I grandi Maestri passati (I)

Tutti i grandi profeti che con il loro esempio hanno dato all’umanità le regole del retto comportamento sono riflessi nel Void. Il principio del Maestro si è espresso con l’avvento tra gli altri, dei più grandi profeti quali Abramo, Mosè, Lao Tze, Janaka, Guru Nanak, Mohamed Sahib, Sai Nat di Shirdi, Zarathustra, Confucio, Socrate.

Essi ci hanno insegnato la via del giusto comportamento ed hanno promulgato i codici di condotta che ci permettono a tutt’oggi di superare il caos e l’anarchia. Il principio del discepolo risiede dentro di noi in questa Era, è stato rappresentato da Markandeya, Adi Shankaracharya, David, Giovanni Battista, Buddha, Mahavira, Kabir, Michelangelo, Kalil Gibran, William Shakespeare, William Blake e altri. Non è un semplice elenco di grandi personaggi o “anime”, ma il loro principio, che è universale, risiede proprio in tutti noi.

Le regole del giusto comportamento che possiamo definire il “cammino”, si sono diffuse in ogni parte del mondo, in molti casi i profeti  sono venuti per correggere gli errori dei loro seguaci, che interpretando in modo sbagliato i loro insegnamenti hanno deviato dal giusto “sentiero”. Per esempio Mohamed Sahib (Maometto) è venuto per insegnare il dharma a persone che possiamo definire barbare, essi a turno hanno tormentato la sua vita. Dopo di lui Guru Nanak venne ad insegnare l’unità tra indù e musulmani, oggigiorno invece i suoi discepoli nutrono un sentimento di odio reciproco, gli induisti contro i musulmani e viceversa.

Allo stesso modo Adi Shankaracharya come Kabir provò a guidare i suoi seguaci al di là del ritualismo e del culto dell’adorazione, pratiche che all’epoca venivano eseguite indiscriminatamente. Alcuni cenni:

Abramo

La vita e le vicende di Abramo sono riportate sia nel libro della Genesi dell’Antico Testamento (11, 10 – 25,11), sia nel Corano, in ben 24 sure (capitoli).
La figura di Abramo è, come noto, assai importante anche per gli Ebrei, che vedono in lui il patriarca attorno al quale si è consolidata nel corso dei tempi la loro nazione.
In Sahaja Yoga è considerato come una manifestazione del Maestro Primordiale (Adi Guru), cioè di quel principio incarnatosi per ammaestrare, dirigere e condurre il genere umano per la via centrale che porta all’evoluzione. Cronologicamente possiamo dire che egli sia venuto per secondo, dopo Raja Janaka e prima di Mosè.

Mosè

Quando gli Ebrei giunsero ai piedi del Monte Horeb, nel deserto del Sinai, Mosè ricevette da Dio il Decàlogo:
“Io sono il Signore, Iddio tuo, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù;
1.    Non avrai altro Dio all’infuori di Me
2.    Non avrai altri idoli
3.    Non pronuncerai invano il nome Mio
4.    Rispetterai il giorno del sabato (per adorare il Tuo Signore)
5.    Onorerai il padre e la madre
6.    Non ucciderai
7.    Non commetterai adulterio
8.    Non ruberai
9.    Non farai false testimonianze contro il tuo prossimo
10.    Non desidererai i beni del tuo prossimo
I Dieci Comandamenti sono come i dieci petali del Nabhi Chakra e i dieci Adi Guru, così come l’assenza di Dharma è simboleggiata dalle dieci piaghe.
Mosè, chiamato sul Monte Sinai da Dio, riceve le Tavole della Legge e quando ne ridiscende, è così raggiante, che il popolo ne ha timore: in questa circostanza, Mosè viene visto con due raggi simili a corni che fuoriescono dalla testa e così viene anche rappresentato nella cultura Rinascimentale. Vi sono dei collegamenti anche con delle raffigurazioni trovate in India che rappresentano probabilmente Shiva in meditazione dal cui capo fuoriescono tre raggi, uno centrale e due laterali a pioggia (Mohenjodaro, valle dell’Indo).

Confucio

Confucio cerca incessantemente le soluzioni per venire fuori dal profondo stato di decadenza morale che la Cina stava vivendo nel VI Secolo a.C.; per riuscire in questa impresa, egli non segue la via del sapere, ma quella del recupero delle tradizioni.
La sua attenzione è rivolta ai fondatori della società cinese: Yao, Shun e Yu, i cui ordinamenti non sono altro che espressioni dei modelli eterni, della verità perenne.

Solo il Cielo è grande e solo Yao gli corrisponde”.

Questo è il principio che guida l’osservazione dell’antichità da parte di Confucio. La storia, in alcuni momenti, ha visto il trionfo della verità, della moralità, dell’armonia, quindi, per superare una fase di decadenza, è necessario individuare il carattere essenziale della società perfetta per poi poterlo restaurare, seppur in un contesto mutato dal trascorrere del tempo.

Lao-Tse

Il suo nome significa «Il giovane vecchio» ed è stato chiamato anche «Il vecchio filosofo».

Era lui stesso un simbolo di quella Virtù misteriosa e semplicità che appartiene all’osservante del Tao, di cui i suoi scritti parlano. Egli fu un messaggero di pace, di semplicità e di umiltà: gli insegnamenti di Lao Tze sebbene così antichi, sono ancora piuttosto nuovi, e persino moderni. In essi vi sono le soluzioni alla maggior parte dei problemi del giorno d’oggi. La meravigliosa freschezza delle idee presentate dal vecchio filosofo è una impressionante testimonianza di come siano fondate su una verità immutabile; sebbene siano trascorsi 25 secoli, esse sono ancora oggi ricordate come un corpo di  pensiero della più alta eccellenza e di profondo significato.

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