L’apertura del Sahsrara, 5 Maggio 1970

Nel libro “Le mie memorie” Babamama, fratello di Shri Mataji Nirmala Devi, ripercorre la vita accanto a lei e del suo rapporto particolare con la scoperta di Sahaja Yoga.  Oltre ai fatti di cui parliamo questa settimana in trasmissione, riporto degli estratti in modo che possiate cogliere una traccia della vita.

(…continua)

Vibrazioni -di colore rosso- nella foto di Shri Mataji in riva al mare

Nel maggio 1970 Acharya Rajneesh aveva organizzato un seminario (shibir) a Nargol, nella regione di Gujarat. Shri Mataji era andata a Nargol soprattutto per vedere in che modo Rajneesh conduceva il seminario. Come c’era da aspettarsi egli aveva praticamente ipnotizzato tutto l’uditorio riducendo le persone a semplici strumenti nelle sue mani. Essa se ne rese conto,  mentre era seduta a osservare tutto ciò sotto un albero banyan. Essa non poté tollerare che innocenti ricercatori fossero ingannati in quel modo e sentì che per Lei era venuto il momento di manifestarsi.

Così, nella notte del 4 maggio 1970, Essa si recò in un posto isolato, distante dal seminario, ed entrò in meditazione, seduta con la faccia rivolta al cielo d’oriente e la schiena rivolta verso il mare. Essa meditò praticamente per tutta la notte e quando il sole comparve nel cielo d’oriente Essa aveva in sé una potente esperienza.

D’un tratto Essa sentì che il Suo Sahasrara si era aperto e ne era uscito un fiore rotondo come il loto, che uscendo aveva aperto i propri petali e all’interno del loto brillavano 1.000 luci. Le lampade ardevano, ma dolcemente e gentilmente, senza ferire. La loro luce non tremava e si diffondeva oltre il Sahasrara, che era puntato verso il cielo.

Poi, il loto scomparve improvvisamente e fu sostituito da un altro fiore con 1.000 petali. Essa poteva facilmente contare i petali. Questo fiore mandava vibrazioni molto fresche attraverso tutto il Suo corpo. Essa sentì anche salire la propria Kundalini, la sentì forare il proprio Sahasrara e la sentì mescolarsi con le vibrazioni fresche emesse da quel fiore. Il flusso delle vibrazioni era continuo, incessante, e così forte da muovere i petali del fiore come in un battito di ali. Essa sapeva di non poter controllare quel flusso, che sarebbe andato avanti ininterrottamente.

Il Sahsrara di Shri Mataji come compare a volte nelle foto, illuminato

Il mese di Maggio è molto caldo, e poiché Essa si trovava sulla riva del mare, l’aria era molto umida, ma Essa si sentiva molto fresca dentro. Poi il fiore dai mille petali scomparve e ricomparve il fiore con mille fiammelle. Questa volta le mille fiammelle si fusero in un raggio solo che penetrò il Sahasrara, e benché le vibrazioni fresche continuassero a fluire dal Suo Sahasrara, esse non disturbavano e non facevano tremolare questo raggio. Il raggio puntava verso il cielo e poteva essere visto nonostante la luce del sole. Essa sentì che una grande quantità di energia usciva da Lei senza provocarLe alcuna perdita. In realtà questo flusso costante di energia era un’esperienza molto rinvigorente.

Si sentì gioiosa e felice di questo avvenimento. I Suoi occhi splendevano ed Essa poteva guardare il sole senza provare la temporanea cecità che la gente sperimenta normalmente se guarda il sole direttamente. Allora Shri Mataji seppe che si era manifestata, che in Lei l’energia fluiva con la pienezza della grazia e che Lei avrebbe dovuto redimere l’umanità mediante questa energia. Ella seppe che questo era il Paramchaitanya (Pure Vibrazioni).

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