Il Mooladhara chakra

La funzione spirituale del Mooladhara Chakra

Il corpo sottile dell’essere umano è composto da vari canali o “nadi”, che veicolano la circolazione dell’energia del corpo. Di questi, due -corrispondenti al canale destro e sinistro del sistema nervoso simpatico- si intrecciano con il canale parasimpatico, che sale lungo la spina dorsale, in più punti.

In questi punti si formano dunque dei plessi chiamati chakra, la cui manifestazione materiale sono i sette principali plessi conosciuti anche dalla nostra medicina. I chakra sono dunque dei nodi di energia animati da un moto rotatorio.

La poesia indiana li paragona a fiori di loto, ciascuno dei quali possiede un diverso numero di petali, corrispondente ai sub-plessi, ovvero alle diverse funzioni svolte da ciascun centro. In Sahaja Yoga usiamo comunemente i termini ‘plesso’, ‘centro’ e ‘chakra’ come sinonimi, coinvolgendo talvolta in questa uguaglianza anche l’organo principale di un centro, per es. il fegato o il cuore, sebbene resti inteso che il termine ‘chakra’ non coincida con un plesso, un centro, un organo, ma ne rappresenti l’aspetto energetico sottile.

Il primo chakra è situato alla base della colonna vertebrale e si chiama Mooladhara Chakra. Mooladhara vuol dire sostegno (dhara) della radice (moola).

Svolge una funzione fondamentale nella protezione e nell’ascesa della Kundalini. È questo chakra, infatti, che vigila sul suo riposo finché questa risiede, addormentata ed avvolta su se stessa, nell’osso sacro. È questo chakra che ‘avverte’ la Kundalini quando è giunto il momento di ridestarsi, sostenendone l’ascesa. Chi ha la Kundalini risvegliata, può favorire lo stesso risveglio in un’altra persona, secondo un processo che assomiglia a quello di una candela accesa che trasmette la fiamma ad una candela spenta.

Questo processo assomiglia a quello della candela accesa che trasmette la fiamma alla candela spenta. Ed è su di esso che la Kundalini si appoggia quando si innalza muovendo dall’osso sacro. Se il chakra è solido e in buono stato, l’esperienza della Realizzazione del Sé sarà semplice e durevole; diversamente, senza un appoggio stabile, non potrà stabilizzarsi nel Sahasrara (il chakra posto sulla sommità della testa) e tornerà ad avvolgersi su se stessa nell’osso sacro, sino alla prossima occasione.

Si può osservare, a tale proposito, che uno degli scopi dei grandi Profeti e Maestri primordiali è stato quello di donare regole di vita destinate a conservare questo chakra integro, affinché potesse svolgere efficacemente la sua funzione nel momento del ridestarsi della Kundalini, salvaguardando il potenziale evolutivo dell’umanità. Occorre in ogni caso un certo tempo per stabilizzare convenientemente questa ‘seconda nascita‘.


Il Mooladhara Chakra si trova al di sotto della colonna vertebrale, nel nostro inguine. Sui piedi corrisponde al tallone, mentre sulle mani la base delle stesse, poco sopra il polso. Se sentiamo dei pizzicori o pesantezza in queste zone, significa che il Mooladhara non è del tutto a posto.

Per questo scaricare la negatività facendo meditazione con la mano sinistra rivolta con il palmo verso l’alto, mentre la mano destra è rivolta verso terra, o a contatto se siamo seduti su di essa. Facciamo fluire le vibrazioni dalla sinistra attraverso il corpo e scaricare a destra.

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