dei pediluvio nel WC e sciacquare la bacinella (che dovrebbe essere adoperata solo per il pediluvio).

Per mezzo degli alimenti

Shri Mataji ci ha insegnato che certi alimenti sono eccitanti e surriscaldanti per il Mooladhara chakra. Tra l’altro il pesce e la carne rossa. Conviene dunque non mangiarne eccessivamente.

Il Mooladhara chakra – II parte

La funzione fisica e fisiologica del Mooladhara chakra

Nel corpo fisico, il Mooladhara regola la sessualità, la riproduzione e l’escrezione. Pressioni esercitate sugli organi di eliminazione (la costipazione per esempio), provocano tensioni su questo chakra. Il suo buon funzionamento può essere ostacolato dalla mancanza d’igiene.

Quando il Mooladhara di una persona è desto, esso apporta saggezza, gioia, forza nella devozione, innocenza e purezza. Una tale persona è “auspichevole”, di buon augurio, e porta, a coloro che la circondano, la buona fortuna ed il dinamismo della Gioia Divina.

Questo centro è in relazione con l’elemento Terra, ed emette al pari di questa un certo magnetismo che è all’origine del senso di orientamento, così sviluppato in alcune specie animali. Nell’essere umano, quando la forza magnetica del Mooladhara è esercitata in giochi di seduzione e di attrazione, esso perde questa come altre qualità psicologiche e sottili.

Questo centro (da cui parte il canale sinistro) regola tutto ciò che ha attinenza con l’equilibrio e la memoria: esiste, per esempio, una relazione tra il Mooladhara chakra (da cui parte il canale sinistro) ed il cervelletto (dove il canale sinistro termina), che presiede al mantenimento dell’equilibrio fisico. Gioca altresì un ruolo nell’equilibrio mentale e in quello emotivo.

Il Mooladhara chakra è anche responsabile della memoria e dell’equilibrio emotivo, essendo il punto di partenza del canale simpatico di sinistra, ove si stipa tutto il passato individuale e collettivo, e regola l’emotività nell’essere umano.
Il Mooladhara chakra è, in effetti, il punto di partenza della “Via del Centro” ed è molto disturbato dalle deviazioni che si manifestano quando ci si comporta in modo estremista o fanatico, sia nel senso dell’abuso che della restrizione. L’equilibrio armonico della sessualità si discosta tanto da quella che veniva chiamata liberazione sessuale, quanto dall’astinenza forzata. E’ bene sottolineare che l’equilibrio del Mooladhara chakra non si esercita unicamente sulla sessualità, ma anche sull’insieme dei nostri comportamenti. È bene dunque evitare ogni estremismo.

Cause di blocchi sul Mooladhara chakra e loro riflessi fisici

La pratica dell’occultismo, del tantrismo, l’errore freudiano della cosiddetta liberazione sessuale, l’abitudine di posare sugli altri sguardi degradanti o concupiscenti. La lussuria, i pensieri impuri, come sopra spiegato, possono provocare disturbi più o meno gravi non solo nell’area del mooladhara ma in tutti i chakra, poiché l’innocenza non solo è la prima cosa creata, ma permea tutti i centri, alcuni tipi di cancro dell’utero o malattie alla prostata.
I condizionamenti sbagliati, gli attaccamenti emotivi comportano uno squilibrio del canale simpatico di sinistra.
L’austerità, il fanatismo, possono provocare scompensi mentali o, sul piano fisico, la costipazione.

Il Mooladhara chakra

La funzione spirituale del Mooladhara Chakra

Il corpo sottile dell’essere umano è composto da vari canali o “nadi”, che veicolano la circolazione dell’energia del corpo. Di questi, due -corrispondenti al canale destro e sinistro del sistema nervoso simpatico- si intrecciano con il canale parasimpatico, che sale lungo la spina dorsale, in più punti.

In questi punti si formano dunque dei plessi chiamati chakra, la cui manifestazione materiale sono i sette principali plessi conosciuti anche dalla nostra medicina. I chakra sono dunque dei nodi di energia animati da un moto rotatorio.

La poesia indiana li paragona a fiori di loto, ciascuno dei quali possiede un diverso numero di petali, corrispondente ai sub-plessi, ovvero alle diverse funzioni svolte da ciascun centro. In Sahaja Yoga usiamo comunemente i termini ‘plesso’, ‘centro’ e ‘chakra’ come sinonimi, coinvolgendo talvolta in questa uguaglianza anche l’organo principale di un centro, per es. il fegato o il cuore, sebbene resti inteso che il termine ‘chakra’ non coincida con un plesso, un centro, un organo, ma ne rappresenti l’aspetto energetico sottile.

Il primo chakra è situato alla base della colonna vertebrale e si chiama Mooladhara Chakra. Mooladhara vuol dire sostegno (dhara) della radice (moola).

Svolge una funzione fondamentale nella protezione e nell’ascesa della Kundalini. È questo chakra, infatti, che vigila sul suo riposo finché questa risiede, addormentata ed avvolta su se stessa, nell’osso sacro. È questo chakra che ‘avverte’ la Kundalini quando è giunto il momento di ridestarsi, sostenendone l’ascesa. Chi ha la Kundalini risvegliata, può favorire lo stesso risveglio in un’altra persona, secondo un processo che assomiglia a quello di una candela accesa che trasmette la fiamma ad una candela spenta.

Questo processo assomiglia a quello della candela accesa che trasmette la fiamma alla candela spenta. Ed è su di esso che la Kundalini si appoggia quando si innalza muovendo dall’osso sacro. Se il chakra è solido e in buono stato, l’esperienza della Realizzazione del Sé sarà semplice e durevole; diversamente, senza un appoggio stabile, non potrà stabilizzarsi nel Sahasrara (il chakra posto sulla sommità della testa) e tornerà ad avvolgersi su se stessa nell’osso sacro, sino alla prossima occasione.

Si può osservare, a tale proposito, che uno degli scopi dei grandi Profeti e Maestri primordiali è stato quello di donare regole di vita destinate a conservare questo chakra integro, affinché potesse svolgere efficacemente la sua funzione nel momento del ridestarsi della Kundalini, salvaguardando il potenziale evolutivo dell’umanità. Occorre in ogni caso un certo tempo per stabilizzare convenientemente questa ‘seconda nascita‘.


Il Mooladhara Chakra si trova al di sotto della colonna vertebrale, nel nostro inguine. Sui piedi corrisponde al tallone, mentre sulle mani la base delle stesse, poco sopra il polso. Se sentiamo dei pizzicori o pesantezza in queste zone, significa che il Mooladhara non è del tutto a posto.

Per questo scaricare la negatività facendo meditazione con la mano sinistra rivolta con il palmo verso l’alto, mentre la mano destra è rivolta verso terra, o a contatto se siamo seduti su di essa. Facciamo fluire le vibrazioni dalla sinistra attraverso il corpo e scaricare a destra.