Arrendo tutto

Questa canzone che pubblico qua sotto è un mantra che si usa spesso in Sahaja Yoga, in quanto insegnato da Shri Mataji Nirmala Devi, negli anni ’80, ed è molto utile per il nostro Agnya chakra, specialmente la parte destra (che ricordiamo si trova nell’emisfero sinistro della testa), corrispondente all’Ego. Questi mantra sono stati insegnati direttamente da Buddha (per questo agiscono proprio sull’Agnya destro, dov’Egli è la Deità preposta). Sono quindi molto conosciuti nel Buddhismo, dove possono essere recitati in maniera meccanica e poco utile, ma è necessario capirne il vero significato sottile.

È ideale ascoltare questi mantra in meditazione, accendendo una candela ed entrando nello stato di Consapevolezza senza pensieri. In ogni caso, visto che agiscono proprio sull’Ego, che è responsabile del 70% dei nostri pensieri o anche più, questi mantra hanno una potenza rilassante notevole, ed aiutano così ad entrare in meditazione.

Il testo del mantra è il seguente:

Buddham Sharanam Gacchami -> Arrendo tutto me stesso alla divinità dentro di me

Dhammam Sharanam Gacchami -> Arrendo tutto me stesso al dharma, la pura moralità

Sangham Sharanam Gacchami -> Arrendo tutto me stesso alla collettività.

Il senso di tutto ciò è che il nostro Ego fa di tutto per pensare che siamo persone superiori, che non abbiamo bisogno di nessuno, o a volte pure che siamo così diversi dagli altri che siamo incompresi, e nessuno ci può aiutare. Spesso la mancanza di autostima, così come l’autostima in eccesso, è propria del nostro ego.

Quando diciamo dentro di noi: io arrendo, arrendo tutto me stesso, arrendo le mie azioni ed emozioni, quello che accade è diminuire la pressione del nostro ego. Praticamente diciamo a noi stessi: non sono io che sto facendo, è il divino dentro di me che lo fa, cioè il mio Spirito (primo verso del mantra).

Il secondo verso parla del fatto che quando ci arrendiamo allo Spirito, non possiamo fare altro che azioni morali, etiche, dharmiche. Quindi ci arrendiamo pure al dharma, che è la pura morale, la morale Divina.

Infine, ancora più in alto di arrendersi allo Spirito e al Dharma, dobbiamo arrenderci alla Collettività.  Intes come la collettività vibratoria. 

La collettività vibratoria è l’insieme di tutte quelle persone che sentono queste vibrazioni, ovvero tutti coloro che praticano regolarmente e in maniera onesta Sahaja Yoga. La Kundalini è unica in tutti quanti, anche se ognuno è diverso. Ognuno sente le vibrazioni e ognuno è connesso con il Divino. Tutto questo rende chi pratica Sahaja Yoga diverso l’uno dall’altro e allo stesso tempo parte dello stesso corpo universale, un’unico corpo fatto di molteplici cellule che si occupano di funzioni diverse.

Infine, le foto di Shri Mataji presenti nel video, come già spiegato in varie occasioni, non fanno altro che catalizzare le vibrazioni, in modo che si possano sentire meglio.

Per approfondire, è necessario dunque sentire bene le vibrazioni. Per questo è obbligatorio meditare almeno 5-10 minuti giornalieri.

 

 

 

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