Shri Mataji, una vita raccontata dal fratello

Nel libro “Le mie memorie” Babamama, fratello di Shri Mataji Nirmala Devi, ripercorre la vita accanto a lei e del suo rapporto particolare con la scoperta di Sahaja Yoga.  Oltre ai fatti di cui abbiamo parlato in trasmissione, riporto degli estratti in modo che possiate cogliere una traccia della sua vita.

Shri Mataji e Kalpana, una delle due figlie

Fin dalla Sua infanzia Essa ha cercato di trovare una soluzione per redimere gli esseri umani dalla schiavitù delle loro abitudini mondane e materialistiche.

A questo scopo Essa ha letto Vivek Anand, Ram Krishna Paramahauns ed ha anche ascoltato gli insegnamenti e i sermoni di eminenti leader spirituali, come Chinmay Anand e altri. Tutti i loro discorsi e i loro sermoni erano a livello mentale, e queste acrobazie mentali non conducevano alla redenzione dell’umanità. Come unico risultato era sorto in Lei il dubbio se queste cosiddette guide spirituali potessero condurre alla salvezza un essere umano. Essa era molto disturbata dalle affermazioni fuorvianti di questi cosiddetti leader spirituali.

Un problema che l’aveva sempre assillata era se questi leader spirituali fossero loro stessi illuminati, o se fossero soltanto ciechi che guidavano i ciechi verso il nulla. Per illuminazione Essa intendeva l’illuminazione del proprio essere interiore. Potevano i discorsi e i sermoni condurre a questa illuminazione dell’essere interiore?

Un’altra domanda alla quale Essa non trovava una risposta era se questi autodichiarati uomini di Dio avessero l’autorità di guidare il popolo credulone e per così dire ignorante sulla via che essi proclamavano essere la via della salvezza e, ammesso che l’avessero, da dove derivava tale autorità. Essa sapeva di avere tale autorità dentro di sé ed era solo una questione di tempo quando Essa avrebbe deciso di manifestarsi attraverso questo Potere Divino.

Essa era particolarmente critica nei confronti di quelle guide spirituali che catturavano gente semplice di cuore con l’incantesimo della loro apparente profonda conoscenza delle scritture, per avvolgerli nella loro ragnatela. Il problema era se questa conoscenza delle scritture era una conoscenza illuminata, o semplicemente una riproduzione o addirittura un’interpretazione distorta delle stesse.

Inoltre Essa disse di aver avuto fin dalla Sua infanzia un desiderio innato di fare del bene agli esseri umani in genere trasformandoli. Tuttavia, dovendo rispettare prima altri doveri, come quello degli studi, del bene della propria nazione, nonché quelli di moglie e di madre, Essa aspettò a manifestarsi. Essa era assolutamente convinta che l’energia che aveva in sé era in grado di accendere la luce che avrebbe dato a un essere umano l’illuminazione interiore. Essa era anche sicura che, dopo aver ricevuto l’illuminazione attraverso la Sua energia, ogni essere umano avrebbe potuto illuminare gli altri, come una candela può accenderne un’altra.

(continua…)

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