Meditazione per il Diwali – il principio di Shri Lakshmi

Il Diwali ha un significato tradizionale in India, secondo l’Induismo, che abbiamo già visto. Un accenno è stato fatto al significato a livello sottile, coinvolgendo soprattutto il nostro Nabhi Chakra, il centro, o plesso, che si trova all’altezza dello stomaco, del fegato, del pancreas e della milza.

Lo sviluppo di questo centro ci dà soddisfazione in ogni cosa che stiamo facendo, un equilibro nella materia, o nella prosperità, e nella famiglia, e ci permette di evolvere con le qualità dello Spirito.

Per risvegliare maggiormente queste qualità è possibile meditare su questi centri centri energetici (il Nabhi sinistro, destro e centro), lasciando alla Kundalini il lavoro. Il nostro lavoro, invece, è solo portare dentro di sé l’attenzione e restare il più possibile in coscienza senza pensieri. Siccome una parte del Nabhi Chakra a livello fisico – il destro – è fortemente relazionata con lo Swadhistan destro – entrambi includono gli organi del fegato e dell’intestino – si può cominciare da lì la meditazione su questa parte del corpo.

Questo esercizio lo possono fare tutti, anche se sarebbe meglio che chi non ha mai provato questa meditazione provi prima l’esercizio della Realizzazione del Sé. Come sempre, la posizione non è importante. Si può stare seduti per terra, con le gambe incrociate, o anche su una sedia. L’importante è essere senza scarpe.

Prima di tutto, portiamo tutte e due le mani verso la terra e cerchiamo di allentare i muscoli del collo, delle spalle, rilassiamo la schiena e l’addome. Portiamo l’attenzione dentro di noi concedendoci 15 minuti solo per noi stessi, e lasciamo fluire tutte le tensioni verso la terra. Lasciamo che sia la gravità ad assorbirle.

Quando sentiamo che il nostro corpo è più rilassato, portiamo la mano sinistra sul ginocchio con il palmo aperto verso l’alto, in maniera distesa. La mano destra rimane sulla (o in direzione della) terra.

Portiamo dunque l’attenzione nel Mooladhara chakra, appena sotto l’osso sacro. È il centro dell’innocenza, ma anche della saggezza. Mettiamo l’attenzione su queste qualità, per esempio come ci fa sentire felici un bambino piccolo, o anche un neonato, là dove non c’è ego e neppure condizionamenti, ma solo purezza. Cerchiamo di sentire questa purezza e innocenza dentro di noi, la Kundalini ci aiuterà.  Restiamo con l’attenzione in questo centro per qualche minuto, senza contarlo, solo cercando di sentire. La meditazione deve essere sempre spontanea, non costruita.

In seguito portiamo anche la mano destra sulla gamba, sempre con il palmo aperto verso l’alto, e spostiamola nello Swadhistan Chakra, il secondo centro, nella parte bassa dell’addome. Qui chiediamo al principio dell’attenzione e della creatività, che possiamo chiamare Shri Saraswati, che risvegli in noi queste qualità. Possiamo tenere la mano su questo centro per qualche minuto, finché non sentiamo che teniamo un’attenzione un po’ più dentro di noi stessi.

Portiamo la mano ora sul Nabhi Chakra, all’altezza dello stomaco. Il principio che regola questo centro è raffigurato da Shri Lakshmi. Si differenzia in tre aspetti. Per prima cosa è Colei che ci dona l’evoluzione, e ci ha fatto evolvere fino a questo stadio e ci permette una stabilità familiare quando è risvegliata in noi. Soprattutto ci dona pace, quella pace interiore che fatichiamo a raggiungere durante la giornata.  Dunque chiediamo alla nostra Kundalini, o anche direttamente a Shri Lakshmi, di risvegliare la pace dentro di noi, di renderci persone pacifiche.

In seguito, portiamo la mano destra a sinistra dello stomaco, appena sotto la gabbia toracica. Qui risiede il principio di Shri Gruhalakshmi, che rappresenta tutte le qualità di una madre di casa, la generosità, la soddisfazione, come fa sentire a proprio agio gli ospiti o chiunque venga nella casa. Possiamo dunque chiedere più volte, al nostro interno: “Madre Kundalini, per favore, rendimi una persona completamente soddisfatta”.

Infine, portiamo nuovamente la mano destra sulla gamba, e mettiamo la mano sinistra nella parte destra dell’addome, sotto la gabbia toracica, dove risiede il fegato. Questo è il principio di Rajalakshmi, la regalità in ognuno di noi. Questo principio ci porta ad essere degni, non essere sottomessi né sottomettere gli altri, ma agire con dignità. Qui, dunque, possiamo chiedere: “Madre Kundalini, per favore, donami la regalità. Rendimi una persona degna e dignitosa”.

Possiamo poi portare la mano destra, riportando la sinistra sulla gamba, sul nostro cuore, e ripetere dentro di noi diverse volte: “Madre, io sono solo il puro Spirito”.

Infine, portiamo la mano sulla nostra fontanella, massaggiamo in senso orario e chiediamo alcune volte: “Madre ,per favore, stabilizza la mia Realizzazione”. Restiamo per alcuni minuti, senza contarli, ma il più possibile in questo stato di meditazione, di senza pensieri, dove siamo connessi con il Tutto.

Sentiamo scorrere sulle nostre mani le vibrazioni, sotto forma di brezza calda o fresca. La meditazione la possiamo fare avendo di fronte a noi questa foto , qui sotto. Potete anche sperimentare se sentite più o meno vibrazioni meditando con o senza la foto. Sahaja Yoga è tutta sperimentazione!

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